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All'interno di questa rubrica abbiamo sempre ospitato temi non di attualità, bensì legati alla storia, storia sociale, politica, ambientale e storia di ricordi del nostro territorio. Ora vorremmo estendere la visuale storica, impegnandoci in un obiettivo ambizioso: fornire un quadro generale della vita delle comunità rurali dell'800 nel comune di Vecchiano.

Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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Massimiliano Angori
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. . . . . se si parte dalle crociate medievali (1096-1270) .....
La storia è una perfetta sconosciuta su questo forum, .....
. . . . . . . . . . . . condotta da Jader Jacobelli .....
. . . minacce e offese al di fuori degli anni "70, .....
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“Il gioco serio del teatro”

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UN IMPEGNO COSTANTE PER MANTENERE VIVO IL PASSATO E FRUIRNE ANCORA IN FUTURO

Vecchiano Civica presenta i propri candidati
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A NODICA-Piazza Enzo Ferrari: Sabato dalle 9.00 alle 19.00
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Un Cuore per Vecchiano
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Insieme per Vecchiano
Filettole, 19 settembre
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Insieme Per Vecchiano - Candidate/Candidati
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Insieme Per Vecchiano - Candidate/Candidati
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pubblicazione Candidati
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di EROS CARLOPPI ( Presidente del C. D. Provinciale del PSI)
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Vecchiano Civica presenta i propri candidati
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Insieme per Vecchiano - Candidate/Candidati
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“Il Parlamento farà ciò che ritiene”: nello scontro con Franceschini tutta l’indipendenza di Draghi
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Rifiuti, Mazzetti (FI)
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di Ernesto Galli della Loggia
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Di Salvatore Carollo
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di Bruno Pollacci
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Misericordia del CEP, Gabella (Calci)
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Metato
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Il Bargellona si accontenta della Coppa Limiti
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È con te
Facciamo oggi quella scelta
Oggi in due ma restiamo sempre noi
È con te
Che la vita è come foglia
Noi leggeri saggi dentro vuoti mai
Sei .....
caro baffuto baffino ricorda che la fantasia se sfocia in diffamazione e calunnia quello e reato e non pregare la Santa Vergine a Roma davanti alla porta .....
di Cristian Rocca
Addio Pd.

27/7/2021 - 21:11

Addio Pd. La fine ingloriosa del partito che per dieci anni ha tenuto da solo la baracca italiana.
L’involuzione di una comunità politica che ha retto il paese dall’ultimo governo Berlusconi a oggi.
Adesso che con Mario Draghi potrebbe raccogliere i frutti del suo servizio pubblico, si rende di nuovo complice delle forze populiste. A questo punto le responsabilità non sono soltanto della Ditta, ma anche dei sedicenti riformisti che assistono come tricoteuse alla capitolazione.


Archiviata la parentesi dell’avvocaticchio populista, il Pd anziché stappare champagne per brindare all’incontro con Mario Draghi si è sentito offeso come un adolescente capriccioso cui è stato imposto di spegnere la PlayStation e di tornare a studiare. Incomprensibilmente, da quel momento, il partito di Letta tiene il broncio nei confronti di Draghi, dello stesso Draghi che ha liberato il paese dalla tragicommedia e il Pd dall’incantesimo politico meglio conosciuto come sindrome di Stoccolma Appula.


Per questo, il Pd è stato costretto a cambiare segretario, il quale si è presentato bene con un gran discorso iniziale, all’Assemblea nazionale che lo ha eletto, ma che ha smentito ogni singolo giorno successivo. A questo punto possiamo dire che Enrico Letta e i suoi sono la più grande delusione politica degli ultimi anni, anni peraltro di asticella delle aspettative rasoterra.
Zingaretti e Bettini, almeno, erano costretti a convivere con Conte e Casalino, da soci di minoranza di quella banda di sciamannati. Avevano una strategia di alleanza stravagante, che prevedeva umilianti sessioni di autoflagellazione pubblica. Era una scemenza impolitica ispirata alle manovre per superare la nomination nei reality show. Una scelta passiva, fatalista e priva di immaginazione, incapace di esercitare un’egemonia politica e al contrario volenterosissima di subirla, ma almeno era una prospettiva.


Letta non solo sta ripercorrendo quella strada senza uscita, peraltro interrotta dall’autosmottamento grillino e dalla ormai epica, e certificata da Beppe Grillo, incapacità di Conte, ma continua a farlo da pilastro del governo Mario Draghi, mentre potrebbe costruire intorno all’uomo più rispettato d’Europa un percorso politico promettente, credibile e largo quanto un’autostrada.


