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E’ una frase tratta da “Una storia come questa”, canzone del 1971 interpretata da Adriano Celentano su testo e musica di Goffredo Canarini e Miki Del Prete. Una realtà che molti di noi hanno vissuto e che sembra appartenere ad un passato così lontano da essere quasi dimenticato. Ma forse….

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Di Claudia Fusani
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Incontrati per caso...
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
Incontrati per caso...
di Valdo Mori
MATTEO MICHELI

21/3/2022 - 16:59

 Giugno 2019; avevo lasciato da poco La Brigata dei Dottori, dopo una permanenza di 35 anni,e stavo provando la commedia "Le sorprese del divorzio"  con la Compagnia Il Gabbiano di Daniela Bertini per la regia di Federico Meini. Durante una pausa squilla il telefono:
-"Sei libero il 31 Agosto ?"    
- "Certamente ! E con piacere."
- "Ci vedremo presto, ho da proporti uno spettacolo".


La voce squillante di Matteo Micheli subito riconoscibile mi creò una sorpresa ed una grande emozione.

Lo avevo incontrato personalmente la prima volta nel 2013 all'epoca del suo debutto come comico nella Compagnia Italiana di Operette ed eravamo rimasti in contatto durante i suoi brevi periodi che ancora trascorreva a Pisa.
Si, Pisa la città dove ha vissuto dagli 8 ai 22 anni e che considera la sua "città formativa" con corsi al Centro Sperimentazione Teatrale di Pontedera e al Centro Teatrale S. Andrea con un Maestro come Orazio Costa Giovingigli.


Quando ci incontrammo, pochi giorni dopo, mi disse che stava preparando con il regista Nicola Fanucchi il cast per la commedia simbolo del teatro vernacolare pisano, Macèrie di Domenico Sartori. 

Fanucchi era impegnato all'estero e sarebbe rientrato a Pisa solo ad Agosto.

La messa in scena era prevista per il 31 Agosto a ricordo del tragico bombardamento sulla nostra città.

Con l'interprete principale Lorenzo Gremigni nel ruolo di Dreino avevano pensato a me per il ruolo "in lingua" dell'impiegato del Dazio.

Era  una gande occasione per esibirmi nell'opera che aveva dato inizio al nostro teatro popolare vernacolare e che non era stata più rappresentata salvo una lettura scenica al Teatro Rossi negli anni 2000. Lo stesso teatro dove aveva debuttato il 27 Ottobre 1945 messa in scena dal Gruppo Artistico del Teatro Pisano diretto dallo stesso Sartori.


Nel corso di alcuni incontri mi spiegò il personaggio e mi dette importanti suggerimenti per l'immedesimazione con tecniche di lavoro professionistiche che mai fin allora avevo provato.

E così fece anche per gli altri interpreti uno per uno: Lorenzo Gremigni, Arianna Priami, Linda Campolo, Daniela Bertini, Alice Prewett, Fabiano Cambule.
Per se Matteo si era tenuto il ruolo di Dolovio l'imbianchino testimone delle problematiche della famiglia di Dreino,  che passa con facilità dalla commozione al riso e che avrà in mano la felice conclusione della vicenda.


Fu un Agosto molto impegnativo con l'arrivo di Fanucchi che ci  plasmò e coordinò per la rappresentazione che, contrariamente al previsto anziché svolgersi in Piazza dei Cavalieri fu al Teatrino di Santo Stefano a Porta a Lucca rimandando al 30 Ottobre la replica al Teatro Verdi di Pisa.

La professionalità e l'esperienza del regista fece si che in soli trenta giorni potremmo portare in scena la commedia.

E questo grazie anche al lavoro preliminare svolto da Matteo che si coordinava continuamente con lo stesso Fanucchi con i l quale ha poi continuato a lavorare in altre produzioni.


La carriera di Matteo è un susseguirsi di spettacoli di altissimo livello nel cabaret, teatro, cinema e televisione. Basta scorrere il suo curriculum per incontrare i nomi di attori e registi importanti con i quali ha collaborato.
Anche se la passione e lo stimolo per iniziare l'avventura teatrale la ebbe nel vedere lo spettacolo "Romance Romance" . 

