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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Voltare pagina (la terza via)

20/3/2023 - 7:01


Introduzione: Sono una donna a cui piace scrivere e che a un certo punto del suo cammino (adesso ho poco più di 60 anni) si è trovata a fare i conti col destino che ha provato a metterla alla prova, come spesso accade. Ho passato periodi grigi, durante e dopo la pandemia, che mi hanno costretto, mio malgrado, a trovare (come scrivo nel breve racconto) una terza via per andare avanti. Sono ipovedente e un’anima solitaria alla quale, ad oggi, non manca la progettualità e la voglia di condividere le cose belle della vita: nel mio caso gli affetti, le amicizie, la passione per le parole, l’arte, la musica. Mi ripeto che sì, in effetti non posso fare tutto quello che facevo prima, ma se l’intelligenza è anche sinonimo di adattamento, sto cercando strade alternative al mio fare. Col tempo ci si adatta, e grazie a una buona dose di introspezione e i canali giusti, si va avanti. Con più lentezza, ma più forza. Con meno aspettative ma più coraggio. Non essendoci nata, disabile, il mio è costantemente, un cammino di ricerca e di scoperta; a volte scopro cose belle, altre no, ma serve tutto per resettarsi e continuare. Nello specifico intendo gli incontri nutrienti e fondamentali che ho avuto alla UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Pisa), necessari per affrontare il nuovo cammino, nel bene e nel male. Poi, nel processo di cambiamento, incide molto il tuo “punto di vista”, che mi dicono, si deve adeguare alla situazione. E così sto tentando di mettere in pratica i preziosi consigli, anche con qualche piccola reticenza della vecchia me. Cerco di chiedere, cosa alla quale non ero più abituata a fare, quindi di fidarmi e affidarmi al prossimo, perché da soli si va poco lontano. Penso sia una bella lezione di vita, per tutti, me compresa.
Cristina Lastri
 
La mente passa in rassegna almeno mezzo secolo di vita, poi scannerizza e classifica secondo il sentimento: eventi importanti, addirittura gioiosi e, viceversa, fatti tristi e  dolorosi.
Al primo gruppo appartengono nell’ordine: arrivo della sorella quando non ci speravo più (1969), matrimonio (1987), laurea conseguita fuori tempo massimo (luglio 1990) e tre mesi dopo la cosa più bella del mondo, indescrivibile, come solo la maternità sa esserlo, la nascita dell’unica figlia. Nel 2001, infine, arrivò l’agognata immissione in ruolo come insegnante e nel 2011e 2016 sono diventata zia di due marmocchi “cioccolatosi” arrivati con l’aeroplano.
All’altro gruppo sono da annoverare partenze e abbandoni (a volte necessari e/o inevitabili), scene da dimenticare e brutti incontri, come quel ricordo indelebile di quando ero piccola e dovetti assistere a un litigio tra i miei genitori, che credo mi abbia segnato profondamente il carattere (fatto scoperto dopo molti anni e tanta autoanalisi); o quell’incontro amoroso sbagliato, quasi tossico, messo a fuoco troppo tardi. Altri fatti duri da metabolizzare sono stati la seconda gravidanza stroncata da un lieve tamponamento (1997), e una telefonata a casa che non avresti mai voluto ricevere (anni 2000 e di merda). In epoche più recenti metterei la rottura del matrimonio culminata con separazione e divorzio,e successivamente nel 2010 mia madre e mio padre (già malato) che lasciano la città per andare a godersi la vecchiaia e i futuri nipotini in campagna; l’ultimo addio coincide con l’abbandono del nido da parte di mia figlia  ormai trentenne, laureata, con un lavoro e un compagno; in tutto ciò ho dimenticato di includete la morte di due persone significative per la mia crescita: mia nonna e mio padre.
 
