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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
La Repubblica. 13.4.23
l’intervista di G. Cassadio a Teresa Bellanova.

14/4/2023 - 7:57

La Repubblica. 13.4.23 - l’intervista di G. Cassadio a Teresa Bellanova.


”Non ci sono più i tempi supplementari per fare il Terzo Polo, Calenda ha scelto i titoli di coda". Teresa Bellanova, la pasionaria di Italia Viva, ex sindacalista e ex ministra, dice che bisogna prendere atto della realtà. E la realtà è che il divorzio si è praticamente consumato tra Italia Viva e Azione. Bellanova fino a ieri ha lavorato con Mara Carfagna al manifesto dei valori del partito che non c'è.


Bellanova, ogni giorno un paio di liti tra Matteo Renzi e Carlo Calenda: il Terzo Polo è finito?
"Da parte di Calenda si è fatta la scelta dei titoli di coda".


Ma dove si è incagliato il progetto liberal-riformista? Nello scontro su chi comanda, chi è il leader?
"Il documento politico presentato da Azione è stato accolto. Ma non si può prendere o lasciare: alcuni punti vanno discussi in un confronto. E poi la democrazia ha i suoi riti che sono sostanza: l'assemblea, prevista per giugno, decide il congresso. Si eleggono i segretari provinciali e regionali e i delegati, che a loro volta eleggeranno il segretario del nuovo partito. La proposta di Calenda invece è una investitura. Ma in un congresso i candidati possono essere più di uno. La filiera democratica parte dal basso".


L'altro punto di scontro?
"Le attività politiche del nuovo partito vanno finanziate al 50% da Iv e al 50% da Azione. Ma è stato posta una questione irricevibile: che non si faccia la Leopolda, che è un patrimonio culturale e politico italiano. È una richiesta inconcepibile. Cosa si vuole costruire? Non certo una casa riformista e attraente, ma una sommatoria di eletti e nominati".


Lei è del tutto pessimista sul partito unico?
"Sono sempre stata tra quelli che hanno detto che un partito ha bisogno di tempo. Non si può fare perché qualcuno teme di vedersi logorata la sua leadership. La mia idea era di continuare con la federazione, aperta anche ad altri soggetti, e andare alle europee con una lista unitaria e dopo avviare il percorso del congresso con i riti che sono sostanza in politica. Calenda ha voluto accelerare, però non può essere che uno detta e l'altro esegue. Le leadership o sono riconosciute o non sono: non sono in vendita".


Renzi che diventa giornalista-manager del Riformista non può più essere il leader di Italia Viva?
"Non si può avere paura della leadership di Renzi che ha fatto un passo di lato e fa il suo lavoro di senatore. Se davvero si volesse un contenitore politico unitario, bisognerebbe essere disposti piuttosto a mettersi in discussione. Comunque Iv si può sciogliere nel momento in cui viene eletto il segretario nazionale del partito nuovo".


Ma a chi dà torto e a chi ragione tra Renzi e Calenda?
"Non do torto o ragione, però so che non si costruisce un soggetto politico pensando di avere intorno solo persone servizievoli. La politica è occuparsi dei problemi del Paese, non restare bloccati a discutere su quanto la leadership di Calenda sia messa in forse".


Un accordo in corner è ancora possibile?
"Ripeto, con queste premesse è Calenda che sta escludendo l'accordo. La Leopolda si farà, piaccia o non piaccia. Per quanto riguarda le spese, il capo di Azione non può rimproverare nulla a Iv, che ha sostenuto la campagna elettorale per le Regionali nel Lazio ad esempio, tutta centrata su Calenda".


Per lei è fondamentale muoversi nella metà campo del centrosinistra?
"Io sono impegnata perché ci sia un contenitore riformista che si collochi nel centrosinistra. Sarei ipocrita se dicessi che mi è indifferente. A furia di dire che si è indifferenti alla destra e alla sinistra, si arriva all'indifferenziata. Sono uscita dal Pd perché era terremotato, ma non perché il mio campo non sia il centrosinistra.

Questi sono i miei valori".





Fonte: Cristina Lubosik
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