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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Circolo ARCI Migliarino- 13 giugno ore 21
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Di Claudia Fusani
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Comune di Vecchiano
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. . . e lo ha detto chi momentaneamente ha occupato .....
. . . se per caso, o altro, Renzi lasciasse la politica, .....
Nicola Zingaretti, disse a Matteo Renzi: non ti presentare .....
. . . magari.
Resta da capire se Iv è un partito .....
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Tirrenia, 17 giugno
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di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
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Villa di Corliano, 27 giugno
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Pugnano, 22 giugno
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Tirrenia, 15 giugno
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il richiamo di cose
perdute, stanotte, dilaga
per il chiostro dell'anima
mia vaga, come bruma di seta
che lenta si sfà.
Filamenti di volti,
laceri .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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Chi la scrive la nostra storia?
di S. Benedetti e S. Petri

5/4/2021 - 14:14


Collegandoci ad un precedente pubblicato sulla Voce nell’ottobre 2017, riguardante la casa che ospitò a Marina di Vecchiano, i marinai incursori della X Mas, casa e annesso che versano nel più grande totale abbandono ormai da moltissimi anni, senza che nessuno faccia qualcosa, vorremmo riproporre una domanda, tenendo di conto di una serie di fatti noti ed acclarati.

La domanda, posta nel 2017, era:  è logico ed anche utile che un edificio di tale importanza storica e militare venga lasciato deteriorarsi fino al punto di vederlo crollare?

I fatti noti sono: per primo che il nome X Mas evoca una grossa pagina nera negli sviluppi della propria storia, ad onore del vero, in una fase immediatamente successiva ai nostri fatti e luoghi, ma pur sempre legata ad una organizzazione militare che divenne anche collaborazionista del potere nazista, divenne responsabile di atti non solo rivolti verso militari, ma anche contro civili innocenti.
E per di più ebbe pure uno “sviluppo” repubblicano fino al punto che il suo fondatore J.V. Borghese, fu corresponsabile con servizi deviati dello stato italiano per il tentato golpe del 1970 (si, 1970, quasi 35 anni dopo i fatti di Marina di Vecchiano).
Tenendo conto anche che le amministrazioni locali, quali Comune, Ente Parco e Regione, in un’epoca come questa abbiano ben altro da pensare che restaurare una Casa Coli qualunque.
Tenendo anche conto del fatto che passano gli anni e ai nipoti dei nipoti, presi giustamente dal loro mondo, che usa strumenti e parametri diversi da quello passato, ci sia un comprensibile disinteresse se non una totale mancanza di sapere dei fatti e delle circostanze di un tempo che fu.

E allora nasce una seconda domanda:  chi la scrive la nostra storia?

Ma non solo la Storia con la S maiuscola, ma anche la semplice, minuta storia di una baracca di muro, quasi in riva alla Bocca, in un luogo preservato selvaggio dei più belli del nostro territorio.
Non la possono più scrivere quegli otto ragazzotti quasi tutti di Marina di Campo, che “incignarono” quell’edificio nel 1936.
Non la possono scrivere tutti i Migliarinesi e Vecchianesi che non ci sono più, quelli che a quel tempo vissero i nostri luoghi e che ci hanno lasciato ormai.

Non la può nemmeno scrivere un turista distratto; se poi in quella baracca gli ci piazzi un B&B, di certo.
Non la può più scrivere nemmeno Emilio Bianchi (morto a 103 anni nel 2015) ultimo superstite di quei ragazzi che poi furono più di 8, dopo, che al suo bagno a Torre del Lago, dopo che sposo' l’Aurora, sorella di Alvaro, in qualche giorno di tante, troppe estati fa,  raccontava l’impresa sotto l’ombrellone, del Valiant e della Queen Elisabeth.

Apparentemente nessuno può più scrivere quella storia. Questa storia.

Però tra noi possiamo farlo, tra noi possiamo continuare a parlarne, a sollevare dubbi ma anche a mietere speranze.

Non tocca a noi trovare soldi per ristrutturare tre mura, (basta vedere le difficoltà simili e maggiori che incontra la casa di Marconi in Coltano, ehm Marconi, si, sapete chi era Marconi, cosa invento', ma anche da che parte stava?), non tocca a noi scrivere piani di salvaguardia dell’ambiente con annessi e connessi, non tocca a noi prendere posizioni politiche che hanno molto poco a che fare con la domanda iniziale.

E’ molto probabile che la storia, quella lì, quella di Casa Coli, la scriva semplicemente chi abbia il coraggio di farsi avanti.
Che sia uomo della strada o amministratore pubblico.
Di raccontare la verità e non dimenticare ciò che accadde a donne e uomini che eravamo noi, che siamo noi loro figli e nipoti e non cosa accadde solo a amici o nemici.
La storia, se siamo noi allora, vediamo cosa siamo capaci di fare.
Se siamo davvero degni di noi.

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5/4/2021 - 17:24

AUTORE:
P.G_

Per chi ne volesse sapere di più questo link conduce alla pagina FB Lo Spirito del Serchio dove sono presenti video e notizie riguardanti la casa e i suoi frequentatori. C'è anche un bel video a cura dei Teatri della Resistenza realizzato in occasione di una Estate Vecchianese.
Buona visione.

https://www.facebook.com/lavocedelserchio/?modal=admin_todo_tour

5/4/2021 - 17:09

AUTORE:
Appassionato

Quando sarà definitivamente crollata, nel disinteresse generale, potranno nascere tutti i SE e i MA del mondo ma la storia, la nostra storia, quella di Casa Coli di Migliarino non ci sarà più.
Perderemo casa e memoria. Un segno dei tempi!