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Il precedente articolo di Franco Gabbani sul Castello di Vecchiano e la Chiesa di Santa Maria ha riscontrato un successo di lettura senza precedenti, con oltre 1400 letture sulla Voce e 1000 utenti singoli che lo hanno raggiunto su Facebook nella pagina dell'Associazione.

Ovviamente non conosciamo le letture su altre pagine su cui è stato condiviso, ma questi dati indicano con chiarezza il gradimento nei confronti dei temi storici del territorio.

Interesse dimostrato anche da Agostino Agostini, che ci ha proposto alcuni argomenti correlati.

Non vorrei essere cavilloso, però il simbolo di Soru .....
Ma come si fa a prendere in considerazione uno come .....
. . . a non volere nella lista Soru il simbolo di Italia .....
Il 17 gennaio scorso Renzi, con una nota ANSA, ha .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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Pisa, 29 febbraio
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Pisa, 27 febbraio
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Avane, 24 febbraio
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Pisa, 25 febbraio
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Attiesse Spettacolo
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
LA TARI è ARRIVATA E SALATA
MA IL KIT PER LA RACCOLTA NON ANCORA
SIAMO A MARZO.

COME MAI?
COSì NON VA BENE.
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"IL GALLO DI BRUNELLO"

26/12/2022 - 17:26

"IL GALLO DI BRUNELLO"
 
Molina al bar la Botteghina, sabato ore 22.30
 
-Diciannoveeeeeee- gridò a voce alta il Pugnino ed un brusio accompagnò una voce urlante- Collo sudiciooooo-
Era così la tombola alla Botteghina, nei fine settimana prima delle feste natalizie. Ad ogni numero un significato. Una smorfia tutta paesana che faceva ridere ed imprecare.
Il Pugnino continuò- Novantaaaaa-
-Toponeeee- disse Cristo, il muratore, rispondendo a tono.
Brunello guardava Urbano spazientito poi gridò- Tiraloooooo!
Era mortale per la tombola e non stava nei panni. Da un po' Guido scalpitava affacciandosi nella stanza ed indicando l'orologio, come a dire che era tardi. Dovevano fare la zingarata notturna di tutti i sabato: Giro panoramico delle "donnine", senza consumazione, qualche bevuta qua e là e caffè finale, a notte inoltrata al bar Notturno a Torre del Lago. Poi tutti a casa. Ma Brunello in quel momento aveva dimenticato la zingarata che tanto amava ed era concentrato sulla cartella della tombola ricoperta di lupini messi a bella posta sui numeri usciti.
Urbano invece era spazientito perché a lui mancavano ancora tre numeri e l'aveva data persa.
-Ventitreeeee!-
-Buo di 'uloooo- urlò il solito
Qualcuno si agitò e Brunello alzò la testa pensieroso.
-Non sono mortale solo io-disse preoccupato
Poi il Pugnino con voce stentorea pronunciò quel numero anonimo di cui mai si diceva il significato-Quarantunoooooo- e Brunello a braccia alzate come una star si alzò in piedi e gridò:-
-Fattaaaaaaa, compilataaaaa, frenaaaaaa!!!
La gente cominciò a discutere, qualcuno smadonnava come prassi, alzando la voce come sempre succedeva alla fine del “botto”. Un ragazzetto raggiunse veloce il tavolo, prese la cartella vincente e la portò al Pugnino, che dopo averla riscontrata gridò -Pagabileeeeeee!!!!!
Allora Bruno, il capo del BAR si avvicinò a Brunello e gli mise in collo un galletto vivo e una torta di Cecco, la vincita.
"Sotto Natale" alla Botteghina si giocava di roba e Brunello aveva vinto un galletto vivo che di lì a poco si sarebbe ritrovato in macchina verso Viareggio. Urbano lo guardò e disse- Ce lo vorrà Guido sulla macchina nuova?
-Non lo posso mica mangiare penne e tutto- disse Brunello- per tenerlo buono si mette nel mezzo e gli si fa fumare una Marlboro.- e rise strizzando gli occhi.
Uscirono dalla stanza e Guido senza scomporsi disse- Prima fallo cacare poi si va! E dagli un nome.
Brunello lo guardò e rispose- Per strada ci penso.
  