Invece, il Pd continua a mostrare il broncetto, a flirtare con l’avvocaticchio di Travaglio, ad amoreggiare con l’opposizione a Draghi, a difendere la più atroce violazione dei diritti processuali degli ultimi 25 anni, e parlo della prescrizione senza volutamente entrare nella questione libica.


Ma c’è qualcosa di più grave: anziché cancellare la controriforma Di Maio-Salvini sulla prescrizione, che per ragioni di coalizione durante il governo Conte, i due erano stati costretti a mantenere, adesso il Pd se ne erge addirittura a difensore incurante di mettere in difficoltà non solo chi incappa nelle maglie della giustizia ma anche Draghi che saggiamente sta cercando di ripristinare la normalità giuridica.


No, niente, il Pd preferisce l’expertise giuridico di un ex disc jockey di Mazzara del Vallo a quello dell’ex presidente della Corte costituzionale, quello di Travaglio a quello di chiunque non consideri l’arresto un momento magico della giustizia.


Questo Pd, inoltre, si intestardisce su una legge che non crea nuovi diritti, ma che si limita ad aggravare le pene già esistenti, sapendo bene che molti degli amici grillini in realtà lavorano per farla saltare.
Al dunque la sensazione è che il Partito democratico preferisca intestarsi una sconfitta identitaria molto forte sui social piuttosto che ottenere un risultato per la comunità che dice di voler difendere.


Se quella di Zingaretti è stata una resa ai populisti, cui è stato omaggiato anche la mutilazione anti politica del Parlamento, quella di Letta è una capitolazione che si ripete sotto forma di farsa, al punto che il segretario non è stato in grado nemmeno di spiegare come mai giudichi inadeguata la decisione di Salvini di non rivelare nulla a proposito del suo vaccino e invece giustifichi il medesimo comportamento di Conte, il quale è sempre il passante di strada estratto a sorte che abbiamo imparato a conoscere ma che formalmente adesso è anche il capo politico del principale partito NoVax d’Europa.


Il Pd continuerà a fornire personale di governo alle nostre istituzioni, magari garantendo un turno di riposo ad Andrea Orlando, ministro con Renzi, con Gentiloni e con Draghi, in maggioranza con Verdini e con Salvini , ma che ieri anziché difendere la scelta del governo di cui fa parte di avvalersi della competenza professionale di Elsa Fornero ha tenuto a precisare con un tweet irriguardoso che lui non c’entra niente con quella nomina. Robe da matti.


In assenza di una nuova aggregazione politica alternativa, liberale e democratica, siamo dunque fottuti. Il Pd finora è stato l’unico ostacolo di un certo rilievo al cammino verso la democrazia illiberale.


Il Pd, questo Pd, insomma è diventato la parodia di un partito politico, irredimibile come scriveva Leonardo Sciascia della Sicilia, senza speranza; un’organizzazione senza capo né coda, a vocazione populista e trasformatasi definitivamente in un’agenzia interinale che somministra lavoro qualificato alle istituzioni repubblicane.


Le responsabilità di questa situazione non sono più soltanto della Ditta, degli ex comunisti o degli ex democristiani, ma di un’intera classe dirigente democratica che su Twitter si riempie la bocca di riformismo e di progressismo, di Europa e di altre belle cose, ma che nella realtà quotidiana è complice delle forze della reazione oppure assiste amabilmente alla decapitazione del diritto come le tricoteuse del Terrore francese che sferragliavano sotto la ghigliottina.


Questo Pd che fa la fronda a Draghi e che regge il moccolo a Fofò Dj e al portavoce Travaglio si illude di sopravvivere ancora un altro giro, ma non si accorge che percorrendo questa strada non sopravviverà né il Partito democratico né la Repubblica come la conosciamo.

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5/8/2021 - 12:52

AUTORE:
Massimo

Stati all' altezza del mondo che cambia, dice lui. E quali sarebbero, la Slovacchia, tutti i paesi orientali ? Lì la gente viene sfruttata, vedi Saudi Arabia. Se la EU vuole sopravvivere, deve darsi regole del lavoro, delle tasse comuni. Altrimenti è caos. E licenziamenti.

5/8/2021 - 9:15

AUTORE:
democratico

4.0 ? Stai citando gli effetti, mentre bisognerebbe elencare le cause. Se si vogliono i contributi UE servono le riforme, senza le quali non arriveranno i 209 miliardi.
I contributi economici che la UE ci eroga annualmente non siamo in grado di spenderli per inefficienza amministrativa e giudiziaria cronica.

