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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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REDAZIONE - de Il Foglio
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di Umberto Mosso
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di Antonio Mazzeo
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di Andrea Paganelli
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PRESENTAZIONE DI Antonio Giuseppe Campo (per studenti e lavoratori fuori sede)
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Di Claudia Fusani
La vera sfida nelle urne è tra Meloni e Schlein. Occhi puntati su Vicenza, Ancona, Pisa e Brindisi

29/5/2023 - 12:05

La vera sfida nelle urne è tra Meloni e Schlein. Occhi puntati su Vicenza, Ancona, Pisa e Brindisi

 Affluenza in calo di circa il 10%. Al voto anche 128 comuni siciliani e 39 sardi. Il caso Terni dove al ballottaggio vanno due candidati di destra. Il Pd è rimasto fuori

 Si darà la colpa all’astensionismo. Si dirà che chi vince lo ha fatto con numeri piccoli (ieri sera l’affluenza era scesa dell’8%, 27,64% contro il 35,95 del primo turno). Si proverà a dire: “Tutta colpa del ballottaggio”. anzi, sapete che c’è, pensano a destra e anche a volte alta: “Adesso lo leviamo e così la finiamo con questi trucchetti”. Si dirà anche che in fondo “sono solo sindaci”.  A destra si dirà che “otto mesi sono ancora troppo pochi per giudicare l’azione di un governo che esprimerà la propria azione nel tempo di una e forse anche due legislature”. A sinistra che “la segretaria del Pd in fondo è arrivata da troppo poco tempo per dare giudizi”. Ognuno dirà la sua, come e meglio crede e per la parte che gli conviene.

 Ma un dato è certo: piaccia o no stasera Giorgia Meloni ed Elly Schlein peseranno lo stato di salute della rispettiva leadership al di là della performance del partito che guidano.  Non è un caso se entrambe hanno scientemente evitato confronti diretti in chiave elettorale nelle piazze delle stesse città. Per la chiusura del primo turno Meloni ha scelto Ancona, sulla cui conquista punta il win/lost di questo voto: non solo perchè è la città più importante al voto (è l’unico capoluogo di regione) ma perchè è governata da sempre dalla sinistra e da tre anni anni è un fortino assediato nella prima regione andata alla destra. Vincere ad Ancora sarebbe la chiusura del cerchio per la Sorella d’Italia. Alla fine del primo turno la destra era avanti di 4 punti, meno delle attese. E mentre per il ballottaggio il centrosinistra ha allargato il più possibile l’alleanza con 5 Stelle e sinistra (smentito ogni accordo formale), il destracentro sembra aver saturato il proprio spazio di consenso nel senso che ha già riunito al voto tutta la propria area.

Vedremo.

 


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