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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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. . . i fischi per fiaschi è la tua attitudine principale?
Se .....
. . . manca l'acqua, il presidente Schifani raziona .....
. . . caro Mirko, io non ho chiesto di mettere un .....
. . . Mario.
Mario ir mì 'ugino mi disse: sei venuto .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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UTOPIA ROSA

18/9/2023 - 8:44

 
Oggi mi concedo di sognare, oggi è il giorno di Utopia Rosa, un giorno speciale, magico, in cui possono accadere cose eccezionali. Solo per oggi mi hanno detto,…ma chissà,… magari anche dopo…
 
E’ mattino e comincio la mia giornata in città da donna grande, libera ormai da impegni di lavoro. Prima di uscire accendo il computer per guardare se è arrivata della posta e al centro dello schermo mi appare una scritta blu BENVENUTO. Oggi so cosa posso fare, è il giorno magico, chiudo gli occhi e dico forte UTOPIA ROSA, UTOPIA ROSA, UTOPIA ROSA, riapro gli occhi e controllo con un po’ di apprensione il risultato. E’ il primo tentativo, funzionerà? Evviva, ha funzionato. Ora sullo schermo la scritta blu recita BENVENUTA, il mio computer ora lo sa che sono una donna.
 Sempre prima di buttarmi nella città mi voglio prenotare un libro tramite il bel servizio di Bibliolandia che comprende tutte le biblioteche della provincia di Pisa. Da casa posso ordinare i libri e ne sto cercando uno di Carla Lonzi una delle prime femministe italiane, quella che ha lasciato gli scritti più significativi del Movimento e mi appare la scritta : Carla Lonzi, AUTORE. Ma come!! AUTORE? proprio a lei!! Sento che sto per arrabbiarmi.
 Ma allora questo mezzo secolo di rivendicazioni, richieste di diritti, gioie e fatiche, pari opportunità, non sono serviti a nulla? Mi ricordo che è il giorno della magia, chiudo gli occhi, recito la formula e sullo schermo appare la scritta Carla Lonzi, AUTRICE. Sono contenta e scontenta. Ma è possibile che ancora si sia a questo punto?
 Scendo le scale. Nella cassetta della posta trovo il bollettino di Rete Toscana Classica cui sono abbonata e leggo: Gentilissimo abbonato Matilde XX. Ma allora è una giornataccia! Come farò ad arrivare fino a sera?
Compagne, amiche, donne, facciamo qualcosa… non facciamoci trattare come fossimo uomini… siamo donne…borbotto tra me e me. Prendo la rivista in mano chiudo gli occhi e quasi grido tre volte le parole magiche. Riapro gli occhi e vedo Carlo, il mio vicino di casa che mi sta guardando attonito e mi chiede ”..tutto bene Matilde?” ..Sì, tutto bene, tutto bene.
Entro nella mia automobile e accendo la radio. Ho voglia di musica di leggerezza di libertà. Musica, intervallo, parole..e…Buon giorno AGLI ASCOLTATORI, dice una bella vocina di ragazza. Spengo. Non so se la magia è anche retroattiva, se può cambiare una frase già detta. E poi non voglio rischiare di andare a sbattere da qualche parte mentre con gli occhi chiusi recito la formula magica. Ci penserò un’altra volta. E intanto mi vengono in mente alcune trasmissioni radio dove già dicono, buongiorno a chi è in ascolto,un generico che va bene per tutti e tutte o un altro programma dove dicono ascoltatori e ascoltatrici e mica muoiono di fatica…..
 Intanto sono arrivata all’ufficio postale. Faccio quello che devo fare e l’impiegata mi dà dei fogli da firmare sotto a IL SOTTOSCRITTO..ma io sono una donna…...sto per dire, ma mi fermo, faccio la magia. Il modulo ora si è trasformato in LA SOTTOSCRITTA e firmo tutta contenta.
Sono appena le dieci.
 Ma perché non hanno capito che qui viviamo anche noi donne? Mica siamo in Afganistan..o no? Quanto tempo ci vorrà ancora? Li vorrei vedere loro, gli uomini se li chiamassero sempre come se fossero donne!!! Li vorrei proprio vedere e sentire…
 E come faccio la mattina, quando non vince la pigrizia, vado a fare una passeggiatina sulla pista ciclabile in pace, lontana dalle automobili.
 All’inizio un cartello bianco e azzurro con una chiara figura di uomo con una bella bicicletta con canna da uomo. E’ riservata agli uomini, mi chiedo? No, è che loro, quelli che decidono, fanno moduli, cartelli, segnali, pensano che la città sia popolata solo da uomini e a loro si rivolgono. Ma non è così. E mentre cammino sogno. Sogno che quello che da quasi cinquanta anni noi femministe stiamo cercando di fare capire è stato capito. Nel mondo di Utopia Rosa il mondo è fatto di donne e di uomini, di bambine e di bambini e si vive nel rispetto delle differenze senza dire “ma ieri, ma da sempre.. ma la natura…”. .
 
