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Il precedente articolo di Franco Gabbani sul Castello di Vecchiano e la Chiesa di Santa Maria ha riscontrato un successo di lettura senza precedenti, con oltre 1400 letture sulla Voce e 1000 utenti singoli che lo hanno raggiunto su Facebook nella pagina dell'Associazione.

Ovviamente non conosciamo le letture su altre pagine su cui è stato condiviso, ma questi dati indicano con chiarezza il gradimento nei confronti dei temi storici del territorio.

Interesse dimostrato anche da Agostino Agostini, che ci ha proposto alcuni argomenti correlati.

Non vorrei essere cavilloso, però il simbolo di Soru .....
Ma come si fa a prendere in considerazione uno come .....
. . . a non volere nella lista Soru il simbolo di Italia .....
Il 17 gennaio scorso Renzi, con una nota ANSA, ha .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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Pisa, 29 febbraio
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Pisa, 27 febbraio
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Avane, 24 febbraio
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Pisa, 25 febbraio
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Attiesse Spettacolo
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
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“+2° Accelerazione pericolosa” di Fabrizio Sbrana
di Trilussa

13/2/2022 - 10:21

 
L’effetto serra, un fenomeno sconosciuto ai più fino una ventina di anni fa, è ormai all’ordine del giorno quando si parla del pianeta terra. È il principale fenomeno responsabile della deriva disastrosa delle condizioni climatiche del nostro pianeta che porterà come conseguenza, come dice Luca Mercalli nel suo libro “Prepariamoci” (Chiarelettere 2013), che nell’anno 2050 quando i nostri nipoti accenderanno la luce in casa o apriranno l’acqua potabile non potranno essere sicuri se la lampadina si accenderà e l’acqua uscirà dal rubinetto.


Ora diciamo che la vita sula terra è data da tre fattori: giusta distanza dal sole, composizione chimica dell’atmosfera e presenza del ciclo dell’acqua. L’atmosfera, in particolare, è in grado di garantire la vita sul pianeta proprio grazie all’effetto serra, proprio lui, un effetto serra cosiddetto “naturale”.


I raggi del sole che colpiscono la superficie terrestre vengono in parte assorbiti dal terreno, riscaldandolo, e in parte riflessi verso l’esterno. Se non ci fosse l’atmosfera questi si disperderebbero nello spazio. Vengono invece trattenuti da alcuni gas presenti nell’atmosfera terrestre come l’anidride carbonica, il metano, il vapore acqueo eccetera, da quelli cioè che vengono appunto definiti gas a effetto serra. Questo straordinario effetto che impedisce il rimbalzo e la dispersione dei raggi solari produce nuovo calore ed è quello che permette la vita animale e vegetale sul nostro pianeta, senza il quale la temperatura della terra sarebbe di -18 gradi centigradi invece dei normali +15.


Negli ultimi anni la maggiore richiesta di energia da parte dei paesi industrializzati in costante aumento, ha comportato un enorme aumento nella produzione dei gas serra. Con un certo stop al nucleare è aumentato il consumo di carbone, petrolio e gas responsabili, insieme all’abbattimento delle foreste pluviali, della emissione massiccia nell’atmosfera di anidride carbonica provocando quello oggi viene definito “effetto serra antropico”, cioè dovuto all’opera dell’uomo.


Sono note a tutti le conseguenze di questo fenomeno che non può più essere definito cambiamento (climatic change) ma prendere più correttamente il nome ci “crisi climatica”: eventi metereologici estremi, cicloni, alluvioni che colpiscono anche in periodi dell’anno atipici, enormi incendi, siccità, aridità cronica sono in costante aumento e sotto gli occhi di tutti. Il rischio è che anche le grandi correnti oceaniche come El Niño e la corrente del Golfo possono subire variazioni con conseguenze imprevedibili e disastrose sulle attività umane.


