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E’ una frase tratta da “Una storia come questa”, canzone del 1971 interpretata da Adriano Celentano su testo e musica di Goffredo Canarini e Miki Del Prete. Una realtà che molti di noi hanno vissuto e che sembra appartenere ad un passato così lontano da essere quasi dimenticato. Ma forse….

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso (a cura di BB, red VdS)
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Di Claudia Fusani
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Incontrati per caso...
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
di UM (acura di BB red VdS)
9 MAGGIO, AUGURI POPOLO RUSSO E SLAVA UKRAINI.

9/5/2022 - 19:51

9 MAGGIO, AUGURI POPOLO RUSSO E SLAVA UKRAINI.

 

In Italia la guerra finì il 25 aprile 1945, quando l’insurrezione nazionale, proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) che comandava le formazioni partigiane, liberò tutte le maggiori città del nord costringendo alla resa tedeschi e fascisti.

Gli aggressori furono costretti a firmare la resa nelle mani dell’Esercito di Liberazione, che fino a quell’atto avevano definito di banditi.I partigiani combattevano con le armi sottratte al nemico e quelle inviate dagli alleati angloamericani. E vattelappesca se erano armi difensive o offensive. Solo due imbroglioni seriali come Conte e Salvini possono porre un problema del genere, unicamente per mettere in difficoltà il governo italiano difronte al mondo.

La Russia festeggia il 9 maggio la vittoria sul nazifascismo, alla quale dette un grande contributo con oltre 20 milioni di morti, 8 milioni dei quali erano ucraini. Nazisti anche loro e i loro superstiti? Non è il caso, qui e oggi, di entrare nel merito della conduzione del conflitto da parte di Stalin, che nella fase immediatamente precedente e nei primi due anni di guerra, fece scelte politiche assai discutibili, come del resto il governo Chamberlain nel Regno Unito, e veri errori militari dopo avere giustiziato, nella sua follia politica, il fior fiore dei generali dell’Armata Rossa.

Oggi si dovrebbe ricordare l’immane sacrificio del popolo russo e ucraino che contribuì alla svolta della guerra con la vittoria nella battaglia di Stalingrado, durata sette mesi tra il ’42 e il ‘43, raccontata con tutte le sue dinamiche, soprattutto umane, sociali e politiche, dallo scrittore ucraino Vassilij Grossman nel suo romanzo “Stalingrado”.

Purtroppo questo 9 maggio è funestato dalla guerra di aggressione che Putin ha portato in Ucraina. Una guerra vigliacca, dichiarata sull’onda della nostalgia di Stalin e condotta coi metodi di Hitler.

Inutile sfoggio di potenza militare oggi sulla Piazza Rossa, con un Putin non in grado di esibire uno straccio di risultato utile per la Russia, dopo migliaia di morti suoi, e che si copre di ridicolo spiegando che la sua è una guerra “preventiva” fatta per impedire l’invasione del territorio della Russia da parte dell’Ucraina e della Nato.Ridicolo, se non fosse tragico, come la satira paradossale di un comico televisivo nostrano. Ma cinici e in malafede quelli che, da noi, ripetono le sue tesi puerili e inverosimili.Putin è destinato a cadere con la guerra che ha voluto per coprire i suoi fallimenti politici, economici e sociali. Presto o tardi le dittature affogano nelle loro menzogne.L’Ucraina è solo il test di Putin per saggiare la capacità dell’occidente di resistere al suo disegno neo imperialista. Come sulla mancata vittoria lampo e l’inaspettata capacità del popolo ucraino e dell’occidente di resistergli, dovrà ricredersi anche sul suo progetto di asservimento dell’Europa che vorrebbe costringere, col terrore, a lasciare la Nato e ad allearsi con lui per costituire il progetto Eurasiatico che insegue da almeno dieci anni.Il vero obbiettivo strategico è destabilizzare l’UE, che Putin disprezza sopra ogni cosa. Per questo conta sui suoi amici di qui, dai finti pacifisti, agli spicciafaccende Conte e Salvini in cerca di voti. Sarà costretto a trattare quando i fatti lo convinceranno che non potrà vincere, né in Ucraina, né in Italia e in Europa.Questo è il nostro fronte oggi, per questo sosteniamo la resistenza ucraina.

La guerra in Ucraina rimarrà una macchia indelebile nella storia disonorevole della Russia di Putin, che spetterà al popolo russo cancellare pretendendo pace, democrazia e benessere, che né il comunismo sovietico prima, né il rigurgito stalinista di Putin dopo, gli hanno saputo garantire. Questo, invece, è ciò che garantisce l’UE ai popoli dell’est. E questo è insopportabile per Putin, terrorizzato dal confronto politico, economico e sociale che lo farà cadere.

Auguri popolo russo. Slava Ukraini.

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10/5/2022 - 18:34

AUTORE:
Lettore

....mi pa mi disse nel /59: non ti mando a scola Appisa perchè ti deviano con le loro chiacchiere.

10/5/2022 - 15:57

AUTORE:
Lettore 5

Paolo Rumiz è un giornalista di frontiera. Dai suoi viaggi ha scritto libri basati sulla conoscenza diretta dei mondi e dellle cose.
Parla della nostra Europa, un requiem per un continente schiacciato fra due mondi, un continente che non ha bisogno di Putin per essere destabilizzato.
E' un bellissmo articolo che si può leggere scrivendo Paolo Rumiz e Ucraina su Google, viene da se.

Nota: chi scrive molto e spesso ha poco tempo per leggere ed è costretto a fidarsi del cervello e delle opinioni degli altri che non sempre ci azzeccano, come disse qualcuno.

9/5/2022 - 23:20

AUTORE:
Lettore VdS

...ci vuole l'abbonamento a Repubblica online; magari una sera dopo cena me lo racconti a mano e...

9/5/2022 - 23:02

AUTORE:
Lettore 5

Il vero obbiettivo di Putin è destabilizzare l'UE?
Ogni tanto informati (informatevi) e leggi questo articolo di un giornalista viaggiatore che conosce il mondo (e non dalla sua scrivania). Non serve Putin per questo.

https://www.repubblica.it/cultura/2022/05/05/news/ucraina_raconto_paolo_rumiz_requiem_per_leuropa_continente_schiacciato_fra_due_mondi-348270992/