Col tempo e la ragione ci si abitua al moto altalenante della vita, o perlomeno facciamo di tutto per adeguarci. E’ ciò che sto tentando di mettere in pratica da un anno a questa parte, da quando la mia vista si è fatta ancora più fragile e l’occhio sinistro, quello buono, è stato colpito da maculopatia miopica Ciò che mi contraddistingue caratterialmente, è l’autoironia: “finché regge la sinistra va bene”…ma anche “finché c’è viSta c’è speranza”… Poi capisci di essere come sul ciglio del baratro e che certi eventi ti cambiano totalmente la vita e non sai nemmeno dove collocarli: nel primo gruppo no di certo, ma  nemmeno nel secondo. Forse esiste una terza via. La via delle possibilità, delle altre opportunità, sempre sotto l’egida della speranza e dell’ironia che auspico non mi abbandonino proprio adesso, quando da persona normale sto per varcare la soglia dell’universo disabile. In effetti dopo lo tsunami che si è abbattuto su di me lo scorso autunno, la mia vita è ancora in corso di assestamento: è un processo, una crisi, di fronte alla quale sto iniziando a s-muovermi; come tutti, dopo aver realizzato amaramente di non essere più in grado di fare certe cose, ho pensato al nuovo domani, che lo “scopriremo vivendo” come canta il vecchio adagio, senza “far finta di essere sani”. Sono in fase di “transizione ecologica”, come il nostro pianeta. Mentre finalmente questi pensieri positivi mi fanno visita, ringrazio il cielo di poter scrivere di me, ancora, e di condividere la sacra esperienza (nonostante i vari DPCM) con le amiche di penna della Casa della donna.
Scritto a fine 2020
C.L.

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23/3/2023 - 18:24

AUTORE:
AUTRICE Isabella Vitali

Le parole di Cristina, sono una vera e propria lezione di resilienza e mi hanno davvero colpito nel profondo del cuore; non ti conosco, ma ti sento particolarmente vicina, tanto da darti del tu. Sei una persona che racconti il dramma che ti ha colpito senza autocommiserarti: di fronte al trauma di una diagnosi così dura da accettare hai avuto la forza di andare avanti, di non chiuderti in te stessa. Con tanta intelligenza e sensibilità hai scelto di aprirti e di affidarti ad associazioni e a persone amiche che ti accompagneranno e che non ti faranno mai sentire sola. Mi piace l’idea della tua nuova vita come un cammino verso una TERZA VIA: forte della tua innata autoironia e dei pensieri positivi che ti faranno da bussola, “fidandoti e ti affidandoti al prossimo”, riuscirai di sicuro a trasformare quest’evento negativo in un’opportunità di condivisione con amiche-amici di penna e di cuore, verso una meta comune. Un forte abbraccio e, come dicono i pellegrini verso Santiago, “Buen Camino”

23/3/2023 - 17:31

AUTORE:
AUTRICE Laura

Cristina cara, la tua penna danza leggera sulle ali dell'ironia e della speranza e traccia un ritratto luminoso della tua bellezza di donna ricca di grandi possibilità e della rara dote di rinascere ogni giorno nella ricerca di nuove vie. Il mio augurio più affettuoso è che ti si schiudano nuovi mondi radiosi di felicità. Un abbraccio

23/3/2023 - 8:28

AUTORE:
Paola

Grazie Cristina per quel che hai scritto e per quel che scrivi e scriverai .Grazie a te non devo fare la fatica io di mettere nero su bianco vicende e sentimenti .E pensare che prima di...mi piaceva tanto scrivere !! Ma ora ci sei tu!!

paolapintaldi@gmail.com

22/3/2023 - 13:13

AUTORE:
Cristina Lastri

Grazie a voi, lettori e lettrici, amici ed amiche che mi date prova che la terza via esiste...Sì, la vita forgia ma appartengo al genere femminile in primis, quindi se ho super poteri sono quelli di serie:) poi "whith a little help from my friends" la salita diventa meno ardua e si accusano meglio "le legnate della vita". CL

amice.cri@virgilio.it

22/3/2023 - 8:07

AUTORE:
Franca

Grazie per avere riassunto e condiviso la tua esperienza. La terza via.

