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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
none_o
GLADYS BLOYD VALENTI
di Stefano Benedetti e Sandro Petri

2/7/2023 - 11:24

 
Eccoci arrivati alla nona puntata di Attraverso il tempo, la storia di 300 anni di Pontasserchio attraverso le vicende di personaggi a volte poco conosciuti, ma significativi nel rappresentare le realtà sociali o politiche dei vari tempi.
Decisamente molto particolare la storia di Gladys nei suoi viaggi tra gli Stati Uniti e l'Italia con il marito italiano.
A volte pensiamo che l'abitudine a viaggiare e a frequentare popoli di altri territori sia tutto sommato recente, sviluppato grazie alla facilità di movimento che il progresso ci ha dato.
Ma l'umanità non si è fatta mai spaventare da distanze,blocchi, vincoli, muri, eserciti.
Certo, rischiando sempre moltissimo, ma sempre determinati a conquistare una vita migliore.
E dovrebbero capirlo gli attuali campioni della discriminazione e limitazione, impegnati a difendere radici che non sono mai esistite, se non come espressione delle vicende storiche in continua evoluzione.
Sandro Petri 
  
 
ATTRAVERSO IL TEMPO (Capitolo nono)
GLADYS BLOYD VALENTI
di Stefano Benedetti (Tempo di lettura 10 minuti)
 
Gladys scese al binario 16 del Grand Central Terminal quando era già calata la sera.
Quattro giorni e quattro notti ci impiegò per raggiungere New York dalla California insieme al marito Pio e al figlioletto Leroy Aladino di un anno e poco più.
Era la prima volta che vedeva la grande metropoli americana ma ebbe solo il tempo di attraversarla, ebbe solo il tempo di prendere una carrozza e alzare il naso all'insù e guardare i suoi mastodontici grattacieli di cemento e vetro.
Ebbe solo il tempo di vedere le strade immense e brulicanti di persone, carrozze, automobili, piene di cartelli pubblicitari e depositi d’acqua in cima ai tetti e le scale di ferro che disegnavano zig zag sulle pareti di grandi casamenti color mattone.
Ebbe poco tempo perché un bastimento sarebbe partito di lì a poche ore e la stava già aspettando sulla banchina.
La nave per Genova, per l’Italia, era in partenza proprio quella notte del 7 settembre 1913 dal Pier 53 all’altezza della 14a Strada, proprio la banchina accanto a quella che un’anno prima aveva aspettato invano l’arrivo del Titanic.
 
Muoversi da Elk, una cittadina della Contea di Mendocino che si trova a circa 150 km a nord di San Francisco e arrivare a New York, allora come adesso, non era cosa da poco; bisognava oltrepassare una decina di stati, bisognava percorrere la lunga strada ferrata di oltre 4500 km che collegava il Pacifico all’Atlantico e attraversare praterie sconfinate, enormi foreste, grandi fiumi e città che sembravano spuntate come funghi il giorno prima dalla notte e dal niente.

Gladys Zel Bloyd aveva poco più di 20 anni quel giorno, indossava un vestito grigio chiaro a fiori azzurri e stretto in vita e portava i capelli raccolti in una treccia ma nel 1909 ne aveva solo 16 quando si sposò con Pio Valenti di 19 anni più grande di lei, figlio di Gaudenzio (1848-1916) già emigrato negli Stati Uniti nel 1871 (con famiglia al seguito solo dall’89), proveniente da Gragliana, paesino della Garfagnana quando ancora era in provincia di Massa.
Lei invece era l’ultima di otto figli di una famiglia originaria dell'Illinois dal padre Charles Benjamin Bloyd (1841-1933).
Insieme a Pio decisero di fare questo viaggio ed il motivo era che a Pisa dal 1912 esisteva un centro per l’epoca all’avanguardia e specializzato nelle cure di malattie polmonari simili a una di quelle che aveva già intaccato la salute di Pio, ospedale del quale ne avevano forse appreso l’esistenza da qualche emigrante amico di famiglia del suocero, stanziatosi magari anche lui come mille altri in California.
 
Diciotto noiosi interminabili giorni di navigazione per fortuna con mare quasi sempre calmo e finalmente si sbarca a Genova, si prende subito il treno e in tre ore si arriva alla Stazione di Pisa.
Non sappiamo assolutamente riferirvi il motivo per cui questa famiglia arrivi da così lontano proprio a Pontasserchio quella sera del 26 settembre del 1913, comunque la vediamo entrare in paese ospite di una famiglia o in una qualche casa affittata che poteva essere in Borgata o a Limiti non sappiamo.
 
