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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso
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di Riccardo Maini (vedi risposta al sig. Bertelli)
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Comunicato congiunto FdI, Lega, FI.
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“Interrogazione del consigliere provinciale Roberto Sbragia”
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Ripafratta, 25 maggio
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di Fabiano Corsini
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Prato
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Dal 17 al 19 Maggio ore 10.00 - 20.00
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Forum Innovazione di Italia Economy" II EDIZIONE
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
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La notte di "Una donna come tante"

5/1/2022 - 20:33

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Befana era una casalinga orgogliosa.

I vicini e i passanti non osavano entrare nella sua casa per paura di sporcarle il pavimento. Tutti ignoravano che Befana non era una vecchia scorbutica ma una donna buona e gentile, un’anima solitaria vissuta troppo a lungo con i suoi ricordi. Era stata una moglie e una madre felice, ma il marito e i figli erano tutti morti durante un’epidemia di peste, tanti anni prima. Tutto ciò che le era rimasto per ricordarsi di loro era un baule pieno di giocattoli.
Una notte Befana aprì la porta e vide sull’uscio tre stranieri che le chiesero quale fosse la strada per arrivare ad un paese chiamato Betlemme.  Erano vestiti sontuosamente e portavano una corona sulla testa. Le raccontarono di una stella che li doveva guidare in un posto nel quale avrebbero potuto adorare un re appena nato.
Befana desiderava ardentemente seguirli ma era trattenuta dai suoi lavori domestici; con in mano la scopa di saggina guardò i Re Magi che si allontanavano e sospirando riprese le sue faccende. Ma ben presto altre persone in cerca del Bambino Gesù bussarono alla sua porta ed ogni volta il suo desiderio di seguirli cresceva. Finalmente non riuscì a resistere alla tentazione e decise di andare anche lei.
Ricordandosi che tutti gli altri pellegrini portavano doni al Bambino,  Befana scelse nel baule delle sue cose più preziose – i giocattoli dei suoi figli-  una logora bambola di paglia vestita di fili di lana e un grosso seme, rotondo come una palla, proprio adatto per farci giocare un bambino. Pensando alla salute della madre, Befana riunì anche un fascio di erbe aromatiche che sarebbero servite per preparare tisane e pozioni.  
Ma Befana si era decisa troppo tardi, aveva esitato troppo occupandosi dei suoi piccoli lavori domestici.  I pastori e i Re Magi erano ripartiti, la stella era scomparsa col sopravvenire dell’alba e nessuno sapeva dove riposasse il Bambino Gesù e la sua famiglia.
Ed ancora oggi Befana continua ad errare, durante la dodicesima notte passa di casa in casa sollevando dolcemente le coperte dei bambini, sempre alla ricerca del Bambino Gesù. E quando se ne va, lascia sul letto di ciascuno di loro un piccolo regalo in ricordo di quel Bambino che lei non è mai riuscita a trovare.
Ecco chi era Befana, una donna indecisa, che usava la scopa di saggina per dimenticare i dispiaceri, una donna che come tante amava i bambini.

Fonte: (Ilaria Rattazzi) Tratto al volume “La Befana vien di notte” di Giorgio Mauri, Edicart 1989
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6/1/2022 - 11:00

AUTORE:
Mia

Chiunque tu sia
Befanuccia mia
resti nel cuore
di chi, con l'amore,
rende migliore
tanto grigiore.
Anche se sei
una pia illusione
una magica visione
un desiderio un sogno
o un ideale...
resti per me tale
e non me ne vergogno!

6/1/2022 - 8:42

AUTORE:
la letterina...

Buongiorno Befana, io e la mia grande eterogenea chiassosa dolce e generosa famiglia ti invitiamo a passare una giornata di riposo a casa nostra, in Via dei pini (non ti far confondere dai platani) a Migliarino. Passeremo una giornata parlando un po’ tristemente del passato e cercando di costruire un futuro migliore.
Segui la Stella che stasera, quando ripartirai, sarà Lei che ti seguirà felice nel Tuo mistico mondo.
A presto allora
L’eterno ragazzo Peter.

p.s non portare la scopa di saggina, la mia casa è pulita da due instancabili fate e poi ci sono aspirapolvere e vaporella!

5/1/2022 - 21:12

AUTORE:
Liù

Fior di saggina,
cara e dolce Befanina
sempre sola e disperata:
una mamma tu sei stata
e il tuo amor per i bambini
sazia i loro cuoricini
con i doni improvvisati
miserelli oppure usati;
vieni cara dolce donna
sei per noi come una nonna.