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Proseguendo la serie di articoli sulle vicende ( e leggende) del territorio, Agostino Agostini ci regala il resoconto immaginifico del serpente-alato, che abitava il castello dei Pagano da Vecchiano. Fu ucciso - secondo la leggenda - da Nino Orlandi nel 1109 nella selva palatina di Migliarino (oggi tenuta Salviati). Imbalsamato fu posto nel Duomo di Pisa ma ando' perduto nell'incendio del 1595. Una ulteriore riprova della grande ricchezza storica del nostro territorio.
Ammetto l'errore, ho solo visto il simbolo di presentazione, .....
. . . . Buonafede Alfonso, candidato sindaco di Firenze, .....
Cosa ci dicono le votazioni in Sardegna?

Calenda .....
Più che sembrare cavilloso mi sembri "mistificante" .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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Eccolo
Come una furia scatenata
è arrivato il vento
a riportare tormento
alle marine
Prima con le piogge
che hanno colpito
la montagna
con smottanento
frane .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
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Dai ponti al mare:(segue) I solitari di terra e di ripa.

6/3/2022 - 17:34

Bagarana.

Nessuno sapeva come si chiamasse in realtà, nessuno conosceva la sua età e neanche da dove venisse e da quando si fosse trovato sul Serchio. Tutti però conoscevano il suo soprannome e, quando veniva chiamato, c'era in chi lo faceva come un senso di colpa nell'usare quel nome al quale ci si aspettava che nemmeno lui rispondesse.
"Com'è Bagarana?"
e il vecchio rispondeva con un'alzata di spalle.

Quando andavo a riguardare le fascine o i bertibelli, la mattina all'alba, trovavo molte volte le trappole che, nel tirarle in barca, non lasciavano nell'acqua quell'alone marrone di pulviscolo depositatosi per tutta la notte sulla rete. Il fatto che non vi fossero pesci nei bertibelli od anguille nelle fascine poteva essere un caso, la luna cattiva, la posizione non buona, ma la rete o le frasche dovevano essere piene di almeno quella paperina marrone inviataci dalle cartiere lucchesi. C'era stato qualcuno prima di me e chi se non Bagarana? Non ne sono mai stato completamente sicuro, non l'ho mai preso sul fatto, ma doveva essere lui per forza. Nessuno si sarebbe alzato di notte per fregarmi gli arnesi, ma per Bagarana il giorno era notte e la notte da vivere in pieno.
Il vagabondo si nutriva di pesce rubacchiato ad altri pescatori, frutta e ortaggi presi ai contadini di Marina e qualcosa di regalia fattagli da chi aveva la baracca come la mia sul Serchio e che voleva tirare in secco la barca, pulire le canne, dare il catrame alle tavole o qualche altro piccolo lavoretto che non avesse la pretesa della data di scadenza o l'impegno dell'ingegno.
Bagarana viveva in una garitta delle guardie reali che era stata abbandonata da anni sulla riva di S. Rossore, ma solo raramente si poteva trovare in "casa".
Spariva misteriosamente per giorni e giorni, rincorrendo cinghiali o daini fino a Cascine Nuove, oppure attratto dal traffico di auto e treni che passavano rumorosamente dai ponti di Migliarino.
Una notte che era a rovistare sotto il ponte da Ugo, vide le galline di mio nonno e cercò di cambiare menù per una volta. Mio nonno dormiva con un occhio ed un orecchio solo e così l'agguato al pennuto fallì e Bagarana dovette fare anche una gran fuga per salvarsi da una scarica di doppietta caricata a sale.
Tempo dopo, in una delle rare volte che parlai col vecchio eremita, venni a sapere della scappatella ai ponti e della corsa fatta per sfuggire a mio nonno e Bagarana disse che si era sentito perso, una volta arrivato

"lì, fra l'acqua e il Serchio" .
Se gli si chiedeva cosa preferisse mangiare, rispondeva:
"Tutto, ma la miglior pasta è il riso"!
Non si cambiava mai i vestiti, ma non puzzava di pesce come facevo invece io dopo solo mezz'ora che passavo in barca a pescare.

Quando salì sull'antenna del retone di Argante per legare i venti che dovevano reggere il palo dritto, non lo fece molto sapientemente e il peso della corda che dalla cima traversava il Serchio per andare sull'estremità di quella sull'altra riva, fece cadere verso l'acqua tutti i quindici metri di stagionata acacia e l'ancor di più Bagarana. Quello credo fu il solo bagno fatto in tutta la sua vita.
Venne trovato morto da due guardie di S. Rossore che andarono a demolire la garitta ormai pericolante e, come Paparo, non lasciò eredi, ma se non fosse stato per la stima verso i miei e il loro affetto per me, avrebbe avuto senza dubbio un discepolo.
Le fascine del Vanni, i bertibelli dei Giorgi, continuarono a non spolverare più quando venivano tirati in barca; qualche vivaio di anguille si apriva di notte facendo fuggire due o tre chili di pesce, al Ciardelli scapparono di casa un gallo e due galline e mio padre, quando ritornavo dal mare la sera, diceva:
"Vai Maria, apparecchia, è tornato Bagarana !"

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