Certo, durante questo lungo viaggio di andata, Gladys, aveva avuto il tempo di riflettere sulla sua vita e le sue cose.
Non avevano problemi di soldi in quanto la famiglia del capoccia Gaudenzio Valenti, possedeva oltre ad un ranch anche un hotel, l’Hotel Italia ed era anche proprietaria di altre belle abitazioni con tanto di terreni annessi.
Il vecchio, con i sacrifici dell’emigrante, partendo dalla Garfagnana e da zero aveva lavorato duro come boscaiolo e aveva già capitalizzato con le sue indubbie capacità il suo sogno americano.
Il vero e unico problema era la precaria situazione di salute del marito che gli impediva di condurre una vita normale in quanto affetto dai primi sintomi di quella malattia, la Tubercolosi, la micidiale per quel tempo TBC, che lo porterà alla morte in giovane età, ma si sa, quando siamo giovani si ha grandi speranze e si affronta la lunga vita che ci aspetta con grande slancio e fiducia.
 
A Pontasserchio l’avranno chiamata “l’Ameriana” con una via di mezzo tra l’affettuoso e lo scostante, in virtù del fatto che Gladys che non conosceva una che fosse una parola d’italiano, aveva a prima vista un portamento e un aspetto molto diversi dalle nostre donne paesane; ma questo solo all’inizio, poi di sicuro la nostra Gladys si sarebbe fatta voler bene da tutte e tutti. Da tutti, sì perché al Ponte ci restò per più di due anni!
A Cisanello intanto era stato in quegli anni impiantato un ospedale molto evoluto e attrezzato per il tempo e promotore fu il Prof. Queirolo che iniziò ad applicare sistemi di trattamento e cura delle malattie polmonari a vari livelli e Pio fu di sicuro uno dei pazienti presi in esame.
E’ immaginabile che Gladys e Pio vivessero stabilmente a Pontasserchio, ma che Pio con frequenza si recava presso il nosocomio e magari per periodi più o meno prolungati veniva in questo anche ricoverato.
 
Possiamo immaginare giorni di vita ordinaria dove Gladys andava in paese a fare la spesa, andava alla Posta e magari la domenica mattina andava a Messa con tutta la famiglia e nei giorni delle fiere pontasserchiesi e cioè il 28 aprile e il 16 agosto, insieme andassero col figlioletto a giro per le bancarelle e a mangiare l’immancabile torta.
Si superarono però per una cosa straordinaria: Flora.
Infatti il loro amore concepì e Gladys partorì in casa una bella figlioletta pontasserchiese di nascita che mai più ebbe il caso di ritornare da noi nella sua lunga vita.
Si legge sull’Atto di Nascita del Comune dei Bagni di San Giuliano che il giorno 4 ottobre del 1915 alle ore 11 compare davanti all’Ufficiale dello Stato Civile la Sig.ra Magli Augusta di anni 42 (Donati Augusta da ragazza, sposa di Magli Vittorio di Limiti), atta a casa, che dichiara che il 29 settembre scorso alle ore venti in Pontasserchio è nata la piccola Flora da Clara Blova (nome pontasserchiesizzato di Gladys Bloyd), atta casa e da Valenti Pio, bracciante che non si presenta all’atto perché “ammalato”.
 
E’ da questo atto che si apprende del peggioramento della malattia di Pio che non sappiamo dirvi se in quei giorni fosse a casa o con maggior probabilità ricoverato in ospedale e si apprende anche che è la famiglia Magli (antenati degli attuali Magli tuttora paesani che abbiamo individuato) che ne cura le veci e che con probabilità è quella la famiglia che li ha ospitati o ne è al limite contigua di abitazione.
Curioso è il fatto che Flora abbia assegnato un solo nome, cosa che invece nei documenti americani sarà sempre registrata col nome Flora Leola, che era poi il nome di un’altra testimone chiaramente menzionata nel suddetto atto di nascita.
 
I tempi cambiavano e Pio non guariva, diciamo che era stazionario a voler essere ottimisti, ma stazionaria non era affatto la situazione politica dell’Europa che andava dritto dritto verso il baratro della Grande Guerra.
Addirittura Pio, evidentemente ancora cittadino italiano (nonché anche cittadino statunitense) era ancora soggetto alla leva militare.
Infatti il Dott. Augusto Della Longa, medico condotto, compilerà il 21 giugno del ‘15 un certificato di inabilità a muoversi da casa proprio per Pio, con tutta probabilità a causa di una qualche chiamata del Distretto Militare.
 
