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Se la guerra si dovesse decidere in televisione probabilmente sarebbe una guerra infinita, stante le diverse e spesso divergenti opinioni. Su tutto, sulle cause, le strategie, le soluzioni. Ma ogni opinione è di per sé, per definizione, rispettabile, se non presa per interesse personale o strategia politica. Ognuno ha il diritto costituzionale di esprimere la sua evitando sempre di offendere gli altri.

La saluto affettuosamente senza improperi…non mi .....
. . . . . . . . . . . . . . . tu sia indottrinato .....
. . . . trovatene uno bono, ne hai immensamente bisogno. .....
Apprezzo l’impegno, ma il risultato è scarso, .....


Quando la poesia chiama bisogna rispondere.

(di Nadia Chiaverini)


Credo che nascondere o modificare il proprio corpo che invecchia, faccia parte di un agire - imparato - che non vuole farci accedere con agio alla saggezza dell'invecchiamento.


Quando ero bambina aspettavo con entusiasmo la seconda domenica di maggio perché era la festa della mamma e coincideva con quella del paese di Migliarino dove vivevo con la mia famiglia.

di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Giovanni Frullano eletto segretario all’unanimità
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Sinistra Civica Ecologista–Sinistra Italiana–Europa Verde Verdi
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L'opinione di LILLY CAMOLESE
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dal web (a cura di BB, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Bruno Pollacci
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Incontrati per caso...
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Squadre di calcio Valdiserchio
di Marlo Puccetti
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MIgliarino-Vecchiano calcio
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Squadre di calcio Valdiserchio
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Squadre di calcio Valdiserchio
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Sentirsi come zolla di terra appena arata e accogliere i semi portati dal vento per sperare sempre in nuove messi.
Ho apprezzato moltissimo che qualcuno abbia sentito il bisogno di far conoscere la scritta di un probabile spacciatore-tossicodipendente poeta presso la .....
di Umberto De Giovannangeli-Il Riformista
Le dimissioni del segretario dem

9/3/2021 - 16:32

Le dimissioni del segretario dem
“Zingaretti chiarisca se ritiene Draghi un’opportunità o un complotto”, intervista a Claudio Petruccioli
Umberto De Giovannangeli — 9 Marzo 2021

«Tra Tronti e Bettini non ho dubbi: sto con il primo. E dico a Zingaretti: il vero problema del Pd non è il “poltronismo” ma il giudizio sul governo Draghi. Sta qui il vero spartiacque.

Per Tronti, rappresenta una straordinaria occasione anche per avviare una riforma di sistema, mentre per Bettini sembra essere il frutto indigesto di una operazione perpetrata dai “salotti buoni”.

Zingaretti cosa ne pensa? I discorsi di Draghi, come quelli della Cartabia per fare un esempio, sono dentro a pieno titolo nella ricerca di identità del Partito democratico o ne sono fuori, se non addirittura un ostacolo?

Il Governo Draghi è un’occasione da cogliere o da subire?

  Quando leggo poi ciò che afferma Bettini, che seguo con attenzione, su Il Foglio, mi viene alla mente una considerazione di Keynes: “Le difficoltà non risiedono nelle nuove idee ma nel sottrarsi alle vecchie che ramificano in ogni angolo della mente”». Più che una intervista a tutto campo, l’intervista di Claudio Petruccioli – una vita nel Pci, più volte parlamentare, direttore de L’Unità e presidente della Rai – a Il Riformista, ha i caratteri di un manuale della buona politica, in sintonia con il suo ultimo libro. Rendiconto. La sinistra italiana dal Pci ad oggi (La Nave di Teseo editore).

«Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie». Così Nicola Zingaretti ha motivato le sue dimissioni da segretario dei dem.

Siamo al cupio dissolvi del Partito democratico?

 Di solito queste cose si cerca di spiegarle andando alla ricerca di quello che c’è dietro. Fatica sprecata. A mio avviso, i fatti importanti, e questo indubbiamente lo è, bisogna cercare di capirli riflettendo su quello che è evidente, non su quello che è nascosto, o si presume lo sia.

Cioè?

 

Per me la cosa molto evidente è che con la decisione del presidente della Repubblica di affidare a Draghi l’incarico di formare il nuovo Governo, è avvenuto un cambiamento sostanziale dell’orizzonte e delle coordinate in cui si muovevano tutte le forze politiche e in particolare il Pd. Ed è del tutto chiaro che le cose non possono continuare come erano andate avanti fino a quel momento. Se questo vorrà dire che il segretario non sarà più Zingaretti, o se lo indurranno a ritirare le dimissioni, vedremo, ma non è decisivo. La domanda da porsi è la seguente: che cosa pensa il Partito democratico nella sua interezza, e lo stesso segretario Zingaretti, che cosa pensano realmente del governo Draghi? Lo considerano per l’Italia, l’Italia di oggi, nella situazione in cui si trova da tutti i punti di vista, un passo avanti, un miglioramento, qualcosa che apre una prospettiva migliore per il Paese, oppure un regresso rispetto a quello che c’era prima?

Noi sappiamo che il Pd e Zingaretti quando ancora non si sapeva cosa avrebbe fatto Mattarella, erano attestati sulla linea “o si fa un Conte ter oppure si va al voto”. Non hanno mai alluso ad una possibilità diversa. Probabilmente perché non la pensavano, non la ritenevano possibile. È stato Mattarella che ha deciso quanto è avvenuto, secondo me facendo uno degli atti più importanti, significativi e coraggiosi fra quelli compiuti dai capi di Stato della Repubblica italiana, assumendosi la responsabilità di affermare che in queste condizioni non è possibile anticipare il voto. Questa cosa ha cambiato completamente il quadro in cui agiscono le forze politiche. Sta cambiando tutto.

La Lega, ad esempio, non solo con Giorgetti ma con lo stesso Salvini, sembra voler cogliere l’occasione del governo Draghi per togliersi di dosso la polvere sovranista e anti Europa; hanno capito che con quella polvere addosso non possono governare l’Italia; tanto più quando ci deve arrivare dall’Europa una valanga di euro. Quanto ai 5 Stelle, stanno vivendo una complicata, problematica ma effettiva fase di trasformazione.

Sembra vogliano diventare un partito governativo multiuso anche se pencolante sul centrosinistra (c’entra comunque anche in questo caso il rapporto con l’Europa). Per riuscirci si affidano alla leadership di Conte.


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9/3/2021 - 16:37

AUTORE:
Andrea Paganelli, Cascina (Pisa)

...I fanatici sono quelli del "sempre uguali, senza se e senza ma..." le persone intelligenti sono quelle che invece, mosse da spirito critico, sanno rivedere i loro ragionamenti, adattandoli e aggiornandoli alla realtà che cambia costantemente... E chi avrebbe mai immaginato, più di 40 anni fa, di ritrovarmi oggi a condividere gli stessi ragionamenti con Petuccioli...