Il mese scorso è stato presentato un nuovo libro pubblicato dall'Editore MdS, "Il coraggio tra i fiori di ortica", un'opera intensa e profonda cheracconta l'infanzia non solo nella sua dimensione più luminosa, ma anche nelle sue ombre, fatta di giochi e risate, ma anche nelle sue ombre, tra segreti, paure, abusi e battaglie quotidiane che i più piccoli affrontano con straordinaria forza.
Un libro che ci ha subito colpito e per il quale si preannunciava un sicuro interessamento e successo a livello nazionale.
Calenda sostiene che “le manifestazioni per la pace abbiano una componente di immoralità perchè non dicono che c'è un aggressore e un aggredito e così perdiamo la bussola morale e politica”.
È un’affermazione pesante che lancia su chi vuole impegnarsi a favore della pace un’accusa che travalica la politica con un giudizio etico definitivo: chi manifesta idee pacifiste sul conflitto in Ucraina è un individuo privo di principi, turpe, sconcio.
Vorrei chiedere a questo novello Churchill ”de noantri” fino a che punto ritiene si debba spingere la guerra per arrivare alla vittoria finale.
Quanti bambini e donne devono ancora morire?
Quanti civili senza colpa devono rischiare la vita e perdere ogni loro sostanza, le loro povere cose?
E se Putin, come ha detto Biden, messo alle strette ,usasse la bomba atomica tattica , quante morti e quante distruzioni dobbiamo mettere nel conto?
Sappiamo qual’è la risposta di Calenda, fornita nel corso di una puntata di 8 e mezzo:
“L’uso di armi nucleari tattiche avverrebbe su suolo ucraino contro truppe ucraine. Tra l’altro i venti dominanti sono ovest verso est con un grave rischio di fallout verso le truppe russe. Dobbiamo tenere i nervi saldi. Evitare escalation ma supportare ucraini”.
Quindi pare di capire che non dobbiamo preoccuparci più di tanto di una guerra atomica perché morirebbero soltanto gli ucraini e i russi.
È un ragionamento aberrante. Questa sarebbe la moralità del Churchill “de noantri”?
Facile, caro Calenda, fare i guerrafondai nei salotti televisivi mentre a morire sono gli altri.
Stupido è affidarsi ai venti prevalenti, come tu dici, per salvarsi in caso di guerra atomica.
Caro Calenda più fai il guerrafondaio e più mi convinco che devo andare a tutte le manifestazioni per la pace come se fosse un imperativo morale che discende della mia coscienza.
Tu non sei proprio nessuno per giudicare cosa è morale e cosa è immorale e per imporlo agli altri.
Io come tanti non solo non chiediamo il permesso a nessuno. ancor meno a te per esprimere in piazza le nostre idee:
non chiediamo certo scusa per la pace