Quando si fanno le riforme e poi si abrogano con i referendum, si incentivano quelle aziende che competono sui i mercati europei e internazionali a trovare altre soluzioni economiche in Stati UE all'altezza del mondo che cambia.

Se Lega e parte dei 5S non erano interessati a modificare il job act vorrà dire che la maggioranza parlamentare ha ben compreso che era necessario e utile mantenerlo, perché in linea con le riforme del lavoro della UE.
Passo e chiudo!(democraticamente).

4/8/2021 - 23:49

AUTORE:
Massimo

La Gianetti ruote e Gkn non sono aziende decotte, anzi vanno benissimo. Solo che chi comanda ha deciso di delocalizzare dove il costo del lavoro è più basso. È questa l'industria 4.0 ? E qui, sul costo del lavoro, si dovrebbe aprire un discorso ampio che riguarda un po' tutta l'Europa. Ma non è questa la sede.
Sui migranti al momento siamo come a prima della legge, fatta ma non attuata.
La Lega e parte del M5Stelle non erano interessate a modificare il Jobs Act, la sinistra, o quello che ne è rimasto, era opposizione.

4/8/2021 - 19:11

AUTORE:
democratico

1) industria 4.0.
Se guardi alle aziende decotte o in crisi hai ragione, io guardo alle aziende che investono, assumono, esportano, creano lavoro.
2)La legge sugli immigrati è approvata, i decreti attuativi sono alla portata, serve guardare avanti e risolvere i problemi non enunciarli.
3)Sul job act Lega e 5S e una certa sinistra del Conte 1 avevano i numeri per ritornare all'art 18, be... di che parliamo?

4/8/2021 - 17:09

AUTORE:
massimo

1) In cosa è cambiata l' industria dal 2016 ad oggi ? Nel modo in cui comunicano il licenziamento, prima lettera, ora mail o whatapps. Le aziende che proprio in questi giorni chiudono per delocalizzare hanno preso gli aiuti statali per ammodernare e ora se ne vanno. Bel progresso.
2)Quella legge non serve a nulla, manca dei decreti attuativi, se la ministra Bellanova li aveva fatti invece di dimettersi per far cadere il governo magari ora funzionava.
3)Le tutele per le aziende con meno di 15 dipendenti sono le stesse per quella con più di 15. Ti possono licenziare quando vogliono, solo che ora grazie agli interventi delle Corte Europea e della Consulta il potere di decidere il risarcimento è tornato al giudice del lavoro, cosa che il tanto decantato Jobs Act aveva destinato alla sola legge.
Sui riders lasciamo perdere, sono sotto gli occhi di tutti.
E questi sono fatti, non pugnette.
Ma se lavori nel pubblico....

4/8/2021 - 15:01

AUTORE:
democratico

Scrive Massimo: "Le ricordo che l'industria è sempre quella di prima, 2 3 4, con quanti zero le pare ma siamo ancora lì"
Ma ancora lì?... Dove? Era meglio prima?

Sempre Massimo: "Per la legge sui lavoratori stranieri chieda alla sig. Bellanova a che punto sta."
Quella la legge tutela chi denuncia i soprusi del caporalato. Era meglio prima quando non c'era?

Ancora Massimo: "Il Jobs act è stato modificato dalla Corte Europea su ricorso CGIL... "
Ma quelle tutele per quei lavoratori di aziende con meno di 15 addetti non le consideri? Le modifiche non hanno cancellato il job act, resta una legge per la tutela del lavoro... anche dei riders.

Le competenze si nutrono di fatti e di progressi, le chiacchere nutrono i parolai/giornalai del web e non solo.

3/8/2021 - 16:11

AUTORE:
Massimo

... anche alle pulci ni vien la tosse. La base è quella che vota, e attualmente, stando ai sondaggi,( anche se vanno presi con le molle) chi aveva le palle non è che viaggi a mille, anzi. Le ricordo che l'industria è sempre quella di prima, 2 3 4, con quanti zero le pare ma siamo ancora lì. Per la legge sui lavoratori stranieri chieda alla sig. Bellanova a che punto sta. Il Jobs act è stato modificato dalla Corte Europea, su ricorso CGIL vinto e dalla Consulta che lo ha reso incostituzionale per alcune parti.
Questa è la competenza di cui parla. Quanto a Enrico Letta, sarà anche un prete convertito, ma almeno è persona seria e di parola. C'è chi invece sogna il costo del lavoro saudita...

