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Questa volta lo sguardo dello storico Gabbani si spinge molto più lontano dal solito, addirittura fino all'anno Mille, per raccontarci le complesse e appassionanti vicende del Castello e della Chiesa di Santa Maria, anche se i fatti maggiormente approfonditi sono quelli del 1800.Ancora una volta emerge prepotentemente la storia di questi luoghi e la sua ricchezza, secondo me non utilizzata adeguatamente sia nella fruibilità verso chi abita il territorio, sia per supportare uno sviluppo turistico ampiamente meritato per gli eccezionali contenuti, anche archeologici. 

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Bada se io smetto, te smetti ar seguro, la indi per .....
Della tua liaison con la Moretti mi interessa il giusto, .....
. . . che era portavoce di Bersani, ho indirizzo .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
BG. sono un nuovo abitante di migliarino
abito in via mazzini a meta tra il mobilificio e la chiesa . a qualsiasi ora la velocita sulla strada e'molto .....
Intervista di Carlo Bertini, “la Stampa”, 15 ottobre 2022.
Renzi: "Finirà a tarallucci e vino, appuntamento alle europee 2024"

15/10/2022 - 14:55

Renzi: "Finirà a tarallucci e vino, appuntamento alle europee 2024"


«Berlusconi definisce Giorgia Meloni supponente, prepotente, arrogante. Se fosse coerente dovrebbe impedire la nascita del governo. Ma finirà a tarallucci e vino, vedrà. Troppo forte il richiamo del potere».

 Matteo Renzi non si fa illusioni, il governo nascerà. Ma il leader di Italia Viva già si prepara al collasso di questa maggioranza. «Vedremo che faranno. Se salteranno, noi saremo pronti. Perché fare opposizione non significa insultare chi governa, ma costruire un paracadute per quando le cose vanno male. L'ho fatto con Salvini nel 2019 dopo il Papeete, l'ho fatto con Conte nel 2021 per portare Draghi, se ci sarà bisogno lo faremo anche con Meloni a tempo debito».

Già si prepara a gestire il post-Meloni?

«Diciamo che questa è diventata la mia specialità degli ultimi anni. Ma prima di costruire l'alternativa, almeno, vediamo come parte. All'inizio saranno rose e fiori. Poi arriverà Sua Maestà la Realtà. E davanti alla realtà della vita quotidiana i populisti devono scegliere tra slogan e politica».

Di Fontana cosa ne pensa?

«Che deve dire grazie al suo kingmaker: Enrico Letta. È lui il responsabile di ciò che è accaduto. Se la destra che è minoranza nel Paese ha i numeri per eleggere chi vuole in Parlamento, lo deve alla sua gestione politica delle alleanze. Dovrebbe riflettere su quanto abbia contribuito lui, con i suoi risentimenti personali e le sue piccole ripicche, a far sì che questa legislatura sia la legislatura dei La Russa, dei Fontana, delle Meloni».

Ha risposto su Letta, ma non su Fontana...

«Io rispetto i due presidenti eletti, ma quando penso a Fontana ricordo come contestò la nostra legge sulle unioni civili e come ha svolto il suo lavoro di ministro con il primo Governo Conte. Perché poi ricordiamolo: l'uomo che Salvini ha voluto presidente della Camera è lo stesso uomo che Conte aveva voluto con sé a Palazzo Chigi. Io ho firmato la legge sulle unioni civili che Fontana contestò, Conte ha firmato la nomina a ministro di Fontana: scopri le differenze».

È una dimostrazione di leadership la forzatura di Meloni al Senato?

«Una vittoria politica di Meloni, una sconfitta politica di Berlusconi. Lo dico da avversario: Berlusconi non meritava di rientrare in Senato in questo modo. Chi lo ha spinto a fare questa scelta non ha fatto il suo bene».

Ma perché avete detto di aver votato scheda bianca quando si vede dalle riprese che lei e altri senatori delle opposizioni vi siete attardati nella cabina a scrivere sulla scheda?

«Perché abbiamo votato scheda bianca. Basterebbe la matematica per dimostrarlo: La Russa ha avuto 17 voti in più. Gli unici gruppi delle opposizioni che hanno più di dieci senatori sono Cinque Stelle e Pd. Punto.

Ma la seguo sulla ripresa televisiva. Io ho impiegato cinque secondi per entrare, girarmi sul banco, piegare la scheda e uscire con la massima calma depositando la scheda nell'urna. Ho visto che alcuni siti specializzati hanno fatto una sorta di Var, neanche fosse un rigore. I miei cinque secondi sono la metà di quelli impiegati da molti senatori dei Cinque Stelle: se bastano i secondi spesi nel catafalco, diamo la colpa a loro? E ancora: come è possibile che più di me si siano attardati in cabina persino esponenti della sinistra radicale come Susanna Camusso o Anna Rossomando? Vogliamo credere che la sinistra del Pd abbia votato La Russa? Dai, non scherziamo. Infine c'è una ragione politica: io se faccio una operazione politica - e ho già dimostrato di poterne fare di ben più pesanti - la rivendico, a viso aperto. Noi non abbiamo votato Ignazio La Russa, ma il punto politico non è chi lo abbia votato, ma chi non lo ha votato.

E questa è la vera notizia. Immagino che Meloni non vorrà al governo nessun senatore di Forza Italia, ribelle, adesso».

Al di là dei franchi tiratori, quanto successo al Senato apre margini di manovra con la maggioranza?

«Non credo. Però è una maggioranza ballerina. Ora partirà il governo, Meloni ha già la lista in mano e recupererà con diversi tecnici per rassicurare il mondo esterno dopo aver incassato La Russa e Fontana. Salvini avrà il suo Ministero alle Infrastrutture e cercherà di reinventarsi come l'uomo che sblocca i cantieri. Berlusconi otterrà qualche casellina. Poi partiranno. I conti si fanno alle Europee del 2024, non prima. Nel frattempo ci sarà da affrontare la tempesta dell'inflazione, delle bollette, delle tensioni geopolitiche».

Visto lo sfaldamento di Forza Italia, volete occupare voi quello spazio politico?

«Diciamo che il futuro è al centro. Vale per la destra ma anche per la sinistra, dove il Pd deve decidere se cedere o no al canto delle sirene grilline. Io penso che il nostro spazio sia quello e alle Europee dimostreremo di poter puntare a essere il primo partito: una operazione alla Macron che prende i voti di chi non vuole votare la destra sovranista e di chi non vuole votare la sinistra massimalista. Quindi, sì: noi vogliamo occupare quello spazio».

Quanto durerà dunque il governo nascituro?

«Fino alle Europee sarà luna di miele. Poi nel 2024 vediamo come risponderanno gli italiani. Meloni per governare dovrà rimangiarsi tutto: le trivelle, il Pnrr, l'euro, la politica estera, Quota 100.

Sarà uno spettacolo vedere come farà esattamente il contrario di ciò che ha detto in campagna elettorale. E il ritornello "Però la Meloni è coerente" finirà nell'album dei ricordi. Ma hanno vinto loro, grazie alla folle strategia del Pd, hanno vinto ed è giusto che governino. Ma temo che non saranno all'altezza. E a quel punto toccherà a noi dare una mano per uscire dalle sabbie mobili».







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