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Passaporto verde: anche il nome dovrebbe far riflettere e rassicurare. Il verde è il colore delle possibilità, del benvenuto, dell’accoglienza, della tolleranza e della salute. Rifiutarlo sembra da sciocchi, da sprovveduti, da fuori dal mondo reale, forse anche da manipolati, da chi mette in questo rifiuto, in questa protesta, molto di più di quello che in effetti ci dovrebbe essere. Alla base, forse, una buona dose di ideologia per essere sempre contro, contro il sistema....

Siamo stati chiusi in casa e per disposizione governativa .....
Quelli che lei chiama ignoranti irresponsabili sono .....
. . . . . . . . . . . . Anche il codice della strada .....
Abbiamo vinto contro malattie terribili come il vaiolo .....
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Pisa, 11 novembre
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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no vax? Portateli a visitare un reparto"
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Pisa, 15 e 17 ottobre
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di Bruno Pollacci
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È con te
Facciamo oggi quella scelta
Oggi in due ma restiamo sempre noi
È con te
Che la vita è come foglia
Noi leggeri saggi dentro vuoti mai
Sei .....
caro baffuto baffino ricorda che la fantasia se sfocia in diffamazione e calunnia quello e reato e non pregare la Santa Vergine a Roma davanti alla porta .....
Pontasserchio
Al Rossini una lettura inconsueta su Dante di Stefano Benedetti

10/10/2021 - 18:16

Il settembre sangiulianese ha chiuso il sipario con lo spettacolo “Nel mezzo del Cammin di nostra vita” di Stefano Benedetti.

Un Dante Alighieri non consueto.

Non c’è stato bisogno di sciorinare i versi più famosi per accattivarsi il pubblico presente.

Infatti ha subito detto che non gli interessava leggere I versi della Divina Commedia ma capire se Dante fosse stato eretico.

Il bravo Benedetti che ha calamitato l’attenzione si è concentrato sul primo verso”nel mezzo del cammin di nostra vita” cioè a 35 anni, li c’è l’essenza del suo pensiero.

E da lì che ha iniziato ad incuriosirci giocando con i numeri.

Lo scopo del protagonista era dare uno spazio temporale alla vita del genere umano su questa terra partendo dal titolo.

Spalla di lusso in questo spettacolo l’attrice Daniela Bertini che ha
recitato alcuni versi della Divina Commedia con simpatiche boutade con Benedetti.
Stridente è stato il paragone quando Benedetti dice che l’ultimo a scendere agli inferi prima di Dante è stato Gesù Cristo (storia di Malacoda a capo dei Malebranche, un gruppo di 12 diavoli e la
collina crollata che impediva a Virgilio e Dante di proseguire).
Ha fatto scalpore quando parlando di Beatrice, il dantologo ha detto che forse Beatrice, come ritengono alcuni, non è mai esistita ma è stata un ologramma mentale del poeta.

La incontra nel XXX canto del Purgatorio dove le anime, scontata la pena sono pronte a entrare, in Paradiso.
Ha attirato particolarmente l’attenzione quando ha parlato di un personaggio del paradiso, che complice la scuola dove si studia solamente l’inferno, risultava poco conosciuto.

E’ Cunizza una donna che Dante colloca nel canto IX del Paradiso fra gli spiriti amanti.

Dalla vita mondana e licenziosa all’aiuto verso i più bisognosi una parabola che anche nella vita di oggi può essere attuale.
Ed ecco che inizia a dissertare sui numeri in un gioco di addendi e fattori.

Con tono rimarcato lo studioso Benedetti sottolinea che Dante crede che l’universo abbia una cadenza ben precisa e che il genere umano viva in una fascia di tempo finito.

Quale è questo tempo?

E’ la perfetta simmetria in un arco di tempo che parte 6500 anni prima del 1300 DC, (quando ha scritto la Divina Commedia) e 6.500 anni dopo per un totale di 13.000 anni.

Questo postulato diventa dirompente e ha il sapore eretico perché la chiesa cattolica dice che c’è una creazione, una crocefissione, una fine del mondo dove i corpi rimasti sulla terra si riuniranno all’anima.

Dante allora, si chiede il dantologo, era un profeta, addirittura un messia, osando anche “un simil Cristo”?

Niente di tutto questo.

L’Alighieri era “Il Poeta”.
Coinvolgente e divertente il dialogo, quando Dante si rivolge a Stefano “Chi sei e da dove vieni”, risponde” sono di Pontasserchio un bel borgo vicino a Pisa”.

Dante ha un sussulto e inizia a declamare “ahi Pisa vituperio delle genti, la dove il sì sona...” del trentatreesimo canto dell’inferno.
Simpatica la presenza di “Farinata” il cane di Benedetti che ha voluto in scena per dare un tono di familiarità all’evento..
Fra il pubblico la Vice Sindaco Lucia Scatena che prima dell’inizio dello spettacolo, l’ultimo del settembre sangiulianese, ha sottolineato il successo degli eventi passati dal Teatro Rossini e ha ringraziato tutti per la collaborazione e l’impegno profuso in particolare da Sandro Petri Presidente dell’associazione culturale “La Voce del Serchio”, perno degli eventi al Teatro Rossini.


Marlo Puccetti

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