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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
none_o
PISTE CICLABILI E CICLOTURISMO
di Trilussa

29/5/2022 - 15:40

 
Un tempo al podere Leccetti, che si affaccia sulla via del Mare poco prima dell’ultimo rettilineo per Case di Marina, c’era un cartello vicino al cancello che indicava una pista ciclabile per arrivare da lì fino a Migliarino passando sull’argine del Serchio. Il cartello sulla strada non c’è più da tempo ed è rimasto solo quello sull’argine mostrato nella foto che indica, pietosamente, una pista che non c’è.


O meglio, non c’è al momento perché l’erba alta impedisce di passare, ma il taglio è programmato e prima o poi sarà effettuato e si potrà passare. La pista non è proprio agevole ma superando i tratti in cui è molto stretta e sperando che i tre cani della villa vicina all’argine non siano liberi di abbaiarci e correrci dietro, si può fare.


Forse, pensando al taglio dell’erba, il Consorzio incaricato poteva partire prima ma quest’anno la stagione è da considerarsi eccezionale e le molte e ingiuste lamentele che compaiono sul sito Segnalazioni e Informazioni Vecchiano per l’erba non ancora non tagliata a casa loro sembrano veramente eccessive.


In una Bocca di Serchio ripulita dal ciarpame del mare ho trovato due giovani stranieri. Erano sdraiati sulla sabbia, vestiti e con accanto due bici di quelle che dimostrano già a guardarle lunghi viaggi, stracariche di borse e ammennicoli davanti e dietro. Mi sono avvicinato e ho chiesto loro se venivano da lontano. Mi hanno risposto sorridendo con un nome che finiva in un Borg o Burg (non saprei specificare e non ero in grado di chiedere ma sicuramente dall’Europa continentale), e si godevano in intimità il sole tiepido del mattino e la meraviglia di una Bocca di Serchio quasi deserta. Ho augurato loro buon viaggio e mi sono chiesto subito come avessero fatto questi a trovare il luogo.


Certo un turismo povero, da giovani studenti, non lasceranno molto denaro nelle nostre botteghe o nei nostri alberghi ma come avranno fatto a trovare Bocca di Serchio? Forse solo un caso?


Ed è questo che non va bene.
Il turismo sostenibile, il cicloturismo e l’escursionismo sarà il futuro dei viaggi. Se ne sono accorti per primi gli amministratori dei nostri laghi che si sono preparati per tempo ed hanno avuto un boom di richieste tali che dichiarano già da oggi di non sapere come fare ad esaudire tutte le richieste. Hanno investito in piste ciclopedonali in pianura e nei loro boschi e si sono spinti anche a costruirle direttamente sull’acqua, sugli stessi laghi.

La spettacolare ciclopedonale del Garda è lunga circa 2,5 chilometri, è completamente sospesa sull’acqua ed attrae turisti da tutto il mondo.


E Vecchiano? Vecchiano si contenta dell’andazzo solito consolidato negli anni.
D’estate diventano a pagamento i parcheggi di Marina di Vecchiano e di Case di Marina con la gestione della Pisamo con cui divide gli utili e consente l’accesso di migliaia di auto alla Marina attraverso il Parco, anche su strade strette e pericolose, con poco o nulla ritorno di tipo economico per le botteghe e gli esercizi di zona essendo un tipo di turismo mordi e fuggi al solo scopo balneare. Incassa poi anche i permessi singoli delle auto per vecchianesi e sangiulianesi e l’affitto dei locali della Marina, introiti con cui deve però provvedere a tutti i servizi necessari al mantenimento ordinato della spiaggia, della viabilità, della sicurezza, della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Non ho idea dei conti ma non è interessante anche se un maggior introito derivante dalla Marina con altre modalità di accesso (ne ho scritto più volte, Porta del Parco eccetera, sempre inutilmente) potrebbe tradursi in maggiori servizi, miglioramento dell’ambiente, meno tasse per tutti i cittadini.


Eppure Vecchiano avrebbe tutto quello che serve per far convergere verso il nostro territorio un flusso enorme di turismo diverso, un turismo sostenibile e soprattutto stanziale con tutti i vantaggi connessi per l’Amministrazione e gli esercizi commerciali del territorio. Avrebbe il mare, il bosco, il fiume, il lago, avrebbe l’aeroporto, avrebbe la Versilia, avrebbe le città d’arte più famose al mondo. Inutile ripetere.


