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Tifosi, delinquenti, semplici sprovveduti? Molti giovani manifestano il livello del loro disagio personale sfogando con atti violenti (e razzisti) il loro malessere, fuori e dentro gli stadi. Un ultimo episodio un paio di domeniche fa ad Arezzo, eclatante per la dinamica, ma epilogo di tanti altri piccoli episodi molto significativi, non ultimo quello di Pagani.

L’inutile leggerezza dell’essere
Manca una settimana .....
Un colpo a Cecco ed uno alla volpe?
Ci fu un tempo .....
Probabilmente non mi vedresti e sentiresti da nessuna .....
. . . senza questo giornale dove appariresti: su tikke-tokke? .....
di Valentina Mercanti PD, candidata seg. Regionale del Partito Democratico
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di Roberto Sbragia - capogruppo Vecchiano Civica
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da-IL QUADERNO DI ET
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di Paola Sacchi (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Proposte per la Segreteria regionale del PD
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IO, Medico
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Franco Marchetti
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Isabel cercami dove sei
Qui al freddo siamo fragili
Isabel tu lo sai sotto questa pioggia
Se tu vuoi asciugami , amami
Con quel tuo calore , l'Anima
Isabel .....
Buongiorno,

queste mie parole sono per evidenziare il menefreghismo di un ente del Comune di San Giuliano Terme che ad oggi non mi ha risposto ad .....
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La strada ferrata.

4/2/2021 - 9:58


La Livorno-Pisa, prima ferrovia toscana, era stata inaugurata nel 1844; quattro anni più tardi era stato completato il collegamento con Firenze.
Una nuova tratta, tra Pisa Porta Nuova e Viareggio, di 19 chilometri, venne aperta il 15 aprile 1861, seguita, nel dicembre dello stesso anno, dal collegamento con la stazione di Pisa Centrale, verso sud e dalla tratta Viareggio-Pietrasanta, di 10 chilometri, verso nord.
Il 7 aprile del 1861 si inaugurò a Viareggio la stazione costruita dalla Società Anonima delle Strade ferrate livornesi. Il tronco Pisa-Viareggio era così completato e le comunicazioni con Livorno e Firenze rese molto più facili per i versiliesi.
Nel 1862 vengono aperti altri due tratti di linea: il 1º febbraio tra Pietrasanta e Seravezza, di soli 3,5 chilometri, e il 1º novembre quello tra Seravezza e Massa, di 7 chilometri.
Se guardate la data della costruzione linea Pisa-Viareggio, noterete che la ferrovia, per risparmiare, transitava sul nuovo ponte dell’Aurelia (Ponte di Albavola) finito ed inaugurato il  12 dicembre 1856, ponte voluto dal duca Scipione Salviati, ma non certamente per quello scopo. Solo dopo una decina di anni venne costruito quello di ferro, quando il passaggio dei convogli aveva cominciato a danneggiare quello di muro.

 

Queste sono notizie “ferroviarie”, ma il progresso, allora come ora, aveva i suoi risvolti.

 

Il principe Francesco Borghese, padre del “nostro” Scipione, aveva ereditata la tenuta Salviati dalla madre Anna Maria, ultima della famiglia, ed aveva concesso e venduto una notevole fetta dei possedimenti alla  Società Anonima delle Strade ferrate livornesi per la costruzione della linea ferroviaria. Quando il giovane Scipione ebbe nuovamente il titolo di “Duca Salviati” (tale sostituzione del cognome venne confermata con un decreto di Leopoldo II di Toscana datato 7 febbraio 1834), non potendo fermare il progresso, lui, il più grande riformatore del suo tempo, volle però far conoscere gli “impedimenti” che tale opera faceva gravare sulla Tenuta. Diede incarico ad un eminente avvocato che redigesse una stima e un elenco che, letto ora, dà una diversa, curiosa, storica e paesaggistica visione del territorio.


