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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

Vittoria del Vecchiano Centro al Palio Rionale
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Circolo ARCI-Migliarino
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Comune di Vecchiano- Nuova Allerta Meteo Gialla in arrivo
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per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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di Fabiano Corsini
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Pisa, 24-27 giugno
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Tirrenia, 17 giugno
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di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
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Villa di Corliano, 27 giugno
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Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Come affrontare la malattia grave?

25/3/2023 - 7:19


Quando la malattia si presenta nella nostra vita è sempre difficile accettarla e affrontarla, ma quando questa è una malattia progressiva e sai che la direzione che ha preso è quella per cui dovrai lasciare presto il tuo corpo fisico, le persone a te care e le cose che ami…come viverla?


Ogni persona al momento della scoperta forse, avrà momenti di rabbia, di disperazione, di rassegnazione, di depressione. Come si fa ad accogliere ed elaborare una notizia come la morte vicina così definitiva e sconvolgente per la nostra vita?


Mia madre alla scoperta di un tumore aggressivo che le dava i giorni contati, ha vinto la paura iniziale di lasciare se stessa, i suoi affetti e tutto quello che aveva costruito materialmente trovando l’affetto di cui aveva bisogno, l’amore e le coccole con cui si è nutrita fino all’ultimo giorno date da me e da mia sorella. Mia madre se ne è andata all’età di 82 anni.
Ricoverata in Hospice i suoi ultimi 15 giorni sono stati, anche per noi due figlie, un bellissimo momento in cui   abbiamo goduto della nostra reciproca presenza a tempo pieno. Ci sono stati molti momenti intensi dove ci siamo raccontate le cose belle vissute insieme, momenti in cui ci dava disposizioni di come chiudere situazioni ancora aperte per lei. In alcuni momenti sereni il nostro cuore vibrava insieme, ma questa volta scambiando i ruoli. La mia mamma si è congedata dicendoci che la stava aspettando la sua mamma e che la stava accompagnando il suo angelo custode, lei si sentiva in pace.
 
È sicuro che ognuna ha la propria storia, il proprio vissuto e, che se una persona si sente amata dalla famiglia, dalle amicizie e le persone che le stanno intorno, qui l’amore può essere un farmaco o una terapia che rasserena l’attesa e l’accettazione.

Quello che mi piace pensare e testimoniare che è possibile che persino con quella dura prospettiva si possa vivere giorno per giorno, momento per momento al massimo delle proprie possibilità.


Un po’ di tempo dopo la morte di mia madre, chiacchierando con la mia amica Anna che ha assistito per 6 anni una donna perché era affetta da una malattia progressiva, manifestatasi in giovane età, mi raccontava che questa donna di nome Stefania non aveva mai manifestata né paura, né rabbia; anzi sembrava lei incoraggiare le persone che la circondavano.  Questa donna madre amata dalle sue due ragazze e adorata da suo marito, ha vissuto a pieno la propria esistenza con l’amore e l’affetto di cui è stata capace di trovare e donare. In quel periodo aveva saputo riconoscere quello che per lei aveva veramente valore e sicuramente la fede è stata per lei un segnale luminoso.
Stefania ha cercato un nuovo equilibrio per sé, per la relazione con le sue figlie e con suo marito, con tutte le persone intorno a lei, una consapevolezza profonda delle qualità che possedeva come la scrittura (da lei da sempre praticata) che le ha permesso di usarla in maniera preziosa lasciando traccia di sé.
Indubbiamente avere intorno a noi l’amore autentico ci fa compiere questa ultima avventura con più tranquillità e forse beatitudine.
 
Le poesie di Stefania che sono state raccolte in piccoli saggi, oggi intrecciano il suo vissuto con il mio attraverso la mia amica Anna.


Dal libro di poesie di Stefania Ferrajolo: La Felicità è una fontana, ne abbiamo scelto tre che ci piacciono in particolar modo per farvele leggere.
Anna e Paola


LA FELICITÀ È UNA FONTANA


La felicità è una fontana
che zampilla in un giardino ascoso.
Rapisce i sensi e l’intelletto vuota,
non gioia né bellezza né piacere,
solo attimi di pura eternità.


I BOTTONI INTERNI ALLA MIA GIACCA


Sublimato in cristalli è il mio passato
che ho cucito con estrema cura
all’interno della mia giacca scura
di migrante in cerca di bellezza.
È un tesoro che mi porto addosso
celato agli altrui avidi occhi
che mi regala quel sorriso vago
della certezza che tutto è stato
come Dio ha per me desiderato.
C’è il rubino rosso del suo amore
il topazio della mia famiglia
dei chiari maestri lo zaffiro blu
le due rosette delle mie figliole
della terra Toscana lo smeraldo.
Li tengo lì e, quando mi è impedito
rimirarli, li tasto ad occhi chiusi:
mi distende le labbra la letizia.


TERRA TOSCANA


Si è riversato a valle
l’umido fumo bianco
lasciando netti i monti
e di cobalto il cielo.
È lo sponsale velo
della Toscana terra
nel mese di febbraio
che innamorar mi fece.
Tu sei novella madre
sì libera e severa
che suscita rispetto
anche in chi non v’è nato.
 
Stefania

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