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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
Una "donna" speciale.
Il ricordo di Suor Maria.

8/4/2022 - 8:47


Questa è la storia di una donna, di una suora, di un’insegnante vista con gli occhi dei ricordi di una sua allieva oggi già sessantaduenne.  I frammenti di vita che rammenta di aver assistito nella scuola da bambina, le forgiano i pensieri sul cuore che lasciano tracce all’immaginario della personalità di questa maestra. Donna semplice ma   matrice esemplare, per la sua modernità, generosità e operosità. 
Suor Maria
 
Dentro quell’ovale piccolo del viso, gli occhi di Suor Maria erano scuri luminosi e furbetti. Guardandola sapeva rassicurarti perché ti regalava subito un sorriso e l’allegria delle sue parole bonarie.
I capelli nascosti dalla cuffietta bianca ricoperta dal velo blu la identificava nelle consorelle delle Carità di San Vincenzo de Paoli.
 
Io Suor Maria l’ho conosciuta quando lei aveva 48 anni, era la mia maestra d’asilo a Migliarino accanto alla chiesa, un rifugio pedagogico, educativo ed istruttivo molto utile nella mia prima formazione di vita di bambina. A quel tempo poter andare all’asilo delle suore era un privilegio perché i genitori pagavano una retta mensile.
Io andavo con grande gioia alla scuola materna perché sapevo di essere accolta da suor Maria con grande affetto ed entusiasmo, lei abbracciava e stringeva a sé chi ne aveva bisogno. Sapeva organizzare e scandire ogni giornata partendo con il segno della croce e la preghierina di ringraziamento alla Madonna o Gesù, poi i racconti, gli oggetti da creare con le mani, le canzoncine le filastrocche da cantare ed anche i giochi di gruppo che per me ogni volta parevano nuovi.  Quando ti dondolava un dente di latte… era sempre Suor Maria che te lo tirava fuori dalla bocca!
 A volte, nei periodi primaverili godevamo delle piccole escursioni nel bosco adiacente alla scuola di proprietà dei Duchi Salviati.
Si, perché, questa scuola materna ed elementare cristiana e cattolica era voluta dai Duchi Salviati per favorire i figli e le figlie dei propri lavoratori e lavoratrici della Mandria, delle Serre e dei tanti contadini e contadine che lavoravano nei campi dei loro terreni.
Suor Maria seppe subito distinguersi, per il suo coraggio la sua tenacia e la sua inventiva. La sua fu una vocazione religiosa che però le permise di usare l’abito monacale a suo vantaggio per realizzarsi, per studiare, per viaggiare e per formarsi professionalmente.
Ciò che la rendeva speciale era la sua mente brillante e le idee progressiste che cercava di portare all’interno dell’istituto, queste tuttavia non sempre erano condivise dalle suore più anziane, che si mostravano ostili ai cambiamenti.
Questa religiosa, riusciva a superare ogni ostacolo perché nel suo cuore vedeva il bene e i vantaggi che la comunità scolastica ai quali avrebbe potuto accedere e l’utilità per le suore tutte.
Lei vedeva la possibilità di trasformare quella scuola privata di monache in uno spazio educativo qualificato paritario alle scuole comunali da sempre percepite in competizione e viceversa.
Così ché, Suor Maria si mostrò imprenditrice nella sua piccola congrega di consorelle Migliarinesi, prese la patente di guida con lo scopo di andare a prendere davanti alle case del paese e dei paesi vicini i bambini e le bambine, per poi riportarli nel pomeriggio a scuola conclusa.
Questo tipo di cortesia era naturalmente a pagamento… i Duchi fecero la loro parte regalando alle suore un pulmino 850 Fiat verde, proprio allo scopo di questo servizio di trasporto.
 Fu sempre lei, nel 1966 a voler aprire il complesso scolastico all’insegnamento delle maestre laiche del paese, pensando così, che gli alunni e le alunne avrebbero avuto una formazione più ampia che non fosse solo religiosa. Infatti la mia maestra della prima elementare fu Maria Luisa una giovane laica donna appena diplomata.
 La mia suorina Maria appariva giovane per la sua energia e scorrazzava alla guida del pulmino verde ogni mattina e ogni sera, chi la vedeva passare in paese si apprestava a salutarla, era inevitabile per la gente non alzare il braccio o sventolare la mano.
La domenica continuava la sua missione di autista e portava in giro le altre suore (6 sorelle) per le visite di cortesia o per le visite obbligatorie ecclesiastiche. Grazie a lei, tutte le consorelle abitanti della casa scuola beneficiarono di quella che a quel tempo era davvero una grande libertà di muoversi.
 Questa suora dolce e grintosa, ironica e determinata, energica e risoluta desiderava far crescere tutti quei piccoli individui umani con una più ampia nozione e consapevolezze per la loro vita.
 Sapeva chiudere un occhio quando noi bambine, nell’ora di ricreazione del pranzo andavamo superando la linea di confine invisibile e immaginaria che segnava il cortile delle femmine da quello dei maschi. A noi bambine era vietato giocare a palla, e ogni tanto attratte dal pallone…e non solo, cercavamo di entrare nel loro territorio. Altre suore ci avrebbero subito rimproverato e rimandato nel nostro spazio rosa.
Era sempre lei in alcuni momenti critici dello stare insieme a richiamarci in giochi strutturati per esempio in cerchio e girotondi.
 Così includevamo anche i piccoli della materna.  Ricordo i grandi cerchi di bambini e bambine urlanti felici di schiamazzare, cantare ed essere integrati in quello che rimane un simbolo primordiale universale.
Le scelte ricadevano su: madamadorè, è arrivato l’ambasciatore, lo sculaccione, giro tondo in torno al mondo, nella vecchia fattoria, la famiglia dei gobbon, il canto del cucù, io son contadinella…ecc…ecc…
 