Servirebbe programmare percorsi e servizi accessori a quel tipo di turismo e contemporaneamente usare il Web per pubblicizzare il tutto e cambiando radicalmente il tipo di modello di sviluppo avuto fino ad ora. Se andiamo sul motore di ricerca più famoso nel mondo per il turismo e clicchiamo Marina di Vecchiano su Tripadvisor fra le cose da fare a Pisa la troviamo al numero 48! Per arrivarci bisogna avere molta pazienza e anche molti giorni di vacanza a disposizione. I turisti che affollano attualmente la Marina sono quindi locali, al massimo regionali, e dopo la giornata di mare se ne tornano a casa loro lasciandoci solo il costo (parziale) del parcheggio e i loro rifiuti.


Se poi un turista si collega al sito del Comune di Vecchiano e nel motore di ricerca inserisce la voce Piste Ciclabili si apre una finestra con alcuni articoli di cui il più recente è datato 2015 con sindaco Giancarlo Lunardi e in fondo si nota un vecchio articolo de La nazione che si riferisce al CIP, Comitato cittadini in Piazza di Avane, di cui non ho ricordo.


L’attuale scelta turistica del comune di Vecchiano rappresenta il lascito negativo di tante amministrazioni passate che non hanno saputo o voluto modificare in niente un modello che andava bene forse fino agli anni 90 e che ora andrebbe cambiato e aggiornato alle nuove tendenze, alle nuove richieste turistiche ben diverse dall’uso esclusivo dell’auto per fare le vacanze.


Se devo essere sincero confesso di essere rimasto deluso dall’approccio a questo problema dall’attuale amministrazione. Un’amministrazione che ho votato con convinzione riconoscendo il valore dei singoli e lodandoli infinitamente per l’eccellente lavoro fatto durante la pandemia. Non faccio nessuna critica particolare ma il mantenimento dello stesso modello di sviluppo mi ha deluso. Avrei voluto un cambio di passo che non è avvenuto. Avrei sperato almeno in una riflessione, la nascita di un dubbio, di una domanda, di un’idea diversa, della possibilità di una strada diversa se non da intraprendere almeno da valutare con un minimo di attenzione. I nuovi ingressi non hanno modificato per niente questo indirizzo e nemmeno dai partiti di opposizione, che avrebbero potuto sollecitare in tal senso l’Amministrazione, non credo sia venuto nessuno spunto.


Solo un accenno alla Tari comprensiva dei rifiuti della Marina ma senza una visione generale diversa, se non peggiorativa con la richiesta dell’apertura della sbarra in fondo alla strada che comporterebbe il mantenimento del solito tipo di sviluppo legato ai parcheggi, solo con un numero maggiore di auto!


Sbaglierò o sarà una mia fissazione ma ho sempre l’impressione che i vecchianesi in questo modo perdano qualcosa, che i cittadini potrebbero avere benefici ben maggiori con un utilizzo diverso di Marina di Vecchiano, una lunga e bella spiaggia di proprietà da cui sappiamo solo ricavare una parte del costo dei parcheggi dovendo poi provvedere al suo oneroso mantenimento. Per non parlare poi dell’entroterra, adatto a qualunque tipo di sviluppo turistico e condannato al più completo abbandono.


Per le piste ciclabili leggo di questa nuova iniziativa dell’Officina di Comunità rivolta all’idea di una diversa mobilità che si dovrebbe tradurre nella realizzazione di nuove piste ciclopedonali nel nostro Comune. Spero che questo progetto, finanziato dalla Regione Toscana, possa veramente sfociare in qualcosa di positivo. Ricordo infatti di aver partecipato con un certo entusiasmo al primo progetto sul rilancio della Riserva della Bufalina, sempre finanziato della Regione Toscana con 20.000 euro, con molte parole, molte premurose hostess e molti progetti, tutti finiti in un cassetto visto che la riserva della Bufalina si presenta ed è vissuta esattamente come prima del progetto e delle tante idee sviluppate su quei tavoli di confronto.
 