Da Strada ferrata Pacco 1 fasc.12 Archivio Salviati Scuola Normale Superiore:
 
La strada ferrata da Pisa a Viareggio traversa la Tenuta di Migliarino dal sud-est al nord-ovest nella lunghezza di circa tre miglia e mezzo. E siccome le prese del padule, li campi dei poderi, li distretti e quadrati della macchia, le strade e li fossi son tutti nella direzione da levante a ponente, o da mezzogiorno a tramontana, così vengono tagliati e traversati obliquamente ed in modo assai irregolare. Basta di scorrere la linea per vedere che appena entrata nella Tenuta taglia
1°- presso la Traversagna la strada detta degli olmi, sul quale trovasi il primo cancello con una montata alta sei braccia.
2°- la Presa del Cancellino.
3°- lo Stradone degli affossati.
4°- la Presa degli affossati con li relativi fossi.
5°- il Fosso maestro detto degli Alberi o del Marcetto.
6°- le Prese dette del Ceccarelli e del Mugnaini con li rispettivi fossi con che viene impedito o difficultato il transito fra la Fattoria di Migliarino e le Prata e Padule del Crociale di Vecchiano, il pascolo ed il transito delle cavalle della razza nel padule del Cancellino, il passaggio delle acque della Barra, la coltivazione di Marzuoli o Affossati, lo scolo ordinario delle acque, il progetto di colmata fino al Crociale e l’estrazione dei prodotti del padule e dei poderi del Troncolo.
7°- li pratini dei Cotoni lungo i poderi del Marcetto e di Poggio a padule privando i bestiami dei medesimi di una gran parte dei necessari foraggi e del beneficio della pastura nei ridetti pratini e nel padule.
8° -numero undici campi con due stradoni in quattro prese dei poderi suddetti obbligando l’Amministrazione a provvedere di altre terre li rispettivi coloni ed a sopprimere quello di Poggio a padule.
9°- il Fosso dell’Immaginetta in cui resta impedita la navigazione.
10°- lo stradone dell’istesso nome nel quale trovasi il secondo cancello con una montata di circa quattro braccia.
11°- il primo distretto della macchia confinato dal padule dallo Stradone dei Montioni a tramontana e dallo Stradone delle cateratte nel medesimo distretto.
12°- il primo quadrato presso l’Immaginetta colli suoi stradoncini.
13°- Stradone di Focetta.
14°- la Strada provinciale sulla quale trovasi il terzo cancello,
15°- la gran pineta per circa un miglio dalla detta Strada dell’antica Via regia di Pietrasanta.
16°- il Fosso di Mezza macchia.
17°- lo Stradone di Montioni in cui trovasi il quarto cancello.
18°- il terzo distretto della macchia compreso fra lo Stradone di Montioni, il Fosso della Bufalina, il padule e lo Stradone delle cateratte e nel medesimo distretto.
19°- due linnee parallele alla Strada provinciale, che percorrono da mezzogiorno a tramontana tutta la pineta e
20°- nove strade secondarie che dividono la pineta in quadrati dai Montioni al Catro.
21°- l’antica Strada regia di Pietrasanta.
22°- lo Stradone del Catro nel quale trovasi il quinto cancello.
23°- il fosso presso il medesimo difficoltando immensamente l’estrazione di prodotti della macchia e la vigilanza della medesima con prossimo pericolo d’incendio per l fuoco della macchina.
24°- la coltivazione presso il Chiuso dei pastori, in cui vengono occupate e staccate dai poderi del Catro e del Pino circa saccate otto delle terre migliori e ridotti in frazione sei campi fra la Via ferrata e la Macchia e da altri sette campi in rispettive prese fra l’antica via maestra e la linea, ponendo l’Amministrazione nella necessità di sopprimere uno delli due enunciati poderi o di provvederlo di altre terre.
25°- il Chiuso dei pastori
26°- il Prato della Bufalina.
27°- lo stradone dello stesso nome in cui trovasi il sesto cancello.
28°- il Fosso della Bufalina.  
29°- una presa del podere del Poggio al palo, da cui vengono staccate circa saccate quattro, rendendo incomodo il transito per le saccate sedici che appartengono al medesimo ed al Podere di Marina nella coltivazione presso il Chiuso dei pastori come al n° 24, e per le saccate otto spettanti al Podere del confina presso il chiuso dei cavalleggeri.
30°- finalmente lo Stradone dei poderi presso il confine lucchese.
Nelli seguenti articoli verranno trattati partitamente li danni speciali che derivano alli diversi appezzamenti investiti come sopra dalla linea. In questo onore soltanto di segnalare l’inconveniente che in conseguenza della medesima attaccano l’universalità della Tenuta e che sono:

 

Segue un particolare interessante, ma lungo, elenco.
Alla prossima.


 p.s. al numero 1° la via degli olmi è la via traversagna, i cipressi calvi avevan da venire!



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