Versilia, dopo mezzanotte
 
-Guarda te quanta gente c’è sempre a giro a quest’ora. E che addobbi di Natale!
-O Brunello ma non siamo mica alla Piana del Roventino di Lemolina, questo è uno dei luoghi più vippe d’Italia
-O come parli Urbano, mi fai ridere. E comunque ne vedo pochi in giro con un animale a quest’ora. Anche i cani sono a casa. E noi invece abbiamo un galletto dallo sguardo dritto! Siamo noi i vippe- disse Brunello facendo la faccia a furbino.
-Che nome hai pensato?- disse Guido, senza girarsi mentre percorreva la passeggiata viareggina a passo d’uomo.
-Avevo pensato a Luciano, come il nome di quello tutto impomatato che veniva a ballare a Freghino anni fa. Lo chiamavano il Gallo. Tornerebbe bene: Il Gallo Luciano.
-Mi garba- disse Urbano- dà importanza alla cosa.
-Giovaniii, non vi ci affezionate perché la sua morte e con le patate arrosto.- disse Brunello
-Certo che se ci fosse un guinzaglio, gli si farebbe fare un giretto- disse Urbano.
Guido accostò di colpo, scese e aprì la bauliera. Tornò sulla macchina con un nastro rosso
-Leghiamolo ad una zampa e si scende.
-Viaaaa , si passa da bischeri. .
-Seeeee, a quest’ora chi vuoi che ci sia in passeggiata a Viareggio dopo mezzanotte? Noi e i briai.
Scesero e subito il gallo scacazzò vicino ad una panchina. Poi aprì le ali quasi volesse scappare
-Brunello lo prese subito in braccio.- Lucianino non t’allargare-disse guardando il pennuto.
Una coppia attempata che passava, soffermandosi chiese- E’ ammaestrato?
Urbano pronto rispose- Sì è un gallo da circo.
La signora provò ad accarezzarlo.-Occhio perché morde- disse prontamente Brunello- e lei ritrasse la mano di colpo.
Guido richiamò tutti all’ordine-Beviamo qualcosa e si va verso l'alba. Il Notturno ci aspetta.
Entrarono in un bar. Brunello teneva il gallo in collo come un figliolo.
Un cameriere si fermò curioso e Guido infilò nel becco dell’animale la sigaretta accesa. Il gallo si divincolò ma Brunello lo richiamò ancora una volta all’ordine con una stretta.
Urbano guardò il cameriere e disse- E’ abituato alla pipa, le sigarette non le vuole.
Bevvero al volo. Guido il solito Alpestre, Brunello un Rabarbaro e Urbano il “millesimo” caffè dalla mattina.
-Andiamo sennò chiude il pollaio- disse Guido serio.
Il cameriere li salutò rimanendo sulla porta ad osservare esterrefatto.
Facciamo un giretto “dalle nostre amiche”, si guarda se c’è la Torinese con le puppe grosse e poi si va avanti nella notte - disse Guido sornione. Poi guardando Brunello aggiunse- Si potrebbe fare uno scambio col gallo, ci starà la Torinese?-
Non fare lo scemo- disse Brunello- il gallo lo mangio, le puppe la Torinese le vuole indietro. Se le lasciasse se ne potrebbe ragionare-. E alzò gli occhi al cielo.
Salirono sulla macchina e partirono.
 
Versol’alba
 
-Ci voleva un caffè a quest’ora- disse Urbano appoggiato al bancone del bar Notturno a Torre del Lago -Ne avrai bevuti “diciotto”-quasi urlò Brunello, che pensieroso aggiunse- -Come si sentirà Lucianino chiuso nella bauliera- -Ma che dici!-disse Guido- Domani gli tiri il collo e ti fai questi problemi? -Certo! Un conto è fare come dice la natura, prendere il galletto, tirargli il collo, spennarlo e cuocerlo. Un altro è soffocarlo in una bauliera. E’un atto criminale- Guido guardava Brunello di traverso- Ammè mi sembri scemo- -Siete senza cuore, ecco cosa siete- continuò Brunello fingendo la voce rotta -Urbano intanto si era dato al controllo dei clienti. Lo facevano ogni volta che si fermavano in quel bar. Il Notturno era un locale che chiudeva la mattina presto e raccoglieva per tutta la notte una clientela della Valdiserchio che tornava stanca dalla Versilia. -Se vuoi incontrare qualcuno che è un po’ che non vedi, ti metti qui e prima o poi lo trovi. – disse Urbano intento a seguire il culo di una signora del Lungomonte che, vedova da poco, si accompagnava ad un “ragazzaccio” che aveva parcheggiato il BMW proprio davanti a loro. -E’ l’ora ragazzi- disse Guido-si va, fra poco è giorno. -Aspetta, apri, fammi vedere Luciano. Il gallo acquattato sul fondo della bauliera sembrava più rassegnato che buono. -Non soffre, sono contento. Domani l’ammazzo più volentieri.- Giunti a Molina Brunello salutò col gallo sotto braccio e si infilò nel cancello condominiale che lo portava a casa. Poi toccò a Urbano che abitava duecento metri più avanti dopo la borgata. Scese, mise la chiavi nella porta e salì le scale. Andò in bagno al buio, e poi si diresse in camera. Erano ormai le cinque del mattino “suonate”da un po’. La moglie dormiva tranquilla, L’uomo si mise seduto sul letto in modalità “felpata” e assonnato si calò i pantaloni. D’un tratto la voce della moglie lo richiamò all’ordine- O Urbano o dove vai a quest’ora, mi pare sempre buio strinto.- E l’uomo senza battere ciglio si alzò in piedi e tirati su i pantaloni rispose-Seeee ti pare a te. Sono quasi le sei, ho preso l’impegno di potare un ulivo a Beppe e lo voglio fare di mattinata così poi sono libero. Te dormi tranquilla. Andò in bagno si lavò la faccia, tornò in cucina e si fece l’ennesimo caffè.
S’era ormai fatta l’alba. Le lucine intermittenti dell’albero, nell’angolo del salotto, annunciavano che mancavo poco al Natale.

 

Foto di copertina di Valter Cecchetti

 

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27/12/2022 - 15:09

AUTORE:
Leo

Un gallo con la pipa nel becco sarebbe un'immagine da Oscar,..