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Tifosi, delinquenti, semplici sprovveduti? Molti giovani manifestano il livello del loro disagio personale sfogando con atti violenti (e razzisti) il loro malessere, fuori e dentro gli stadi. Un ultimo episodio un paio di domeniche fa ad Arezzo, eclatante per la dinamica, ma epilogo di tanti altri piccoli episodi molto significativi, non ultimo quello di Pagani.

L’inutile leggerezza dell’essere
Manca una settimana .....
Un colpo a Cecco ed uno alla volpe?
Ci fu un tempo .....
Probabilmente non mi vedresti e sentiresti da nessuna .....
. . . senza questo giornale dove appariresti: su tikke-tokke? .....
di Valentina Mercanti PD, candidata seg. Regionale del Partito Democratico
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di Roberto Sbragia - capogruppo Vecchiano Civica
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da-IL QUADERNO DI ET
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di Paola Sacchi (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Proposte per la Segreteria regionale del PD
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IO, Medico
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Franco Marchetti
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Isabel cercami dove sei
Qui al freddo siamo fragili
Isabel tu lo sai sotto questa pioggia
Se tu vuoi asciugami , amami
Con quel tuo calore , l'Anima
Isabel .....
Buongiorno,

queste mie parole sono per evidenziare il menefreghismo di un ente del Comune di San Giuliano Terme che ad oggi non mi ha risposto ad .....
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Punta di casina.

17/1/2021 - 21:40


 
Strano giornale(?) è questo che va a cercare notizie nel territorio pontederese, volterrano, butese e calcesano e snobba quello più vicino a noi, quello che ha più interessi comuni con il nostro, quello del confino, del bozzone, della bufalina: Torre del lago e il Massaciuccoli in comune.
Comincio io con una ricerca che mi sta facendo impazzire dalla difficoltà, forse sbaglio a non rivolgermi a chi di padule ne sa più di me, ma il bello è arrivare a meta in solitaria.
Punta di casina è un luogo noto ai vecchianesi per la caccia nella Gusciona, i casotti di bilance e quella piccola strana costruzione in muratura che sfida l’instabile traditore forforone del lago da più di due secoli. Quella specie di isolotti verdi d’estate e marroncini d’inverno che si vedono lungo le rive del Maciuccoli e che a volte se ne vanno navigando lontano spinti dal vento, rifugio di gallinelle, tarabusi, folaghe, cannaiole e altri uccelli, sono masse di cannelle le cui radici si sono così assemblate da farne una primordiale zatterona e sulle quali a volte sono sbarcato provando una   strana sensazione, come essere sul “tappeto volante” delle fiabe arabe, ma quello dove sorge il casotto è fissato ad un innaturale incredibile basamento.
Ho volutamente chiamato il lago con l’antico nome perché la ricerca mi ha portato ai tempi in cui questo era chiamato così.
Sono arrivato a metà del '700, una mappa mostra la grande Fossa Magna (nome appropriato) che, provenendo da lontano, alimentata dalla sorella Storrigiana che nasce addirittura dal podere Baldinacca della tenuta Salviati e dalla Traversagna, attraversa serpeggiando tutta una zona paludosa per gettarsi nel lago. Il lato sinistro, verso ovest/mare è chiamato Padule di Malaventre di proprietà dell’arcivescovo e ad ovest terreni di diversi proprietari che venderanno poi alla famiglia Salviati mentre al momento questi usavano quel Padule pagando una gabella alla Mensa arcivescovile e alla Prioria della Chiesa di San Niccolò.

Dove la Fossa Magna aveva la foce, proprio di fronte a questa, era stata eretta una casina chiamata Casotto dei cacciatori, la nostra casina.

In altre mappe posteriori si trova anche il manufatto particolareggiato e così fino ai nostri giorni essa è rimasta saldamente e straordinariamente fissa. I vecchi torredellaghesi dicevano che serviva a Puccini per portarvi le amanti, ma questa storia del Maestro cacciatore di folaghe e sottane non mi convince. Quando negli anni sessanta andavo alla bilancia che si trovava proprio sul bordo del canale, uso concessomi da un amico nodichese, il Bartoli, detto “Il cacciatore”, insieme ad un altro mitico padulaio, Cordinello, sfidando di notte nella pesca con il “foone” e la fiocina la guardia Pomello, il casotto era stato affittato da un macellaio massarosese per ribotte e trincate. Solo ultimamente sono andato con un barchetto a visitare la Casina. Un totale abbandono, niente che ti facesse capire il suo antico uso se non qualcosa di strano che appariva sulla parte che guardava la foce, ormai chiusa, della vecchia fossa: uno stemma in pietra serena ben murato che segretamente ammiccava storia di quel XVIII secolo.
Abbastanza riconoscibile un cappello cardinalizio con due nappe laterali, simbolo della Mensa, e infatti in una mappa il padule era detto “dell’Arcivescovo”.
Ora la domanda assillante: che scopo aveva questo “Casotto”?
Veramente Cacciatori nel 18° secolo con archibugi  a un colpo?
E poi cacciatori di Lucca o pisani?
Secondo me era una stazione di controllo per le merci che dal Granducato andavano nella repubblica di Lucca dato che la Fossa magna era navigabile come pura il fosso Barra.
 
Nelle migliaia di cartoline di Torre del lago e del Massaciuccoli ve ne sono due, spedite nel 1902 e 1918, che mostrano questa strana opera.
La storia mia finisce qui.
Sarebbe una grande risultato, non solamente per me, poter avere altre notizie.
Grazie.
 
 


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