Questa ipotesi puo’ essere stata, oltre alla malattia incurabile di Pio, anche una causa che fa sì che i coniugi siano motivati ad andarsene alla svelta dall’Italia, visto che la Classe 1874 a cui apparteneva Pio fu la più anziana Classe di Leva ad essere mobilitata durante la Prima Guerra Mondiale.
 
Nel frattempo l’Italia nel maggio del ‘15, un anno dopo lo scoppio, entra ahimè finalmente in guerra e Gladys è però incinta di cinque mesi.
Sarebbe giunto il momento di tornare a casa, meglio sarebbe dire, scappare dall'Europa in fiamme, ma non si può andar via in quelle condizioni.
Partorirà quindi a Pontasserchio la piccoletta Flora e aspetterà qualche settimana per riprendersi dal parto e lasciarci per sempre.
Col marito che nel frattempo immaginiamo fosse peggiorato ancora e senza speranza nonostante le cure ricevute, con il bimbo ancora piccoletto, con Flora in fasce, Gladys con un coraggio da leonessa, si imbarca a Genova il 29 dicembre del 1915 sul vapore Regina D’Italia due giorni prima della fine dell’anno.
Ci sembra di vederla adesso che, con la bimba in braccio e il bimbo per mano, fa il giro delle amiche più strette che in questi due anni aveva conosciuto, con le quali aveva avuto modo di confidarsi e ad ogni uscio erano lacrime accompagnate da un sicuro, inesorabile addio per sempre.
Siamo in pieno inverno, con il mare pieno di onde altissime, e immaginiamo anche di navi da guerra piene di cannoni e siluri; già era in fondo al mare il transatlantico Lusitania che si era portato dietro un migliaio di cittadini statunitensi come lo era del resto Gladys.
 
Arrivati a questo punto il corso degli eventi e della vita di Gladys ci è ben conosciuto.
La famiglia arriverà a New York sana e salva il 21 gennaio del 1916 in tempo per veder entrare in guerra anche la grande nazione americana.
Nel 1917 nascerà Stella Irene (1917-1994), la loro terza figlia e nel ‘19 nascerà invece Lenard (1919-2009) che purtroppo Pio non farà in tempo a sentirlo piangere.
Infatti il 23 novembre del 1918 suo marito morirà e Gladys resterà vedova.
Si risposerà dopo qualche anno, nel 1930, con Artur Nelson con il quale vivrà per tutti i suoi anni restanti, pur sempre ricordando il primo marito padre dei suoi figli.
 
Gladys Zel Bloyd, la nostra turista per caso a Pontasserchio, morirà col conforto dei numerosi figli e nipoti a Mendocino (CA) il 25 novembre del 1968 a 75 anni e sarà sepolta nello Shield-Studebaker Cemetery, Mendocino, proprio accanto alla tomba di Pio.
 
Ci restano in fondo a questa struggente biografia due momenti ancora da chiarire e affrontare. Il primo, da dove scaturisce, da dove inizia tutta questa storia lontana nel tempo: inizia tutto da una cartolina postale spedita da Pontasserchio proprio da Gladys il 9 maggio del 1914 alla propria madre Marta Mallory (1855-1936), cartolina apparsa e notata per caso su E-bay USA e messa in vendita e poi successivamente acquistata da una nostra amica paesana.
Tutto parte da questo oso definirlo glorioso e struggente pezzo di cartoncino che da un lato raffigura la Borgata di Pontasserchio a inizio secolo quando ancora si chiamava Via Ferrer e dall’altro ci riversa bellissime, dolci e apprensive parole di una figlia ad una madre che furono.
 
Proprio da qui scaturisce la nostra storia fatta di ricerche su ogni archivio disponibile che sia digitale o cartaceo e comunque ci rimangono ancora tessere del mosaico irrisolte, come ad esempio quale fosse la loro abitazione e quale fosse stato il loro legame che li condusse proprio da noi.
 
