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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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. . . i fischi per fiaschi è la tua attitudine principale?
Se .....
. . . manca l'acqua, il presidente Schifani raziona .....
. . . caro Mirko, io non ho chiesto di mettere un .....
. . . Mario.
Mario ir mì 'ugino mi disse: sei venuto .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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E se la meta fosse il viaggio?
di Simona Tedesco e Sandro Petri

18/6/2023 - 10:31


Chi segue questa rubrica, che possiamo definire di articoli di fondo, sa che per il 2023 sono stati scelti due filoni di argomenti.

Uno storico-sociale, che prosegue l’opera di Franco Gabbani sulle vicende della famiglia Salviati nell’800, con le biografie realizzate da Stefano Benedetti su personaggi vissuti a Pontasserchio nel corso di 300 anni, e l’altro naturistico-ambientale che, attraverso le splendide fotografie di Simona Tedesco, raccontano la vita dei mondi naturali.

Le letture che registriamo sulla Voce del Serchio, sempre sopra i 1000 per articolo fino a molto di più, a cui vanno aggiunte le interazioni con la pagina Facebook dell’Associazione, varianti tra 300 e 600, ci dicono che l’iniziativa è stata gradita dai nostri lettori.

Questa settimana, in particolare, dedicata ai Mondi Naturali, ha raddoppiato gli appuntamenti.

Siamo infatti  felici di aver presentato anche la mostra che Simona Tedesco e Francesco Paci hanno realizzato a Pruno di Stazzema, di cui potete trovare ampia documentazione nell’articolo in Cronache “Heroes, storie di eroi, boschi, torrenti”.

Una mostra straordinaria, di cui avete a disposizione il catalogo, e che stiamo cercando di portare a Migliarino.

Ma oggi è anche il giorno delle foto e delle riflessioni filosofiche a cui Simona ci ha abituato.

E sono molto lieto di poter aggiungere questo nuovo articolo di Mondi Naturali, in cui si parla del tempo passato a cercare di cogliere l’attimo che, attraverso una foto, riesca a raccontare una storia, un comportamento, una vita.

E sopattutto quanto sia importante e appagante immergersi in quello che dovrebbe essere l’ambiente in cui viviamo, ma che ostinatamente ignoriamo o distruggiamo.

 

Sandro Petri


MONDI NATURALI
E se la meta fosse il viaggio?

di Simona Tedesco

Fotografie di Francesco Paci e Simona Tedesco

 

Devo molto al tempo speso per la fotografia in natura anche se talvolta, la somma delle lunghe ore trascorse all’aperto, appare esagerata. Tempo, tanto tempo, trascorso sotto a un telo mimetico in quella lenta attesa che qualcosa accada.

Durante le giornate calde estive in cui tutto sembra fermarsi, si rallenta, ci si rilassa a poco a poco, complice il caldo.

Il terreno morbido di un argine ai bordi dello stagno sa essere accogliente e il cantare degli uccelli nel silenzio, può fare anche da ninna nanna dopo qualche ora. Abbassare la guardia in quei momenti sarebbe un errore.

Lasciarsi avvolgere dal torpore potrebbe voler dire perdere l’attimo: il passaggio del cavaliere d’Italia nella luce perfetta, la comparsa fugace del porciglione che spunta dal canneto o l’arrivo del furtivo beccaccino.

 

Gli animali non sempre avvisano con un verso o un rumore della loro entrata in scena e anche una distrazione, che sarebbe concessa e possibile, trasformerebbe l’uscita in un nulla di fatto.

Al tempo si aggiunge la fatica quando si va in montagna. Il peso dell’attrezzatura si fa sentire sulle spalle ad ogni passo.

Girovagare nei boschi non sempre offre opportunità di incontro, anche per chi sa guardare; anche per chi sa che la stagione è quella giusta, che il periodo o le condizioni meteorologiche sono ideali per trovare ciò che si sta cercando.

 

Eppure, nonostante le buone intenzioni, accade di tornare a casa con la scheda vuota oppure senza aver fatto lo scatto sognato o delusi se l’osservazione che tanto si desiderava non si è realizzata.

Gli episodi non si contano, uno su tutti la follia di partire prima dell’alba per raggiungere dopo centinaia di chilometri la sommità di una prateria appenninica sperando di aver scelto il giorno giusto per vedere il passaggio del piviere tortolino, un uccello migratore di alta quota che transita la penisola in alcuni periodi dell’anno.

 

Il viaggio è andato bene tre volte su quattro e il bilancio è positivo date le premesse, eppure quell’incontro mancato ancora si fa ricordare.

