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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
By Adalgisa Marrocco
"Gli irriducibili no vax minacciano denunce anche in terapia intensiva"

14/8/2021 - 18:15


COVID
13/08/2021 13:50 CEST | Aggiornato 13/08/2021 15:08 CEST

Il presidente degli anestetisti Vergallo racconta i reparti Covid. "Ormai il 90% dei pazienti non è vaccinato"

HP - GETTYA sinistra, il dottor Alessandro Vergallo

“In terapia intensiva vediamo sempre più No Vax e vaccino-scettici ricoverati per Covid. Tra loro è forte il pentimento e il rammarico per aver creduto a teorie complottiste e negazioniste. Si tratta di persone spaventate, la cui paura di morire è palpabile. Ma non mancano gli irriducibili: pazienti che minacciano denuncia ai sanitari nel caso in cui venissero vaccinati mentre sono sedati e non in grado di esprimere il proprio consenso. Ovviamente noi medici non potremmo mai fare nulla del genere, ma loro sembrano convinti del contrario”. A parlare all’HuffPost è Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), raccontando l’attuale situazione delle terapie intensive nel nostro Paese.
Dottore, parliamo di numeri. Sono in rialzo?

“Sì, in queste settimane stiamo assistendo ad un aumento dei ricoveri in terapia intensiva. In termini assoluti, parliamo di circa 270 letti occupati in tutto il Paese: un numero che, se messo in rapporto ai posti totali disponibili, risulta relativamente basso, ma è quasi triplo rispetto ai dati dello stesso periodo dell’anno scorso. La pressione al momento non preoccupa, ma seguiamo con attenzione la situazione: come ben sappiamo i ricoveri in terapia intensiva seguono di almeno due settimane il contagio. Perciò ripetiamo alle istituzioni: non guardare la fotografia attuale, ma pensare in prospettiva”.
Quanti sono i non vaccinati ricoverati in terapia intensiva?
“Come dicevo i numeri sono ancora relativamente bassi ma, basandoci sui dati disponibili, stimiamo che la percentuale di pazienti ricoverati in intensiva che non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino si attesti sul 90-92% del totale. Se da un lato questo conferma l’efficacia dei vaccini anche contro l’infezione sintomatica da variante Delta, dall’altro preoccupa in relazione alla presenza di larghe fasce di popolazione non ancora immunizzate. Purtroppo capita di dover intubare anche soggetti molto giovani e sani. Ancora troppe persone non hanno preso coscienza dei rischi che corrono non vaccinandosi”.
L’età dei ricoverati è scesa?
“Molto e progressivamente. Se l’età mediana della prima ondata era circa 65 anni, oggi si attesta sui 50 anni. Ovviamente più scende l’età, meno sono le patologie concomitanti: questo di solito si traduce in un decorso meno sfavorevole della malattia Covid”.
Diverse età vuol dire anche diversa aderenza alla campagna vaccinale.
“Sì. Gli over 70 risultano in gran parte protetti, mentre a preoccupare è la fascia tra i 50 e i 60 anni: è tra queste persone che si riscontra più resistenza alla campagna vaccinale, generata anche da maggiore suscettibilità a teorie No Vax e complottiste. Peraltro si tratta di una categoria ad alta mobilità sia per esigenze lavorative che ricreative: un fattore da non sottovalutare per la circolazione del virus. L’appello del generale Figliuolo a dare priorità all’immunizzazione della fascia 50-59 anni è più che giusto”.
Cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimane?
“Siamo rianimatori e, in quanto clinici, preferiamo non avventurarci in previsioni che cliniche non sono. Ma, tenendo conto dei fatti, ciò che possiamo attenderci ragionevolmente è un aumento dei ricoveri in rianimazione, lento ma costante, per i prossimi 20-30 giorni. L’andamento dei mesi a venire dipenderà dall’adesione alla campagna vaccinale, dall’efficacia (per ora evidente) dei vaccini di fronte all’emergere di nuove varianti e dal rispetto delle regole anti-contagio da parte della popolazione, anche in mancanza di chiusure e particolari restrizioni. A questi fattori vanno aggiunti la ripartenza delle attività a settembre e il cambiamento delle condizioni climatiche con l’arrivo della prossima stagione autunnale”.






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