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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso
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di Riccardo Maini (vedi risposta al sig. Bertelli)
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Comunicato congiunto FdI, Lega, FI.
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“Interrogazione del consigliere provinciale Roberto Sbragia”
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Ripafratta, 25 maggio
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di Fabiano Corsini
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Prato
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Dal 17 al 19 Maggio ore 10.00 - 20.00
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Forum Innovazione di Italia Economy" II EDIZIONE
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Umberto Mosso
L’AMORE PER PUTIN E’ UN PALAZZO CHE BRUCIA IN CITTA’.

23/3/2022 - 10:17

L’AMORE PER PUTIN E’ UN PALAZZO CHE BRUCIA IN CITTA’.

 

Segnalo il tentativo di Barbara Spinelli, misero vista la sua ascendenza, che su la Pravda Quotidiano dell’altro ieri tenta di vestire di migliori panni il dissenso verso la politica dell’occidente nei confronti della Russia di Putin.

La bizzarria sta nel fatto che, dopo il cenno di rito sull’aggressore, considerata più che altro un semplice errore, il resto del suo articolo è un profluvio di argomentazioni sulla pericolosità della politica Usa per la pace nel mondo e su come l’UE sia costretta a seguirla andando contro i propri interessi. Arrivando alla conclusione che, comunque, la politica dell’UE è contro gli interessi dell’Italia.

Non è che ci sia bisogno, secondo Spinelli, di arrivare subito al “Putin ha ragione” e chiedere di uscire dall’UE e dall’euro. Ma dalla Nato sì, per intanto, che è la cosa che interessa di più a Putin.

O, almeno, bisognerebbe incrinare l’unità dell’occidente, la seconda cattiva sorpresa per Putin dopo quella della capacità di resistenza del popolo ucraino. Un compito che Spinelli troverebbe giusto per l’Italia, che guadagnerebbe un ruolo di spicco nel nuovo multilateralismo propugnato da Putin contro l’agenda globalista dell’imperialismo americano.

Ne guadagneremmo di certo in democrazia, sostiene Spinelli, se discutessimo di questo fuori dagli schemi autoritari del pensiero unico che ci sta soffocando dentro questa Europa.Sparisce del tutto, in questo ragionamento, il giudizio sullo stato della libertà e della democrazia in Russia. Che non è determinato, come in occidente, da dinamiche politiche e sociali, con effetti talvolta pessimi, ma soprattutto positivi. Mentre in Russia la libertà e la democrazia sono abolite per legge dello Stato e il dissenso è represso fino all’omicidio.

Tuttavia la dittatura di Putin sarebbe apprezzabile, perché combatte contro l’agenda globalista dell’occidente. Questo è il terreno di lotta comune di Italia e Russia che Spinelli propone. Secondo questa logica l’aggressione russa all’Ucraina sarebbe un peccato veniale, perfino comprensibile difronte a quello mortale degli Usa e dei loro burattini europei.

Con questo si chiude il cerchio di una sedicente sinistra che arriva, con argomentazioni da terrazza romana alla Scola, allo stesso punto dove avevamo lasciato populisti e sovranisti, parafascisti e nazionalisti, prima della loro conversione forzata al quasi europeismo pandemico.

E’ significativo che questa tesi esca finalmente dal chiacchiericcio quasi privato di certa sinistra e sia esplicitata. Proprio dopo che l’affermazione di Zelensky, di rinunciare all’ingresso dell’Ucraina nella Nato, ha fatto cadere la principale motivazione dell’aggressione russa. Una menzogna di Putin, visto che il suo disvelamento non è servito neanche a far cessare il fuoco dei russi.Applausi da Mosca a Spinelli, considerando che questa è la versione speculare della nuova ideologia nazionalista e oscurantista predicata da oltre dieci anni dall’ideologo del Cremlino, Alexandr Dugin, e in via di sperimentazione in Ucraina da parte di Putin.Per Spinelli i veri nemici della pace sono gli Usa e la UE al loro servizio. Davvero vogliamo lasciargli l’Ucraina? si chiedono gli entusiasti pacifisti del disarmo degli aggrediti. 

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