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Dopo l'articolo incentrato sugli avvenimenti dell'inizio del 1800 e sugli adempimenti che Napoleone chiedeva al territorio della Comune di San Giuliano, in cui Vecchiano era stata inclusa da Pietro Leopoldo nel 1776, insieme con tutte le 31 Comunità della precedente Podesteria di Ripafratta, arriviamo ora alle vicende al tramonto dell'Impero napoleonico.Nel 1808 Vecchiano era stata separata, sempre dai francesi, dai Bagni di San Giuliano, dividendo le Comunità a destra e a sinistra del Serchio, ma la procedura fu molto ostacolata dall'amministrazione di San Giuliano. 

Ma il silenzio di un popolo …
A volte scrivere per .....
Stamattina per cause da stabilire c’è stato un incendio .....
. . . come tanti "noialtri autoctoni" a 4 (quattro) .....
Che bellezza il 2 giugno: 10. 000 auto a 10 euro/ cadauna .....
Di Mattia Feltrio
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di Roberto Sbragia - Capogruppo Vecchiano Civica
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Di U M (a cura di BB, red VdS)
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di Fabio Poli
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Di Umberto Mosso (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Libri.
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di Bruno Pollacci
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di Bruno Pollacci
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Ar vernàolo, a questa lingua antìa,
io provo a fanni ‘na radiografia.
Per noi pisani, tanto pe’ chiarì,
è la parlata ‘he si parla ‘vi
inventata .....
A me, come a tanti altri hanno rubato il vaso portafiori in bronzo al cimitero di Pontasserchio, è troppo abbandonato. Anche i defunti meritano rispetto .....
Omaggio a Biancamaria Frabotta.

16/5/2022 - 21:26



Il 2 maggio scorso si è scomparsa  Biancamaria Frabotta, scrittrice, poetessa, giornalista e docente, impegnata  da sempre nelle battaglie civili e femministe.
Era nata nel 1946 a Roma  ed aveva militato da giovane nel Movimento degli Studenti, e successivamente nel Movimento delle Donne, a partire dal 1972, impegnandosi anche nella politica attiva con il Partito di Unità Proletaria. Ha collaborato, tra gli altri, con Il manifesto e con  la rivista L’Orsa minore ed ha espresso  una importante  riflessione sull’autonomia del pensiero femminista,  come testimoniato nella rivista Effe. Nel 1976 ha curato Donne in poesia. Antologia della poesia femminile in Italia dal dopoguerra ad oggi, che per prima ha dato rilievo alla poesia di Antonia Pozzi, Amelia Rosselli ed antologizzato Patrizia Cavalli e Vivian Lamarque. Il volume suscitò un vivace dibattito sulla specificità del linguaggio poetico femminile, tema ripreso e ampliato in Letteratura al femminile (1980), che indaga le tracce del femminile anche nella letteratura maschile.
I suoi lavori letterari spaziano da una prima monografia nel 1971 su Carlo Cattaneo, seguita nel 1993 da scritti  su  Giorgio Caproni, oltre a saggi e recensioni su Amelia Rosselli, Franco Fortini, Toti Scialoja, Elsa Morante. Nel 1989 pubblicò il romanzo Velocità di fuga, nel 1996 una serie di atti unici per il teatro, Trittico dell’obbedienza, e Quartetto per masse e voce sola(2009).
Come traduttrice, ha pubblicato con Bruno Mazzoni un’antologia della poetessa romena Ana Blandiana. Nel 2013 è stata nominata socia onoraria della Società Italiana delle Letterate.
Nel 2018 pubblica la raccolta “Tutte le poesie 1971-2017”, iniziata nel 1976 con  Affeminata, già dal titolo simbolo di ribellione  contro la cultura maschile dominante. “Divenni femmina, nel linguaggio, prima che nel corpo. Affeminata, appunto, sfrontata distorsione di senso, provocazione, proterva venuta alla luce”. Tanto che con Il rumore bianco (1982), dedicato al proprio psicoanalista,  la sua poesia diventa quel luogo per capire e capirsi, perché le contraddizioni si sono aperte e la psicoanalisi viene continuamente rivisitata col femminismo. Gli appunti di volo (1985) sono  una poesia di scavo,  ma aperta a tutto il sociale, mentre con  Controcanto al chiuso del 1991 si ha un’immersione nella corporeità, anche rispetto alla maternità, esperienza che  implica per la donna una sorta di “spossessamento” estraniante di fronte al senso del limite. La Viandanza (1995) è un poemetto nato in viaggio in treno con la madre, ed  esprime l’animo femminile in continua ricerca e trasformazione nella rivisitazione del primario rapporto materno. Il viaggio come metafora vivente, per poi tornare al senso della terra, come in Terra contigua (1999): una lezione appresa nell’ascolto fra civiltà e natura, in particolare passando attraverso il contatto con il territorio del  parco dell’Uccellina, in Maremma. Ne La pianta del pane del 2003 esprime una lettura poetica dell’amore coniugale, e della quotidianità familiare mentre ne Gli eterni lavori (2005)  evidenzia la dialettica tra l’assoluto e il contingente, il molteplice cambiamento che è appunto l’esistere e darne conto . E così, come Da mani mortali (2012), sotto il “grande disordine del cielo”, la complessità della natura si confronta con le tracce non sempre positive dell’opera umana, possiamo affermare che tutta la sua opera è una  riflessione sul senso della vita.   “Di lei colpisce la sensibile determinazione di chi ha vissuto con limpidezza l’esistenza, nelle scelte e nelle circostanze con lo stupore della vita che il tempo spesso travalica malgrado noi. Perché certa nel cuore rimane la forte coscienza-di-sé, di un essere femminile che ha attraversato buona parte della storia del secondo Novecento con l’auto-determinazione dell’allora bambina, della futura ragazza, che non passa invano gli anni Sessanta e Settanta, fedele a se stessa fino all’odierna contemporaneità, dove si conferma per ciò che ha sempre sentito e nutrito: l’opera le coincide.”( Patrizia  Capirossi)
 
  
Sono come le pulci, i poeti

acquattati nel pelo del mondo.
Invisibili, se ne stanno passivi
nelle ore dolci dei vivi
ma in un tale loro modo
e così a caso dispersi
fra i tanti, singoli vanti.
Oh, se mordono, nei loro nidi
e hanno, a volte, certi visi
sotto gli occhi di tutti
E bisogna cercarli, perché
smettano infine il fastidio
uno a uno e prima o poi
di certo, scovarli, stanarli
dai loro nascondigli
i pochi (troppo pochi!) poeti.
 
 

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