3/8/2021 - 12:34

AUTORE:
Cittadino come pochi

Ma quale base, ci vogliono idee e palle sai quante volte la base ha sbagliato e le scelte fatte da chi di competenza si sono rivelate in seguito quelle giuste. Industria 4.0, legge sui lavoratori immigrati, job act queste solo per citarne alcune sono state scelte fatte da chi aveva le palle. Ci vuole competenza altro che la base, idee da anni 70 , si tenga il suo Letta, prete convertito alla politica dei grullini.

1/8/2021 - 23:37

AUTORE:
Minimo

Ma se i vecchi comunisti e ciggiellini prima han votato Lega, per il comico, poi ancora Lega e fra tutti non son stati buoni ne a fare un buon governo e neppure ad esprimere una classe dirigente; vedi Zingaretti e Letta che rinunciano a quello che decise Bersani e cioè il capo del partito era il naturale aspirante PdC.

Labase* esettuvvoi hanno ascoltato Bertinotti, Ingroia, Rizzo e/o Bettini, D'Alema&

1/8/2021 - 23:17

AUTORE:
Massimo

Se si vuole raccontare la storia, bisognerebbe raccontarla bene.
Il 40 e passa il PD l'ha ottenuto alle Europee del 2014, seg. Renzi, elezioni moooolto relative. Alle politiche del 2018, sempre seg. Renzi, il PD ottenne il 18 e spiccioli, - 22%. La classe dirigente era la stessa, Renzi e soci, i rottamati se ne erano già andati. E non è che avessero avuto un risultato eclatante, anzi. Renzi se n'è andato a settembre/ottobre 2019, portandosi dietro una bella fetta di eletti e di elettori, eppure i sondaggi danno il PD poco sopra il 20%.
Forse il segreto sta nel tornare ad ascoltare la base, e i suoi bisogni, invece di inseguire le chimere dell'establishment ?

1/8/2021 - 1:36

AUTORE:
Cittadino come pochi

Un PD allo sbando dove ad una classe dirigente vecchia di età e di idee si è affiancata una nuova classe dirigente più interessata a piacere al boiardo di turno che a dimostrare di poterlo sostituire con capacità e idee nuove. Letta da quando non fu all’altezza di fare il passaggio della campanella con Renzi perché divorato dall’odio nei suoi confronti per me avrebbe dovuto chiudere la sua carriera politica, ma il PD attuale premia gli odiatori di Renzi, poi se il PD è passato dal 40 al 15% ….tanto hanno l’alleanza con i grullini….

1/8/2021 - 0:31

AUTORE:
Elettore PD

.... Era già stato Presidente del Consiglio ma ha dovuto abbandonare per un colpo di Stato interno al PD che ha imposto Renzi....
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
C'è la registrazione della lettura di Roberto Speranza-presidente dei deputati PD che con l'assenso di Gianni Cuperlo Presidente del PD e del 93% dell'assemblea nazionale PD che licenzia Letta.
..... il voto della Direzione nazionale con 136 e appena 16 no dei civatiani.
I "colpi di stato" non si fanno a maggioranza.

30/7/2021 - 17:24

AUTORE:
Edo

Della serie : io busso a cuori, te rispondi picche. E' inutile, sempre la stessa zolfa (ndr-solfa) da anni. Non parliamo del linguaggio e della sintassi.
Guerrieri a rimorchio, che hanno sempre seguito le bandiere, anche senza preavviso...

30/7/2021 - 17:03

AUTORE:
Bruno della Baldinacca, iscritto PD

...Berlusconi Silvio e purtroppo in campagna elettorale l'uomo di Bettola si mise a chiappare i passerotti in casa, preferiti ai tacchini sul tetto, Smacchiare i giaguari ed altre menate.
Nel panorama politico non contava una mazza "fra Martina Maurizio" segretario PD dopo Matteo Renzi, il quale fuori da tutti i deliberati PD nell'incontro con Roberto Fico disse che l'accordo di governo con la 5* era quasi raggiunto ed all'epoca si sarebbe trattato di: lui medesimo sottosegretario all'agricoltura e forse il sempre presente Franceschini ministro.
Renzi nel cosiddetto governo giallo/rosso trattò alla pari ed i ministri PD furono nove compreso lo Speranza sempre galleggiante.