È necessario quindi un cambio di rotta. I grandi del mondo ci stanno pensando ma la transizione energetica basata sul passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili non è semplice perché non solo molto costosa ma soprattutto perché va a coinvolgere gli interessi di grandi gruppi industriali che basano la loro produzione di energia ancora in gran parte su metodi tradizionali e che, con la loro potenza economica, sono in grado di condizionare fortemente le decisioni dei governi.

Molto costosa soprattutto per i cittadini su cui vengono, alla fine, scaricati i maggiori costi di produzione come sta appunto avvenendo in questo momento in cui scarseggiano le materie prime.


Per quanto ci riguarda le utenze domestiche ognuno di noi ha subito inviti telefonici o altro al passaggio a nuove aziende produttrici di energia per luce e gas che vantavano produzioni esclusive o in gran parte da fonti rinnovabili.

Una di queste, pagando naturalmente e senza nessun criterio meritocratico, ha pensato di utilizzare addirittura il Festival di Sanremo per pubblicizzare la propria energia green. Molto bene, finalmente un grande gruppo industriale ha scelto la strada giusta.

 

Milioni di ascoltatori hanno saputo dalla televisione questa importante notizia, molte meno di loro sono state informate, televisivamente, ma anche i giornali hanno molto taciuto, che dieci attivisti di Greenpeace sono stati fermati e allontanati da Sanremo con foglio di via obbligatorio per aver contestato la svolta green dell’azienda e tinto di nero catrame un cartello che all’Ariston pubblicizzava quella scelta ritenuta non corrispondente alla realtà. Una notizia sicuramente minore rispetto alla vetrina del Festival, ma significativa di come spesso questi argomenti sul pericolo che corre il pianeta vengano utilizzati a fini promozionali anche in assenza di un vero e proprio progetto green.


Una notizia minore, di poca importanza specie per gli spettatori del Festival nei loro abiti firmati e nella loro gioia perenne quando, a comando come bambini, si alzano in piedi, battono le mani, fanno grandi sorrisi, ballano e si sbracciano sbracandosi dalle loro poltrone per toccare l’ospite di turno che fa la passerella e fare foto e selfie col telefonino. E hanno ragione della loro allegria, non solo sono usciti indenni dalla pandemia ma si sono anche potuti permettere, non come i tanti italiani che faticano ad arrivare a fin mese, di acquistare l’abbonamento alle serate del Festival dal costo di 1290 euro a poltrona (che fanno 2580 con moglie e marito). Sorridono e sono felici perché si sentono, e sono, dei privilegiati.


Ecco che allora ogni iniziativa che riporti l’attenzione sulle cose serie, come quella deriva drammatica che sta attraversando il nostro pianeta, in questo senso è sempre da applaudire.


Fabrizio Sbrana ha una lunga esperienza di fotografo.


“La mostra raccoglie più di 30 fotografie stampate su lamina metallica di grandi dimensioni e 300 in proiezione: immagini frutto dei molti viaggi di Sbrana in giro per il mondo, dagli anni '80 fino ai giorni nostri. Si tratta di scatti che non sono nati, originariamente, con lo scopo di documentare l'emergenza climatica, ma fanno parte di diversi reportage realizzati da Sbrana nel corso del suo lavoro pluridecennale, spinto dalla curiosità a "raccontare le facce di molte medaglie: ambienti, culture, tradizioni, spiritualità, ritmi di vita straordinariamente affascinanti, ma anche povertà, miseria, difficoltà, abbandono, assenza di qualsiasi mezzo di sopravvivenza". Dallo Zambia all'Italia, dal Brasile alla Spagna, dall'Etiopia all'Islanda passando per Tunisia e Namibia, le foto in mostra testimoniano, nel trascorrere degli anni e nel cambiare dei paesaggi e delle latitudini, "l'urlo della Terra e le sue ferite, tra chiari e scuri, luci e ombre, disperazione e speranza".


C’è anche altro nel Museo Piaggio, come si può leggere in questo link esaustivo:


https://wide.piaggiogroup.com/articles/events/accelerazione-pericolosa-mostra-fotografica-di-fabrizio-sbrana/index.html
 
 

 

 
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