Ecco la letterale traduzione del testo, ecco le struggenti parole scritte sul retro della cartolina: -Pontasserchio, 9 maggio 1914.
Cara Mamma, ho ricevuto una lettera da zia Cinny che dice che tu eri malata, ti chiedo quindi di scrivermi per farmi sapere come stai e se non sei in grado di scrivere, cerca di far scrivere una cartolina postale per tuo conto da qualcun altro.
Io ogni giorno ti penso e temo che tu stia peggio di quello che dice la zia e ogni giorno attendo di ricevere una lettera da te.
Questa è una foto di qui. Stiamo tutti bene. Scrivi presto. Con Amore tua figlia Gladys-.
 
Ma ci manca per finire un ultimo pezzo dei nostri, di quelli che la fantasia della scrittura, che la magnificenza dell’amore ci fa inventare come fosse vita vera, vissuta e testimoniata.
Vedo Gladys, assonnata, con la fronte destra appoggiata al vetro del finestrino di un vagone ferroviario color ocra, seduta su una poltrona neanche troppo comoda, in uno scompartimento della Union Pacific Railroad, mentre distratta, guarda lo scorrere contrario del paesaggio.
Leroy e Pio stanno dormendo sulle poltrone di fronte e lei amorevolmente tiene in braccio e attaccata al seno Flora, che sta un po’ sonnecchiando, un pò facendo dolci versi con la bocca.
 
Stanno, in quel freddo gennaio del 1916, affrontando la strada ferrata del ritorno: Pennsylvania, Ohio, Indiana, Illinois, la terra dei suoi genitori, poi ancora Missouri, Kansas, Colorado, Utah, Nevada fino ad arrivare al suo Oceano Pacifico e vedere la grande baia di San Francisco.
Vedo anche Gladys, ormai vecchia, ripensare a quel giorno di cinquant’anni prima, di un'antica estate del 1914 a Pontasserchio, lei giovane che era sempre quasi ragazzina e suo marito Pio che, un giorno che si sentiva bene, aveva affittato un bel calesse con un cavallo bianco per una giornata di svago.
E allora via, via per Vecchializia, via per il ponte, via per le strade sterrate, e Vecchiano, Nodica, Malaventre, Migliarino e poi Marina di Vecchiano fino all’immenso arenile di sabbia argentea attraverso filari di pini marittimi.
E Leroy bambino che, ridendo tutti e tre insieme, lo portano per mano fin dentro l’acqua del mare, correndo a perdifiato.
Nel Grande Mare della vita.
A Gladys
 
Per la ricerca storico-documentale e archivistica, un ringraziamento a Gabriele Giachetti, Annica Gelli e Davide Gasperi. Un ringraziamento speciale a Graziano Sbrana e Biancamaria Scatena, proprietari della cartolina originale. Tutta l’intera storia è anche su Youtube, ecco il link:

https://m.youtube.com/watch?fbclid=IwAR3mjEeAltwNFvqJyYR6lkq7pAEyWYQI0JgebelWccB069xKL-so4Hk9g9I_aem_AZgY6G-eaz5GuT1-77vPezuzCMwP08QH2z71sTrVOGuyyagcFH_mJJVgN2-jmGTHbrw&v=ANnFNX_NI4Y&feature=youtu.be#bottom-sheet
 
Ricerca archivistica digitale: 

-www.familysearch.com www.ancestry.org www.findagrave.com 

-Archivio parrocchiale di Pontasserchio

-Archivio storico del Comune di San Giuliano Terme 

-www.wikipedia.com
 
Legenda fotografica:
1- Gladys Zel Bloyd
2- Fronte Cartolina spedita da Pontasserchio il 9 maggio 1914
3- Retro Cartolina scritto di pugno da Gladys
4-5- Licenza e Certificato di Matrimonio in data 28 ottobre 1909 di Pio Valenti e Gladys Zel Bloyd
6- Estratto da testo sulla storia di Mendocino dove si parla di Gaudenzio Valenti, suocero di Gladys
7- Atto di Nascita di Flora Valenti a Pontasserchio il 29 maggio 1915
8- Certificato di inabilità al Servizio Militare del 21 giugno 1915 redatto dal Dott. Augusto Della Longa per Pio Valenti
9- Certificato di registrazione del Consolato USA a Genova il 28 dicembre 1916 al momento della partenza dall’Italia.
10- Bastimento a vapore “Regina d’Italia”, foto da internet.
11- Certificato di morte di Pio Valenti in California il 23 novembre 1918
12- Pietra tombale di Flora Valenti (1915-1983)
13- Pietra tombale di Gladys Bloyd Valenti (1893-1968)





 







 




 




 






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