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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Generazione Panino

14/9/2023 - 9:05


Fra pochi giorni compirò 65 anni, io la chiamo “ generazione panino”,  che sia hamburger, o vegetariano, con tonno  o uovo, maionese o ketchup, sempre “pressati” tra genitori e figl*,  noi nat* negli anni 50/60 del secolo scorso, appena ieri eravamo ragazz* ed ora siamo diventati anzian*,  a volte ci sentiamo trentenni, a volte novantenni,  siamo “boomers”,  ormai tecnologicamente dinosauri rispetto a figl* e nipoti.


Apparteniamo ad un’epoca che ha visto tanti cambiamenti ad una velocità incredibile, abbiamo vissuto la giovinezza all’epoca del boom economico, in cui anche la classe operaia poteva permettersi la 500, o addirittura la 1100, prenotare in estate la cabina al mare, mandare i figli all’università.


Abbiamo attraversato gli anni della contestazione dei valori tradizionali della famiglia patriarcale,  occupato le università, protestato per il riconoscimento della libertà del corpo femminile, distinguendo la maternità dalla sessualità, abbiamo ottenuto i consultori sul territorio, la riforma del diritto di famiglia, la legge sul divorzio e sull’interruzione volontaria di gravidanza. Spesso  la distanza mentale e culturale con le nostre madri era enorme, e affermavamo convinte: “Non faremo mai come loro” .


Con l’avanzare dell’età poi i conflitti si attenuano, e ci siamo ritrovati a fare i genitori dei nostri genitori, accudirli, ascoltarli, comprenderli nelle loro debolezze,  nell’amore che comunque ci hanno dato.


 E dall’altra parte, abbiamo cercato di crescere i  figl* in modo più autentico, dando loro libertà che a noi erano proibite, un benessere e possibilità culturali a noi ignoti. Ma rimaniamo genitori, e come tali sorpassati, spesso da criticare comunque. “Prima il dovere e poi il piacere” era la nostra parola d’ordine, e così in molt*  abbiamo fatto,  lottare e impegnarsi per migliorare la condizione sociale da cui provenivamo, avere un lavoro rappresentativo degli studi seguiti, crearsi una “posizione “, e poi farsi una famiglia, avere  figl*, non per obbligo ma per scelta,  la quotidiana lotta con l’altro sesso per farsi capire, perchè nella coppia non è sufficiente essere di sinistra per avere rapporti paritari.  

E così quando i figl* sono diventati a loro volta adult*, ci rendiamo conto ancora una volta che qualcosa anche noi possiamo aver sbagliato… il ciclo della vita sempre imperfetto, un percorso consapevole  da conquistare e condividere ogni giorno.


Nadia Chiaverini

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18/9/2023 - 11:48

AUTORE:
AUTRICE Daniela Strazzullo

Il Boom Economico è sfociato in una Economia che oggi regna sovrana con i suoi business, e che ha invaso tutto lo spazio anche mentale. Oggi ci manca una vera società, l economia ha separato tutti e creato un disorientamento di senso e di realtà.
Noi siamo nate e cresciute durante il Boom economico assistendo passo passo a tutte le novità. Ma anche in questi ultimi 25 anni alla perdita del senso di essere una società, dei valori, degli affetti che costituiscono le relazioni, delle relazioni stesse.
Abbiamo una Costituzione Italiana, tu lo sai meglio di me, straordinaria e ignorata. È stato il prezioso prodotto di ciò che hanno fatto i nostri nonni che hanno vissuto due guerre. I nostri figli sono in una società individualista dove tutte le connessioni sociali sarebbero da ricreare. ..
Avrei tanto da dire...
Grazie per la tua riflessione !!!!
Credo la nostra generazione abbia in sé una preziosissima testimonianza, noi sappiamo cosa è vero e cosa è finzione.

17/9/2023 - 19:46

AUTORE:
AUTRICE Elvira

Ripensando a quello che dice Olga mi vengono in mente le tavolate famigliari con le assi improvvisate che poggiavano sulle botticelle per formare le panche o sulle botti per trasformarsi in tavole...lunghe rustiche dove c'era tanto cibo genuino che mamme zie nonne cucinavano a turno in abbondanza per il pranzo...ma che poi veniva pilluzzicato durante tutto il pomeriggio da babbi zii e nonni mentre conversavano pacificamente riposandosi alle fatiche fisiche, e che lo consideravano un lusso...
Adesso con la scusa delle case poco capienti, zii e cugini sono diventati quasi estranei, ma anche chi ha taverne e saloni preferisce la pizzeria e il ristorante...ho ancora le bellissime immagine e rare foto del pranzo della vendemmia o le frittelle di farina di castagne a olio raccolto dopo la spremitura delle olive, dove c'erano parenti amici e conoscenti tutti di buonumore, soddisfatti delle annate buone...quel rapporto sincero viscerale tra le persone della famiglia non esiste più, siamo diventati falsamente sociali e non vediamo l'ora di sparlarci alle spalle...

