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E’ una frase tratta da “Una storia come questa”, canzone del 1971 interpretata da Adriano Celentano su testo e musica di Goffredo Canarini e Miki Del Prete. Una realtà che molti di noi hanno vissuto e che sembra appartenere ad un passato così lontano da essere quasi dimenticato. Ma forse….

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
San Giuliano Terme
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
di Umberto Mosso (a cura di BB, red Vds)
SI SCRIVE PACE, SI LEGGE GUERRA.

7/5/2022 - 13:00

                      SI SCRIVE PACE, SI LEGGE GUERRA.

 

Dopo oltre 70 giorni di guerra l’accenno iniziale alla costruzione di un movimento per la pace è svanito nel nulla. Non abbiamo manifestazioni oceaniche e finestre imbandierate come contro la guerra in Iraq.

Perché, allora, chiedere pace significava davvero opporsi ad una guerra sciagurata, dichiarata dagli Usa in base a motivazioni false, mentre oggi, se ci si dovesse mobilitare con lo stesso animo, sul banco degli accusati dovrebbe esserci la Russia di Putin, con le sue ugualmente false motivazioni. E questo i professionisti del pacifismo a senso unico non possono permetterlo.

Questo calo era prevedibile, perché non era mai accaduto nella storia dei movimenti per la pace che, con una guerra in corso, si mobilitassero grandi masse sulla base di un richiamo generico alla pace e dichiarando una equidistanza tra le parti in conflitto, come è stato nei primi giorni dell’aggressione russa. Nei movimenti pacifisti, a torto o a ragione, non c’è mai stata né può esserci equidistanza tra l’aggredito e l’aggressore.

A meno che, come nel caso della guerra di Putin, non si voglia coprire con un finto pacifismo la condivisione subdola delle ragioni dell’aggressore.Infatti nel giro di qualche settimana chi aveva iniziato chiedendo pace, senza condannare - se non sbrigativamente e pro forma - la Russia, è passato al chiedere la resa degli aggrediti, poi a condannare apertamente l’inutile resistenza del governo di Kjiv, filonazista e burattino manovrato da Usa e Nato, per approdare, definitivamente, a condividere la tesi russa della provocazione Nato e alla denuncia dei crimini dell’occidente ai danni del mondo intero negli ultimi decenni. Fine dell’equidistanza e inizio del tentativo di ripartire con un movimento pacifista che abbia un nemico da combattere.Il problema è che stavolta il nemico dei pacifinti è sbagliato.

Tutto qui.

I signori in poltrona nei teatrini, grufolanti nei narcisismi senili di Santoro, nelle falsità disonorevoli di Ovadia, nelle invettive retoriche di Guzzanti, dicono pace ma sostengono ormai apertamente le ragioni della guerra di Putin. Sono combattenti volontari, più o meno consapevoli, arruolati nell’esercito della guerra ibrida dichiarata dalla Russia all’occidente. La loro letalità non è inferiore a quella delle armi, perché la pressione politica che cercano di esercitare sul nostro governo, affinché elimini - anche in sede europea - quella sulla Russia, è esattamente ciò che Putin gli chiede, che si aspetta da loro e che gli serve per continuare il massacro sistematico del popolo ucraino.

Esagero?

Basta ascoltare i loro esponenti in TV o leggere cosa scrivono in rete.Quello che impressiona non è solo lo spaccio di falsi storici e informazioni mistificate. Di questo si può dibattere agevolmente, vista una sterminata bibliografia storica che li smentisce e le testimonianze sui crimini di guerra russi raccolte dalle principali agenzie internazionali indipendenti. Quello che fa orrore è che non spendano una sola parola di condanna per la Russia, che non commentino sdegnati un solo crimine di Putin, che invece di denunciarne gli orrori s’ingegnino a dubitarne, a negarli o peggio a giustificarli come effetti collaterali di una giusta operazione di denazificazione.Tutta la loro comunicazione è volta solo a rovesciare la responsabilità della guerra di Putin sull’occidente, sulla Nato, sugli Usa e l’UE asservita. Città rase al suolo, stragi di civili, fosse comuni, deportazioni, torture, stupri, saccheggi, tutto è scomparso dalla loro narrazione. Chi tace è complice e non ha nessuna credibilità se parla di pace.

Si può essere credibilmente pacifisti e di sinistra combattendo nell’esercito ibrido di Putin, il nuovo nazista? La mutazione antropologica di certa sedicente sinistra è compiuta, il suo filone massimalista si è ricongiunto con quello fascista dal quale si era diviso con la prima guerra mondiale.Animo, i pacifisti veri ancora esistono e troveranno una strada che non è quella dei bimbi di Putin. Bisogna avere coraggio, nervi saldi e speranza che “Non prevalebunt”. 

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8/5/2022 - 19:36

AUTORE:
Francesco T.

Caro sig. Mosso, lei scrive troppo,e spesso male, scrive su tutto e pensa anche di pontificate. Naturalmente gli altri sono sempre dei poveri, o utili, idioti. Sarebbe curioso sapere a quale platea di ascoltatori si rivolge, forse Fb, Twitter non fa per lei, troppo corti bisogna essere. Comunque questi sono e saranno affari suoi e, eventualmente, perchi ha la pazienza di leggerla. Detto questo, se ci fermiamo a leggere cosa scrive, notiamo parecchie imperfezioni, volevo usare un altro termine ma sarei stato offensivo. Come fa a dire che le persone che si dichiarano per la Pace non dicono, testuale, " quello che fa orrore è che non spendano una parola di condanna per la Russia ". Ma dove vive, cosa legge ? Fin dai primi giorni di guerra persone, organizzazioni politici,che si rifanno al movimento pacifista, hanno sempre condannato, sia l'invasione che chi l'ha prodotta, leggi Putin.
Confrontare il movimento pacifista di oggi con quello della guerra in Iraq, o Afghanistan, è assurdo e sbagliato. E sa perché ? Perché allora eravamo noi gli invasori, dietro alle bugie americane. E non mi venga a dire che quelle erano missioni di pace, la pace è altro.
Noi siamo andati in Afghanistan, in Iraq e abbiamo bombardato Belgrado e la Serbia. La NATO ha fatto questo, chi, in Italia, era contrario ha manifestato contro queste guerre. Quelli come lei, sempre dalla parte della ragione, e del governo, sicuramente sbeffeggiava, come fa adesso.
Su una cosa ha ragione : bisogna avere coraggio, nervi saldi e speranza. Che i suoi lai finiscano nel vento....