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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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din Juri Sbrana
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Afganistan
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
MI DICESTI UNA VOLTA CHE SARESTI STATA MIA PER SEMPRE
ED ERO COSI CONVINTO CHE IL TUO AMORE
NON SAREBBE MAI MORTO
MA ORA TE NE SEI ANDATA E HAI TROVATO .....
di Ezio Di Nisitte
CENERE

21/11/2022 - 11:20

CENERE


Trovo Astorfo ar barre:
«O Ezio, lo voi, un camino?»
«Un camini…e cosa mi voresti da’?»
«Maiale Ezio come siei duro di ‘omprendonio, tò detto un camino!»
«Astorfo, ma mi pigli per ir culo? Ho ‘nteso che un camini, ma se un mi dici ‘osa mi voi da’ e un fenisci la frase…»
«Ezio, te lo voglio dì come si fa a bimbi piccini, tò detto se voi un Camino, di velli che ci si brucia le legna e fanno ir foo e ci poi fa anco la brace, ci poi coce anco le patate drento la cenere, per un parlà delle cipolle…e poi ti ci poi anco scardà, ora hai intesoooo?»
«Aaaaaaaa, ma allora dilloooo, comunque un n’ho di bisogno c’ho ir riscardamento a gatte»
«Ezio vorai dì a gasse…»
«No no, ho detto bene, siei te che un intendi stavorta, c’ho ir riscardamento a gatte, no’ prese due, a una n’ho misso nome Vampa e a quell’artra Terma, la sera una io e una l’Aida ci fanno cardo, si mettano sopra le ‘operte e inviano a fa le fusa, tempo tre m’addormentano, con meno di vindici euri di mangià ar mese sono apposto, poi via via n’allungo du avanzi, ho trovato ‘r verzo di rispiarmà, e la bolletta l’ho attaccata ar chiodo!


Quello che invece un ho attaccato ar chiodo, ma ce l’ho impresso ner poo cervello che m’è rimasto, è come si preparano le cipolle e le patate nella cenere…
intanto ci vole la cenere e la brace, ma ci vogliano anche delle belle cipolle, delle patate, l’olio d’oliva bono, ir sale e un poino d’aceto.
Allora partimo:
preparate un po’ di brace da una parte e riopritela con la cenere, metteteci sopra le patate e le cipolle, marraccomando senza sbuccialle, e riopritele con dell’artra cenere e dell’artra brace, un esagerate, ne basta poa, ecco, andate a fa’ cosa vi pare anche una bella partita a scopone scentifio, tanto per armeno un paio d’ore o du ore e mezzo,devino coce, e ve n’accorgete perchèdoventeranno moscie come…un me lo fate dì, sennò letio….
Quando le cipolle ènno pronte, levateci la cenere e sbucciatele, poi basta taglialle e con un pizzio di sale, un filo d’olio e uno zizzinnino d’aceto le mettete sulla tavola e durano quanto un abbaiotto di ‘ane; con le patate invece un vi provate a levacci la buccia! La dovete lascià lì dovè, pigliate un cencio e dateni una struciatina per sporveralle dalla cenere, poi ni date una cortellata ner mezzo e mettetela sulla tavola, a condilla con der sale, ognuno ci penza da se…
BonappetEzio!






Fonte: Ezio Di Nisitte
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