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Il precedente articolo di Franco Gabbani sul Castello di Vecchiano e la Chiesa di Santa Maria ha riscontrato un successo di lettura senza precedenti, con oltre 1400 letture sulla Voce e 1000 utenti singoli che lo hanno raggiunto su Facebook nella pagina dell'Associazione.

Ovviamente non conosciamo le letture su altre pagine su cui è stato condiviso, ma questi dati indicano con chiarezza il gradimento nei confronti dei temi storici del territorio.

Interesse dimostrato anche da Agostino Agostini, che ci ha proposto alcuni argomenti correlati.

ci sarebbe da ridere.
Le ultime dichiarazioni del .....
Cantava la Caselli, è proprio il caso.
Purtroppo .....
. . . . se si dà potere a forze di destra filofasciste. .....
In 10 giorni Marco Travaglio ha guadagnato più che .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Associazione ambientalista - LA CITTÀ ECOLOGICA APS
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di Umberto Mosso
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di Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa
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Primo Levi#Auschwitz #PrimoLevi #ebrei #campidiconcentramento #giornatadellamemoria
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L'amore è amore
senza se e senza ma
Raggiungerlo
è l'aspirazione
più ambita
desiderata
sentita
a cui tende
ogni creatura. . .
pur essendo .....
BG. sono un nuovo abitante di migliarino
abito in via mazzini a meta tra il mobilificio e la chiesa . a qualsiasi ora la velocita sulla strada e'molto .....
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Dall’Alcyone di Gabriele D’Annunzio

13/3/2023 - 21:41


Libro Terzo delle Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi


Bocca di Serchio


Ieri era il 160° compleanno di Gabriele D’Annunzio e avrei voluto festeggiarlo con Voi, ma la foto che avevo in archivio non riuscivo a trovarla più (immaginatevi il perché). Solamente ora ho trovato il poco noto scritto del Vate, addirittura autografato.
La poesia dannunziana non è sempre facile a farla nostra, ma questa volta, complice lo stesso amore che noi abbiamo per il luogo descritto, vale la pena di cercarlo su internet.
Io riporto solamente la fine, ma vi è un altro amore che si manifesta in questa laude: la passione per i cavalli e cosa c’è di più bello che cavalcare in una pineta litoranea diversa da quelle di Bocca d’Arno o San Rossore,
Nella nostra ovviamente e il Vate si adatta a seguire la via diplomatica con questa lettera da consegnare al Duca Salviati.


(n.d.r.) il duca al quale deve farsi la richiesta è Antonino, unico figlio maschio del notissimo illuminato Scipione.


[…] Ecco l’erba, ecco il verde, ecco una canna.

Ecco un sentiere erboso.Guarda, al fondo,

guarda i monti Pisani corrucciati

sotto le vaste nuvole di nembo.

Non  odi gracidìo di corvi

là verso il mare? Scendono alla foce

del Serchio a branchi, e tesa v’è la rete,

dissemi il cacciatore di Vecchiano.

Il Serchio è presso? Volgiti all’indizio.

Ecco la sabbia tra i ginepri rari,

vergine d’orme come nei deserti.

Si nasconde la foce intra i canneti?

La scopriremo forse all’improvviso?

Ci parrà bella? No, non t’affrettare!

Lascia il cavallo al passo.È dolce l’ansia,

e viene a noi dal più remoto oblio,

vien dall’antica santità dell’acque.

Liberi siamo nella selva, ignudi

su i corsieri pieghevoli, in attesa

che il dio ci sveli una bellezza eterna.

Non t’affrettare, poi che il cuore è colmo.

Bocche delle fiumane venerande!

Lungo le pietre d’Ostia è più divino

il Tevere. Soave è nei miei modi

l’Arno. Il natale Aterno, imporporato

di vele, splende come sangue ostile.

E l’Erìdano vidi, e l’Achelòo,

e il gran Delta, e le foci senza nome

ove attardarsi volle invano il sogno

del pellegrino. Ma che questa, o Ardi,

sia la più bella mi conceda il dio;

perché non mai fu tanto armonioso

il mio petto, nè mai tanto fu degno

di rispecchiare una bellezza eterna.

ecco il nato dei monti.Oh, mistero!

La verde chiostra accoglie i vóti,

qual vestibolo di tempio silvano.

I pini alzan colonne d’ombra intorno

al sacro stagno liminare che ha

per suo letto un prato di smeraldi.

Nel silenzio l’imagine del cielo

si profonda: non ride né sorride,

ma dal profondo intentamente guarda.

Odi la melodia del Mar Tirreno?
Tra le voci dei più lontani mari,

nell’estrema vecchiezza, nell’orrore del gelo,

il sangue mio l’imiterà.

E la cerula e fulva Estate

sempre io m’avrò nel mio cuore.

Odi sommesso carme che ci accompagna

per l’esiguo istmo sembiante al giogo d’una lira.

Tutto è divina musica e strumento

docile all’infinito soffio.

Guarda per la sabbia le rotte canne, guarda

le radici divelte, ancor frementi di

labbra curve e di leggiere dita!

I musici fuggevoli con elle

modulavano il carme fluviale. […]


[…] Scendi dal tuo cavallo, Ardi Ecco il fiume,

ecco il nato dei monti. Oh meraviglia!

Ei porta in bocca l’adunata sabbia

fatta come la foglia dell’alloro.

T’offriamo questi giovini cavalli,

o Serchio, anche t’offriamo i nostri corpi

ov’è chiuso il calor meridiano.

Anelammo d’amore per trovarti!

Sgorgar parea che tu dovessi, o fiume,

dal nostro petto come un sùbito inno.

Dio tu sei, dio tu sei; noi siam mortali.

Ma fenderemo la tua forza pura.

La più gran gioia è sempre all’altra riva.
 

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