Quando ero in terza elementare con Suo Angela come insegnante, Suor Maria continuava a stare vicina e presente nella vita di alcune bambine e bambini, in particolar modo nella mia e in quella di altre due bambine, perché attenta soprattutto alle bimbe con problematiche familiari.
 Organizzò una piccola vacanza a Quercianella, Istituto Mater Divinae Gratiae, un posto sul mare che mi parve strano e pericoloso con tutti quegli scogli, io ero abituata a Marina di Vecchiano dove la sabbia ti permetteva di camminare correre e giocare con facilità.
Nelle quattro notti nell’istituto delle suore, noi bimbe avevamo il privilegio di dormire in camerata con suor Maria e fu buffo per me vederla senza velo e al suo posto in testa tanti capelli grigi corti. Una intimità forte che mi legò a lei ancora di più.
Questa vacanza estiva di qualche giorno continuò ancora per i due anni successivi, nel frattempo però nel periodo scolastico era tornata ad essere ancora la mia insegnante… di educazione sessuale!
Aveva grandi doti, tra queste anche quella sensibilità e responsabilità verso le bambine che stavano come me in un momento di sviluppo corporeo e di crescita. Lei tutti i lunedì pomeriggi riuniva noi bimbe della quinta, con il consenso silente delle madri e dei padri, che dimostravano di avere fiducia nelle attività di questa suora.
Ci faceva tante domande, ridevamo tanto, forse per l’imbarazzo o forse per il pensiero che saremmo diventate anche noi delle ragazze con tanto di seno, peli sul pube e mestruazioni… insomma donne fertili pronte per essere madri.
La sua informazione era come affrontare il menarca, la differenza tra i due sessi e come nascono i bambini.
Ripercorrendo a ritroso il sentiero dei ricordi e di intreccio della mia vita e quella di donna Iolanda, mi rendo conto quanto risuoni la sua presenza ancor oggi dentro di me.
La sua com-passione, la sua positività, la sua allegria, la sua gioia vitale nell’affrontare la vita, la sua curiosità che la portava ad esplorare nuove strade; ecco tutte queste qualità le ritrovo anche in me, per cui penso che sia riuscita nella sua impresa missionaria di MAESTRA DI VITA.
 