Con la mossa del cavallo poi si è impedito il "il Conte 3" con il raccattato Ciampolillo con l'aggiunta di una senatrice prestata dal fratello di Luca Zingaretti.

Ma tutto è bene quel che finisce bene.
Via Giuseppe Conte che sembrava a detta di Bettini "capo occulto della ditta" il Giuseppe doveva essere candidato a Siena nel seggio che fu di Padoan e da li poi divenire capo del PD che era in cerca dopo che Zingaetti se ne andò dicendo: mi fate schifo.

Menomale che Renzi c'è ed aver chiamato la Lega alla responsabilità di governo con l'intervento magistrale in Senato dicendo loro: governate tutte le più importanti regioni del Nord ed il Ricoveri Plan dura sei anni e quindi è bene sappiate a cosa andate incontro per non fare pateracchi con "le 5 stelle cadenti".
Giorgetti e Zaia convinsero Salvini ad accettare ed in conclusione poi vedremo che: Salvini con i suoi ministri così come Berlusconi e Grillo han capito "il verso del legno" .
Lameloni è rimasta isolata anche se puntava allo "sfascio" del governo del Presidente voluto da Mattarella

Previsione di BdB, Mario Draghi PdC che finisce la legislatura con meriti pari al governo Renzi/Alfano, poi candidato naturale per la legislatura prossima con i voti dei parlamentari di PD.FI.Lega.IV .Socialisti.Radicali ed altre forze che già appoggiano il governo attuale

30/7/2021 - 15:31

AUTORE:
Marlo Puccetti

Addio al PD, perchè?, forse non risponde alle tue necessità intellettuali, un po' complicate. Non mi sembra che il partito sia entrato nel miglio verde. Letta ha scelto di fare il segretario lasciando uno stimato, apprezzato e ben retribuito lavoro a Parigi. Conosco da anni Enrico, pisano doc, non è ritornato per fare la comparsa. Era già stato Presidente del Consiglio ma ha dovuto abbandonare per un colpo di Stato interno al PD che ha imposto Renzi. Non il primo Renzi in cui ho anche creduto ma quello ormai delle poltrone e degli accordi sotto banco. Certo la politica è fatta anche di compromessi ma non per questo vuol dire abdicare. Il PD è entrato convinto nel governo Draghi, ci ha trovato la Lega e non è poco. Il PD ha un seguito di quasi 7 milioni di elettori che non mi sembrano simbolici se la sovranità è ancora del popolo e non delle segreterie dei partiti o di alchimie giornalistiche. Parli di parodia, di irridemibilità, di agenzia interinale, epiteti gratuiti, direi rancorosi senza riscontro. Letta non farà la magliaia a nessuno o come dici tu "la tricoteuse" che fa più linguaggio aulico.
Per Orlando più di un turno di riposo, non può fare il minitro per tutte le stagioni ma di una cosa ha ragione quando dice che si affranca dalla decisione di aver ingaggiato la Fornero per consulenza. Abbiamo la memoria corta, ci siamo dimenticati degli esodati, licenziati e senza stipendio o la fregatura dell'aspettativa di vita per convincere ad allungare gli anni per andare in pensione. Come se ora non si morisse a 70, 60 anni e ancora meno, non basta far vedere in televisione una persona che compie 100 anni. Quanti colleghi ho visto che stavano per andare in pensione che hanno dovuto fare ancora 5 anni di lavoro.

Marlo Puccetti
Partito Democratico
San Giuliano Terme

29/7/2021 - 12:59

AUTORE:
Mauro P.

....testimonianza ( Bertinotti e gran parte della sinistra ) oppure se la politica è cambiare in meglio la realtà ( Matteo Renzi ).
Se Renzi chiede di sostenere Letta, evidentemente fa una valutazione POLITICA.
La visione soddisfatta del proprio ombelico è una scelta personale, il rancore verso chi ci ha trattato male anche. Faccio solo notare che con la sola testimonianza del disprezzo e della legittima avversione ai pentastellati ... ora avremmo al Governo Salvini e Meloni perché si sarebbe votato nell'autunno 2019.

Renzi ha fatto POLITICA, non ha solo testimoniato sé stesso e ... adesso abbiamo al governo Draghi. Per me è evidente che questa apertura di Renzi ci rende non attaccabili come "nemici" del PD. Non siamo noi ad essere contro il maggiore partito del centrosinistra.
Sarà poi un problema di Letta e del PD giustificare una esclusione a prescindere di Italia Viva, in qualunque situazione, locale o nazionale. Il cerino acceso è in mano loro.