Ma oggi è una giornata anche di scadenze oltre che di magie. Oggi devo andare in Comune a rinnovare la mia carta di identità.
Allo sportello una signora, una impiegata che mi consegna la carta di identità nuova fiammante (siamo nel 2016). Guardi signora, le vorrei dire, guardi che si è sbagliata, mi ha dato quella da uomini e io sono una donna. C’è scritto NATO il.. sotto la mia foto c’è scritto Firma DEL titolare, sotto il timbro del Comune c’è scritto IL FUNZIONARIO INCARICATO e lei è una donna.. Si è sbagliata, ne prenda una da femmine, la prego…Ma lo penso e non lo dico. Mi rammento che già da tempo questa discriminazione proprio su un documento di identità valido anche all’estero è anticostituzione ecc ecc è stata fatta presente, persino alla presidente Boldrini e che per ora non è cambiato nulla. Vorrei proprio vedere cosa succederebbe se al mio amico Francesco che è anche un po’ irascibile tentassero di dargli un documento tutto scritto per donna….E allora qui ci vuole proprio una magia perché i diritti, le pari opportunità non stanno funzionando. Chiudo gli occhi recito la formula e zac la mia carta di identità è quella giusta. Scadenza? Tra dieci anni. Esco e penso a figlie a nipotine. Riusciranno a non essere trattate da uomini?
Esco. Stanno facendo dei lavori al selciato e hanno messo un cartello “a passo di uomo”. Aiutooo e ora come faccio? Come può fare una donna a camminare “a passo di uomo”? E poi di uomo basso, alto, atletico, lumacone? Come sarà mai il “passo di uomo”? utopia rosa utopia rosa utopia rosa occhi chiusi e poi aperti. Il cartello è diventato “procedere lentamente”.
Ci voleva tanto? sì. c’è voluta addirittura una magia.
Ora vado a fare un po’ di spesa che faccio quasi giornalmente perché mi piacciono i cibi freschi. Ma oggi è un giorno speciale. E così in questo Centro Commerciale trasformo un po’ di tutto: cartelli, insegne, volantini. Ci voleva proprio una bonificatina a questo posto luccicante in apparenza ma in sostanza all’antica. E’ tutto scritto solo per uomini. Solo sui gabinetti vedo le due figurine distinte, donne e uomini. Ma allora si sono accorti che c’è una differenza? Sulla vetrina della farmacia moderna, ristrutturata da poco con al banco tutte donne un cartello suggerisce “ Chiedilo AL TUO FARMACISTA”.Vattelo a pesca!
Seconda colazione. Al bar un cartello con scritto “se non sei SODDISFATTO del tuo caffè…all’ingresso del supermercato uno striscione mi accoglie con BENVENUTI e mi garantisce informazioni in un volantino per i diritti DEL CONSUMATORE. Mi guardo in giro. Siamo quasi tutte donne.
Ho preso il cappuccino ho fatta la spesa e mi dirigo verso casa.
Mi è arrivata una bolletta che non ho ben capito e chiamo al telefono il Comune. BENVENUTO al callcenter…dice una voce. Guardi, anzi senta io non sono un uomo…ma la voce è registrata e non mi ascoltano allora magia. Utopia Rosa e il disco riprende a dire. Qui il callcenter del Comune…appena possibile vi risponderà IL PRIMO OPERATORE LIBERO aspetto e mi risponde una voce..sono Fiorella, in cosa posso esserle utile? Chiedo, chiarisco e prima di mettermi a tavola per pranzare un po’ perplessa vado al computer e cerco su google una informazione. Mi appare una grande e luminosa scritta SEI FORTUNATO, oggi….Chiudo.
 
E così mangio, mi siedo all’aperto sul mio terrazzino, guardo lontano davanti a me oltre gli alberi poi laggiù verso le nuvolette e penso. Quante cose oggi che io faccio, dico come se fossero naturali alle mie due nonne sarebbero apparse come impossibili, come vere e proprie utopie?
Ma le utopie possono diventare realtà solo se le si sogna in molte, se le si desidera fortemente magari anche contro quello che viene chiamato buon senso, evidenza, legge di natura.
 
O non lo vedi che il sole prima è basso poi alto poi basso? O non lo capisci che il sole gira intorno alla terra? Si è sempre saputo così e quindi è vero.
O non lo capisci che prima vengono gli uomini e poi le donne? Non lo vedi che è sempre stato così dappertutto e che è una legge di natura?
No, non lo capisco e sono qui determinata e attiva in attesa che l’Utopia Rosa diventi realtà.
 
Matilde Baroni (una delle 13 partecipanti al Concorso I diritti e le diritte  2016  Carmignani editrice, tutte a pari merito)

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Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

22/9/2023 - 8:53

AUTORE:
autrice isabella vitali

Il tema del linguaggio sessista è sempre di grande attualità e questo articolo lo mette di nuovo in luce. E’ indubbio che ogni volta che parliamo e/o scriviamo, il linguaggio usato riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire perché è il principale mezzo di espressione di pregiudizi, di discriminazioni e anche di stereotipi.
C’è un contrasto marcato ormai fra l’ascesa sociale delle donne, che svolgono professioni un tempo riservate solo agli uomini, e la nostra lingua, in un certo senso rimasta rigida, come se costruita da maschi, per maschi. Per esempio la struttura morfosintattica dell’italiano ha delle regole riferite alla concordanza, agli aggettivi, agli articoli in quanto “qualsiasi sostantivo maschile (singolare o plurale) riferito a persona può ugualmente rappresentare i due sessi o il solo maschile”. Tutt* dobbiamo farci promotori di un cambiamento che porti a superare la marginalità linguistica della donna, a riportarla alla stessa centralità e universalità dell’uomo: sarà in primo luogo compito di chi scrive libri di grammatica, di chi opera nella scuola o sugli organi di informazione e di stampa, di chi scrive cartelli da affiggere al pubblico, moduli da compilare in qualsiasi ufficio, ecc. ma non solo. Di sicuro, mantenendo alta l’attenzione, tutt* insieme riusciremo a far sì che “l’utopia rosa” diventi finalmente realtà.