Nota:
Alla fine del racconto ho avuto l’esigenza di scoprire e ricostruire alcune informazioni preziose sulla vita di Suor Maria, a marzo 2022, mi sono rivolta per i dati alla Casa di Procura Missionaria presente a Migliarino e alle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli a Siena 
Ecco qui i misteri di Suor Maria che si aprono a noi lettrici e lettori…
 
Suor Maria Masini, così la chiamavamo in comunità, era nata a Firenze il 2 dicembre del 1917, da Masini Mariano e Mercatelli Anna e chiamata: IOLANDA, fu battezzata il 13 dicembre.
Il 28 aprile del 1938 entrò nella Compagnia delle Figlie della Carità,  fondata da San Vincenzo De Paoli e Santa Luisa De Marillac  il 29 novembre del 1633.
Dopo un breve periodo di Postulato all’ Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena, entrò in Seminario il 24 maggio dello stesso anno.
Indossò l’abito delle Figlie della Carità il 17 aprile del 1939.
Pronunciò i primi voti: di castità, povertà, obbedienza e servizio dei poveri il 31 maggio del 1943 mentre si trovava a Migliarino Pisano.
Infatti era stata destinata a Migliarino nel 1940 e vi restò fino al 1960.
I superiori in seguito le chiesero di spostarsi prima a Ronta (Fi) e poi a Bologna. 
Nel 1965 ritornò a Migliarino Pisano e vi restò fino al 1994.
Ormai anziana andò nella casa di riposo di Monastero (Siena) dove morì il 2 settembre dell’anno 2000 all’età di 83 anni.
 
Paola Magli

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18/5/2022 - 10:39

AUTORE:
Franca

Il tuo racconto l'ho visto nascere. Brava

21/4/2022 - 15:06

AUTORE:
Daniela

Grazie Paola per il racconto e il bel ricordo di una donna importante per te e per le bambine che l'hanno conosciuta e vissuta!
Una donna che ha saputo accogliere far crescere ma sopratutto ha saputo seminare il futuro!

11/4/2022 - 10:50

AUTORE:
Daniela

Grazie Paola per la tua condivisione. Mantenere il ricordo di persone belle è molto importante, e ancora più vero è farle conoscere ad altri.

10/4/2022 - 14:18

AUTORE:
Roberta

Leggendo questo articolo non solo torna alla mente la fantastica suora che è stata suor Maria. Ma tutti i ricordi di una infanzia vissuta in un contesto ( visto oggi con occhi e il cuore da grandi) ricco di amore di sani principi che ci insegnavano di fratellanza . Grazie alle suore ho imparato anche a cucire e grazie a loro so attaccare anche un bottone !!!!! E sì cara Paola ricordo anch'io le lezioni di educazione sessuale i girotondi ecc .... Che bello che hai fatto risvegliare certi ricordi chiusi in un cassetto del mio 💓 Grazie Paola

ndr, mancando il titolo va in cancellazione (minimo 3 caratteri a piacere)puntini-puntini..... oppure😍🥰🤩

10/4/2022 - 10:12

AUTORE:
Irene

Bellissimo ricordo nato dal cuore avrei voluto conoscere questa donna così speciale il suo racconto mi ha portato il sorriso e la voglia di poter fare delle conoscenze così ricche

9/4/2022 - 21:07

AUTORE:
Meri

Brava Paola per averci ricordato questa splendida suora. Brava per averla descritta così bene, perché il suo ricordo si era a me un pochino affievolito.
Questa ricchezza di particolari è molto preziosa ed è frutto della tua bella memoria. Brava, brava, brava