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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Circolo ARCI Migliarino- 13 giugno ore 21
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Di Claudia Fusani
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Comune di Vecchiano
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Ripetere 1000 volte la verità assoluta dei fatti con .....
. . . storia non la cambio di certo io.
La prima .....
. . . non si cambia a piacimento.
Poi vedi Mattarella .....
. . . che un disegnino ti serve un corso di lettura/ .....
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Tirrenia, 17 giugno
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di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
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Villa di Corliano, 27 giugno
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Pugnano, 22 giugno
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Tirrenia, 15 giugno
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Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Intervento del segretario PD Enrico Letta
Informativa del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla crisi in Ucraina

25/2/2022 - 19:04


Informativa del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla crisi in Ucraina- Intervento del segretario PD Enrico Letta

 

Siamo qui per ribadire con forza il sostegno al Governo che ci rappresenta in questa delicatissima e difficile situazione. Le sue parole, sig. Presidente del Consiglio, ci hanno confermato che questo sostegno è messo in buone mani. In questo momento il nostro pensiero va innanzitutto alle vittime, alle vittime innocenti di una innovazione completa nella politica internazionale.

Quello che è successo in questi ultimi giorni non si era mai visto. Il Presidente Putin ha preso in giro tutto il mondo occidentale, le cancellerie, ha fatto ciò che nessuno avrebbe immaginato avvenisse; e invece è avvenuto.

Noi vogliamo esprimere solidarietà al popolo ucraino, vogliamo esprimere solidarietà alla Comunità ucraina in Italia. Lo abbiamo fatto ieri, lo rifaremo anche oggi; incontrerò l’Ambasciatore ucraino subito dopo questa nostra seduta della Camera dei Deputati. Voglio esprimere solidarietà a tutti i militari e diplomatici italiani che sono impegnati in questo momento e che fanno grande il nome del nostro Paese. Ci sono dei momenti in cui contano i Governi.

Questi sono i momenti, in particolare, in cui le decisioni sono concentrate nelle mani dei Governi, delle istituzioni – europee, internazionali – delle strutture tecniche, di quelle militari. Ma ci sono momenti nei quali il Parlamento, come lei ha detto sig. Presidente, è la casa della democrazia, è la casa di tutti gli italiani. Il Parlamento ha un ruolo unico e insostituibile, è luogo collettivo dove si decide dove si va, tutti insieme, qual è la direzione di marcia. Dove si cambia, anche, la direzione di marcia.

Perché questo luogo rappresenta 60 milioni di italiani, rappresenta l’Italia. Abbiamo una responsabilità enorme in questo momento e noi dobbiamo cambiare la bussola con cui abbiamo agito fino ad oggi su questo tema. Diciamocelo francamente: tutti eravamo in quest’aula due giorni fa, abbiamo parlato di fronte al Ministro Di Maio e il dibattito era su temi ben diversi, i toni erano ben diversi rispetto a quelli di oggi.

Noi dobbiamo aver chiaro che questo momento, il 24 febbraio dell’anno 2022, è il nuovo 11 settembre, è il momento in cui cambia la storia. Il cambio della storia, delle relazioni internazionali, il cambio del mondo, ci obbliga tutti a cambiare l’approccio col quale muoverci in questo momento.

La bussola con la quale noi dobbiamo dare forza innanzitutto al principio più importante di tutti: difendere la liberta e la democrazia, che è il più importante principio e in questo Parlamento deve essere al centro della nostra attenzione.

Ieri l’approccio di tutti noi, diciamo la verità, era di limitare i danni il più possibile di una vicenda fastidiosa, difficile, altra rispetto a noi e lontana; oggi noi dobbiamo tutti insieme dirci che Putin non deve vincere questa guerra, Putin non deve vincere questa guerra, perché questa guerra è una guerra al popolo ucraino, alla libertà, alla democrazia, e tutti insieme dobbiamo combattere per la nostra libertà, la nostra democrazia. 

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