Ma forse il punto è proprio questo.

Ogni incontro mancato, ogni spedizione che si è rivelata lontana dalle aspettative è stata importante, nonostante la fatica e il sacrificio.

Recarsi in un determinato posto per poi attendere in silenzio o cercare senza trovare non è mai stata una perdita di tempo, anche se può sembrarlo.

Ogni uscita, ogni esplorazione ha contribuito a costruire l’esperienza e creato le condizioni affinchè la volta successiva potesse essere migliore. In Natura si impara anche dalle giornate che sembrano inutili.

Si impara perchè quando non si avvista nessun animale, allora si ascoltano i canti, si cercano le tracce e acuendo i sensi si riescono a vedere cose che sarebbero passate inosservate.

 

Questo racconto di Mondi Naturali nasce come una riflessione nei giorni in cui è stato pubblicato un lavoro fotografico condiviso con l’amico Francesco Paci, frutto di anni di escursioni dettate da curiosità e passione.

All’inizio non era in preventivo di farne un progetto: ogni missione è stata un’esperienza alla ricerca dei meccanismi che caratterizzano i delicati ecosistemi delle nostre montagne e ci ha entusiasmato anche se non era coronata dal successo.

Solo dopo qualche tempo entrambi abbiamo compreso che il punto di arrivo, la meta, fosse l’insieme di quelle esperienze che lentamente, volta dopo volta avevano creato un racconto di viaggio in un mondo naturale prezioso e da difendere.

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17/7/2023 - 9:28

AUTORE:
Mery

Cara Simona io penso che alla base d'ogni nostro comportamento ci deve essere necessariamente l'educazione e poi la sensibilità, la conoscenza, la passione...
Procedere in punta di piedi, evitare di essere invadenti, lasciare meno tracce possibili "in casa altrui" è doveroso in qualsiasi ambiente ci si trovi, guardare e non toccare una volta lo scrivevano nei negozi per invitare i clienti a non maneggiare la merce...adesso non si espone più nessun cartello per non turbare la suscettibilità degli avventori che intanto se ne approfittano e si comportano in modo davvero spregevole.

30/6/2023 - 21:57

AUTORE:
Simona Tedesco

Cara Bice,
che belle sensazioni hai descritto, grazie per averle condivise.
Hai raccontato momenti intimi che ti hanno toccato profondamente, che comprendo per la loro potente semplicità.
A volte non è necessario scattare immagini, benché siano molto evocative quando accompagnano un racconto; le immagini che catturiamo con lo sguardo sono impreziosite da tutti gli altri sensi e diventano indelebili ricordi.

Complimenti!
Simona

25/6/2023 - 14:10

AUTORE:
Bice

Se riuscissi a stampare quello che i miei occhi osservano e fanno esultare il cuore, dato che non sono per niente brava a fotografare con mezzi tecnici, potrei esporre non dico delle rarità ma certamente delle splendide immagini tenere e commoventi.
Con la complicità di mio marito ho girovagato per i boschi dalla primavera all'autunno inoltrato quasi sempre con la scusa di cercare funghi, e non dico raccogliere perche'a noi piaceva scovare i loro nascondigli e ammirarare con quanta maestria riescono a mimetizzarsi.
Entravamo nelle selve quando le persone se ne andavano soddisfatte o deluse perche' ci piaceva restare soli, apprezzare il silenzio, respirare l'aria purissima e fresca, inebriarci degli aromi delle erbe selvatiche, ascoltare il canto degli uccelli, godere del fruscio delle foglie smosse dal vento, ammirare i colori dei fiori delle foglie del muschio delle bacche dei frutti di bosco delle castagne dei funghi...
E il bello era che se non si raccoglieva nulla, e succedeva spesso, tornavamo a casa felici completamente appagati!

18/6/2023 - 13:09

AUTORE:
Simona Tedesco

Grazie cara Paola.
Probabilmente che gli insuccessi aiutano a crescere è una di quelle cose che si sanno da sempre, ma quando si verificano bruciano e basta!

Poi con il tempo si comprende davvero l'importanza che hanno nella costruzione del nostro essere, magari quando tiri le somme perchè stai realizzando un progetto. E' allora che ti rendi conto che quel progetto si è compiuto anche grazie a quello che hai imparato nei giorni meno fortunati.

Un abbraccio,
Simona

18/6/2023 - 11:13

AUTORE:
Paola Gavia

Riflessione bellissima. Si la meta è già il viaggio.
Sono pieni di senso il SILENZIO...l'ASCOLTO dei suoni della natura...l'ATTESA ...
È entrare in sintonia con l'essenza vera della natura