Una cosa è certa, e non si può che esserne contenti, finalmente dopo tanti anni a Vecchiano si sente parlare finalmente di piste ciclabili. Per il modello di sviluppo invece bisogna ancora aspettare e sperare. 

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1/6/2022 - 19:18

AUTORE:
Enzo

Qualcuno che ha letto per favore, può invitare anche gli amministratori a leggerlo e commentarlo? farebbe un favore a tutti i vecchianesi, grazie

31/5/2022 - 0:14

AUTORE:
Furio

Le due foto a confronto rendono meglio l'idea di qualunque discorso sulle capacità imprenditoriali dell'amministrazione

30/5/2022 - 15:25

AUTORE:
vecchianese di S. Frediano

Proporrei di sostituire le nostre amministrazioni locali con una qualsiasi, di un qualsiasi comune del Trentino. Sono convinto che cambierebbe il paradigma.
Tanto per far sapere, Trento e Bolzano distano tra loro circa 30 km, percorribili sia in macchina, treno o pulmann. Oppure con una pista ciclabile ASFALTATA che corre sugli argini del fiume Adige ( 27 km ). E di gente ce ne passa...

* Paradigma : Modello di riferimento di valore fondamentale:

29/5/2022 - 20:14

AUTORE:
Bruno della Baldinacca

Correva l'anno suppurgiù 1988 quando io cittadino amministrato approvavo (in assemblea pubblica) per metà la proposta di pista ciclabile dai ponti al mare sulla sommità arginale e ammetto che avevo un gocciolino di interesse particolare; al tempo avevo realizzato un cosiddetto "porto" per la pesca delle anguille a mazzacchera di fronte al puntone dei pali (fra l'Isola del Mori ed il podere di Mario del Cinacchi) ed ero costretto a far lunghe camminate e dissi: seartrè se approvano la proposta Lunardi, li ci arrivo in bicicletta.
Dico approvai per metà per tornaconto personale ma non certo la paventata proposta del giovane architetto incaricato dalla giunta Lunardi di passo di barca per turisti che venendo da Pisa via Parco di San Rossore, traversando il Serchio in località "dal Mori" poi prendevano la "nostra" pista ciclabile per BdS/MdV.
E così, secondo "loro" si congiungevano i due parchi.
Una passerella va bene, ma un passo di barca con conduttore costerebbe più del fiume ai lucchesi, poi dopo tre giorni di vento e acqua me lo racconti se il barcaiolo lo ritrovi li ad aspettà chi mai un viene.

....dopo 2 anni trovai il vice sindaco Meini che "inauguravano" la pista con altre due donne vecchianesi anziane in bicicletta che...anzichè fare anda e rianda sulla ciclabile sull'argine; Meini mi disse: si è fatta all'andata per le foto da inviare al consiglio Europeo che ci ha sostenuto nella spesa, ma a ritorno si fa "la cilindrata" perchè siamo pieni di forasacchi e pungia.

...sostengo l'idea del Sindaco di Viareggio per la ciclabile sterrata di Via del Balipedio, e non la sterrata a fianco della Via dei Tigli perchè io compreso; si passa tutti di sopra sull'asfalto, compreso il tratto -Via del Tigli-Torre del Lago mare.

...in bicletta al nostro mare in estate solitamente vedevo già dal /63, la moglie del Taccola, la Franca che ora han lasciato il testimone alla vice preside che parte addirittura da Avan City anda e rianda.
Oggi ho incontrato un filsa di stranieri tutti con il caschetto e regolarmente in fila indiana e...
Certo, il bel ricordo dell'andata al mare con "la Francesca" all'ombra e poi traversare con Pattana, altra cosa, ma erano pochissimissimi giorni all'anno e non giornate piene perchè il bestiame in stalla era "umanizzato" mangiavano tre volte al giorno, anche nei festivi e cacavano spesso e.. ma in compenso ora sono li da febbraio a febbraio e mi adatto alla "tumobile" calda in inverno i più calda ora, ma girando un pulsantino si fredda qb.

nb, le piste ciclabili come le redule debbono essere riduttive e non "allungative" nei percorsi, allora acchitano...nsennò....