Così Matteo ricorda l'episodio " ...il protagonista (lo Zio) faceva ridere ma con una comicità surreale; inoltre si cantava e ballava strabene, era una commedia con musiche ... la recitazione minimale e moderna ma efficacissima (Maurizio è un signore in questo...) e mi son detto: se questo è teatro ... lo voglio fare anch'io".


Tornando al mondo delle Operette, Matteo aveva debuttato come generico nel 1997 con la Compagnia Italiana di Operette diretta dal pisano Sergio Corucci per poi assumerne il ruolo principale 16 anni dopo grazie alla sua capacità interpretativa sia di attore che di cantante e ballerino. 

Pur frequentando la Compagnia nel 1997 non ebbi modo di frequentarlo; era un giovane beat capellone già bravo ad interprete diversi ruoli tanto da cimentarsi, opportunamente truccato, anche nell'impegnativo ruolo del Barone Zeta con l'allora comico Massimo Bagliani in quello del Njegus.


Nei brevi periodi liberi tra una tournée e l'altra che trascorre ancora nella nostra città collabora con La Compagnia Lirica Livornese di Franco Bocci per la messa in scena di Operette e di Musical spesso seguito dall'amico Francesco Sinni autore di splendide immagini che arricchiscono il suo book fotografico.
A Roma recita spesso con un'altra grande attrice di operetta come Annalena Lombardi.


Dopo Macèrie ho avuto il piacere di condividere con lui il palco in altre due occasioni.

A Marina Slow nella serata dedicata all'operetta e al musical in compagnia della mitica Viviana Larice caratterista indiscussa del settore. Durante lo spettacolo ricordammo  Aldo Ralli attore pisano troppo spesso dimenticato che lui aveva avuto come compagno di scena e che oltre alle spiccate qualità artistiche aveva un gran senso dell'amicizia e della della disponibilità a collaborare con i colleghi giovani all'inizio della loro carriera.

 

Ma il ricordo più bello, per ora, rimane quando durante una serata ancora al circolo Il Fortino in uno spettacolo di cabaret dal lui scritto dal titolo "Fatti più in la": interpretai con lui la famosa scena del telegramma da La Vedova Allegra.

Io nel ruolo dell'ambasciatore Barone Zeta e lui in quello del cancelliere Njegus scanzonato ma di una verve comica esilarante e coinvolgente. Mi sembrava di sognare al pensiero di quel 6 Gennaio 1967 quando avevo visto per la prima volta quella stessa scena interpretata da grandi e insuperabili interpreti come Carlo Campanini e Elvio Calderoni.


Ultimamente Matteo ha recitato a Roma in  "Racconto Sconosciuto" di Cechov per la regia di Duccio Camerini
Infine Matteo è nel cast dell'"Enrico IV" di Pirandello riproposto in occasione del 100° anno dalla prima rappresentazione nello stesso Teatro dove debuttò: il Manzoni di Milano.

Lo spettacolo adattato e con la regia di Luca De Fusco dopo una lunga permanenza a Milano è adesso in tournée nei principali teatri d'Italia.


Con Matteo abbiamo in programma una serata da realizzare a Pisa riguardante un racconto sul Cabaret. 

Io potrò contribuire solo con l'esperienza diretta di anni di frequentazione dei maggiori locali di cabaret italiani e lui, oltre all'interpretazione, curerà testi e musiche.
In una intervista si è definito "scanzonato ... ma serio" . 

Ed io aggiungerei che scanzonato lo è a prima vista ma serio e oltretutto capace e rigoroso nella messa in scena  è dopo quando lo hai conosciuto ed hai avuto la possibilità di lavorare con lui.


Grande Matteo in bocca al lupo per il proseguimento della tua sempre più brillante carriera.
    
Foto 1 - Enrico IV
Foto 2 - La Vedova Allegra

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