21/3/2023 - 21:43

AUTORE:
Dino

Ho conosciuto Cristina in un circolo "Rosa", dove i maschietti erano minoranza. Mi è piaciuto il suo piglio-spigliato, la sua schiettezza che traspare anche nello scritto di sopra. L'autoironia è facile quando si è privi di problemi, diventa impegnativa quando i problemi si affacciano. Forse è lì che si vede la sua validità. Cristina ne offre una prova concreta. Da tempo abbiamo ricercato la terza via, in politica, in cultura, in società. ma per ora ne abbiamo trovate poche; io, al momento, punte (pisano schietto). Forse ha ragione Aristotele quando afferma: Tertium non datur, o forse non siamo bravi noi. Se la trovasse, magari, faccia un fischio. Un abbraccio, Dino

21/3/2023 - 16:41

AUTORE:
M.T.

Carissima Cristina
Le tue parole di donna in “difficoltà quindi in salita” sono per molti di noi, coetanei e anche più giovani, situazioni che rimangono tali e spesso senza l’ombra di una soluzione . Vuoi per carattere vuoi per la presunzione di farcela da soli o la paura di affidarsi ad altri .
Ergo il tuo modo di cercar di sopperire a prescindere dal metodo o ”dalla vecchia te “ di fatto corrisponde, secondo me, a una prova di forza per niente banale . Guarda caso “il raggiungere lo scopo “ aiutando e sicuri di essere aiutati è anche un motto, militarmente parlando, di qualsiasi forza Speciale …..
Quindi ora sei il nucleo e ti sei costruita forse senza rendertene neanche conto ,una task force intorno che come vedi funziona e ti rende merito
Per cui Brava e continua così ‼️❣️‼️

21/3/2023 - 15:57

AUTORE:
Elena

Bellissima testimonianza Cristina. La sensazione che ne ricevo è che non sei una vittima del destino. Dai l'idea di una che, armata della dote più utile (l'autoironia che certo non ti manca) va incontro agli eventi GUARDANDO sopra, sotto, di lato, dietro e...dentro. un abbraccio

elenanutini@gmail.com

21/3/2023 - 15:45

AUTORE:
Cinzia

Cara Cristina…che dire?? Ancora una volta mi hai sorpresa con la tua condivisione di donna e madre.
Alcune porte si chiudono ma altre se ne aprono soprattutto a chi come te sa descrivere in modo efficace la gioia e il dolore.
Fortunata di essere tua amica
Cinzia

dilisi65@virgilio.it

21/3/2023 - 14:34

AUTORE:
Nadia Chiaverini

La premessa e il racconto di Cristina testimoniano non solo la sua grande sensibilità , ma anche la volontà di reagire alle vicissitudini dolorose della vita , e la consapevolezza di andare incontro ad una trasformazione . L’amore per la scrittura, le relazioni amicali, ma anche la capacità di “respiro” e di nuova percezione , oltre ad una buona dose di ironia , sono fondamentali per traghettare Cristina e tutti noi verso un futuro di impegno creativo .

n.chiaverini@alice.it

21/3/2023 - 8:48

AUTORE:
S.M.

Superati i 60 è quasi normale fare bilanci e spesso non sono del tutto positivi.
La forza che si deve trarre dai colpi bassi della vita aiuta le donne come te a superare ogni avversità.
Certo essere sensibile non aiuta, ma permette di intravedere spiragli di luce anche quando la malattia cerca di abbatterti definitivamente.
Sono certo che la tua poesia saprà trarre paradossalmente beneficio di queste ultime "legnate della vita"rendendola,se possibile,ancora più dolce e più vera.
un abbraccio sincero

20/3/2023 - 21:06

AUTORE:
L.V.

Commento al testo "Voltare pagina (la terza via)"


Il tuo ritratto sincero e commovente, amica mia, mi ha toccato ed emozionato. Sensibile e profonda, sorprendente e ironica, con la tua prosa e con i tuoi versi riesci sempre a esprimere con voce sincera e appassionata il tuo universo in continuo mutamento coinvolgendo emotivamente chi legge. Grazie per il tuo generoso racconto che sicuramente sarà di conforto per coloro che in un qualsiasi momento della loro vita e per una qualunque ragione si sono sentiti fragili, impauriti, disorientati, non più completamente autonomi e, soprattutto, servirà loro di incitamento a trovare nuove energie, nuove risorse e nuovi percorsi di vita affrontando con coraggio il futuro, come stai facendo tu, giorno dopo giorno.