17/9/2023 - 11:39

AUTORE:
AUTRICE Olga

Quello che mi manca in assoluto di più è il buon senso, l'umiltà, la pazienza e la grande esperienza fatta sul campo dei miei nonni e dei miei genitori, che si accontentavano dell'onesto e pur potendosi permettere qualcosina in più...pensavano al futuro a quel fatidico "mal di pancia" che se fosse venuto non saremmo stati costretti a bussare in casa d'altri ma avremmo potuto fronteggiare le difficoltà col gruzzoletto risparmiato non senza sacrifici.
La nostra famiglia da tre generazioni ha tramandato l'amore tra nonni e nipoti.. e dove c'era la nonna Eugenia, perche' l'ultima è stata lei, c'era un viavai di scambi di visite di piacevoli ritrovi.. e ad essere sincera, riusciamo almeno per ora a mantenere questo legame indissolubile di affetto, di voglia di ritrovarci che non si è spento neppure con il covid...

16/9/2023 - 16:12

AUTORE:
Giovanni

Un passato lontano, ci sono stati più cambiamenti dagli anni 70 ad oggi di quelli dai tempi della carrozza alla macchina! Eppure per noi è solo ieri. Sta lì la magia. Ma anche la nostalgia, perché allora un po' tutti, persino i più statici, eravamo guidati dalle idee di cambiamento; oggi, invece, dall'ossessione di non rimanere indietro. Perché oggi restare indietro è veramente pericoloso, e non esiste più qualcosa o qualcuno che ci aiuta a tenerci insieme. Ma abbiamo ancora la possibilità, una piccola possibilità, di dire la nostra, magari con l'esempio, perché ormai siamo noi gli anziani responsabili della brutta società che lasciano a figli e nipoti. Per cui facciamo bene a tenere acceso il ricordo di quei tempi così semplicemente diversi. Anche continuando a ritrovarci tutti, come facciamo noi, Nadia, di fronte a un tavolo imbandito, quasi fosse passata soltanto una settimana dalla fine del liceo. A presto!

15/9/2023 - 18:01

AUTORE:
AUTRICE Nadia Chiaverini

Trascrivo qui un’ osservazione di un amico che ritengo importante, il fatto di essere stati una generazione positiva

“ condivido in pieno. Se permetti aggiungerei che siamo stati anche fortunati. Abbiamo trascorso la maggior parte della nostra gioventù nella parte migliore del secolo scorso. Nonostante che abbiamo conosciuto stagioni terribili come il terrorismo e lo stragismo fascista, siamo riusciti a cogliere i fermenti migliori che provenivano dalla società. La politica, la cultura e il mondo economico offrivano molte possibilità. Mi sembra che oggi la situazione sia molto più complessa. Lavoro precario e instabilità economica e sociale fanno la parte del leone.
Sono arrivato a 65 in condizioni nettamente migliori rispetto ai miei genitori. Non sono certo che la stessa cosa capiterà a mia figlia mentre che meno ai miei nipoti....
Comunque sia, avanti così per molti altri anni.”!

15/9/2023 - 9:52

AUTORE:
AUTRICE Nadia Chiaverini

Ringrazio Leila Fala’ per questo commento che testimonia la consapevolezza del nostro vivere in relazione anche al tempo presente, e ringrazio anche amici e conoscenti che mi hanno scritto o telefonato per condividere questa mia riflessione. Nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo, credo che non ci possiamo esimere dal comunicare comunque ad impegnarci per affermare i principi in cui crediamo

15/9/2023 - 4:27

AUTORE:
AUTRICE Leila Falà

Una generazione fortunata.
I nostri anni sono stati pieni e più ancora che di lotte e conquiste, sono stati pieni di desideri.
Sono i desideri quello che ci ha infervorato e dato la grande spinta. Insieme ad altre cose, certo, ad esempio "l'essere parte": essere parte di un movimento, o di un modo di pensare o vivere, di un gruppo.
In questi due aspetti si sintetizza, credo, la differenza con le generazioni di oggi, che vivono nelle solitudini.
In questi due aspetti si sostanzia quel grande senso di vuoto che coltiviamo e che il troppo fare di cui abbiamo connotato la nostra vita non può colmare.
Siamo inarrestabili, attivi, giovanissimi per i nostri anni, ma sappiamo bene che senza l'essere parte, il "sentirsi parte", il desiderio resta nel geriglio della noce, lì nel plesso solare. Duro.
Leila