none_o


In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
MORTE PESCINI, GALLETTI E NOFERI (M5S):
none_a
di Gianluca Gambini
none_a
LISTA FORZA ITALIA - NOI MODERATI - PLI COMUNICATO STAMPA
none_a
Dichiarazione della candidata a Sindaco di San Giuliano Terme Ilaria Boggi.
none_a
A cura di Annalisa Girardi
none_a
Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Andrea Mobiglia
SPOT ESSELUNGA PESCA/Nella bugia innocente di una bimba l’imprevisto di bene che tutti vorremmo

28/9/2023 - 23:22

SPOT ESSELUNGA PESCA/ Nella bugia innocente di una bimba l’imprevisto di bene che tutti vorremmo


Pubblicazione: 28.09.2023 - Andrea Mobiglia


Divide il nuovo spot Esselunga, quello della bambina Emma e della sua pesca. Ed è una divisione opportuna, perché costringe a riflettere

Sta facendo molto discutere il nuovo spot di Esselunga, che descrive una famiglia di genitori separati con la loro figlia. Pur partendo dallo store, la storia, della durata di due minuti scarsi, si concentra sulla vita di questa famiglia, guardandola attraverso gli occhi della bambina, arrivando poi verso un finale agrodolce. Va detto innanzitutto che la pubblicità in questione è un grande successo di marketing, se si dà per assodato il detto di andreottiana memoria (a sua volta preso da Oscar Wilde): “Bene o male, l’importante è che se ne parli”.


Questa pubblicità ha portato con sé tanti commenti spregiativi e tanta indignazione. Eppure quello che descrive Esselunga non è altro che una parte della realtà familiare del mondo di oggi, una realtà fatta di famiglie che incontrano le più svariate difficoltà che la vita pone davanti e che, in alcuni casi, arrivano a separarsi. Forse quello che irrita non è tanto il vedere una pubblicità fuori dagli schemi, ma il sapere che quello schema descrive una possibilità per ciascuno. Perché il divorzio, così ci è stato insegnato negli ultimi 40 anni di accesi scontri politici su tutte le materie familiari e morali, è un diritto. Ma quello che nessuno ha portato nel dibattito è che è soprattutto una sofferenza, una ferita. Una ferita perché esso è il rompersi di un legame con un altro a cui si aveva affidato la propria felicità, il disgregarsi di un legame d’amore che, almeno per un istante, rispondendo alle esigenze più intime dell’animo umano, aveva avuto un inspiegabile sapore d’eternità.

Allora forse questo spot può aiutare ad andare oltre. Viene descritto un rapporto rotto, pieno di tristezza e del malinconico sapore di una vita felice che entrambi i genitori hanno negato a sé stessi e all’altro, per motivi che non ci è dato conoscere. A spaccare questo quadro di normale routine ci pensa Emma, la bambina che deve ovviamente alternarsi tra la compagnia della mamma e quella del papà. Una bambina che, tornando dallo store, vede una sua coetanea godersi la compagnia di entrambi i genitori, facendo trasparire tutta la sua nostalgia di qualcosa, o meglio qualcuno che le manca, nonostante la presenza della mamma, con la quale, come si vedrà poco dopo, riesce a divertirsi e a sentirsi amata. Eppure, quando arriva il papà a prenderla (perché “è arrivato il suo turno”) saluta la mamma e si scaraventa tra le braccia dell’uomo: in sostanza, la bambina rivolge il suo affetto ad entrambi.

“Cosa c’entrano i bambini?” si legge tra i tanti commenti, invitando a lasciarli fuori dalla questione. Purtroppo non è possibile farlo: “Non c’è separazione di coppia che non porti dolore nella vita di un figlio” (Alberto Pellai, commento Instagram). Emma è forse l’unico legame rimasto tra i genitori. Emma è una bambina e come tale si comporta: il suo desiderio è che i suoi genitori vadano d’accordo, per il banalissimo fatto che vuole bene a entrambi e li desidera, nonostante tutti i loro errori. Non tornano forse alla mente alcune parole, antiche e sempre nuove: “Se non diventerete come bambini”? (Mt 18,3)
“Questa pesca te la manda la mamma”. Una semplice, innocua bugia. Una frase che strappa il quotidiano momento del “cambio genitore”. Un imprevisto, innocente come un bambino. Eppure non è forse un imprevisto “la sola speranza”?

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

dal web
Caterina Coppola

Ritorno su questi canali unicamente perché sono veramente sconcertata dal fatto che vi stiate accanendo da 4 giorni su uno spot dell’#Esselunga. Uno spot normalissimo che appena un lustro fa non avrebbe (giustamente) infastidito nessuno. Invece ora no: uno vede una bambina che dà una pesca al padre divorziato e partorisce strampalate teorie secondo le quali questo gesto e, in particolare, il contesto in cui è inserito dovrebbero urtare la sensibilità dello spettatore.La verità è che ormai non si può rappresentare più niente senza che qualcuno si senta offeso.Il politically correct vi ha mangiato il poco cervello che avevate.

Celso Movigo Dangera...

non ditelo a me !...io non sento nemmeno il bisogno di scusarmi con orsi e lupi (tanto che dico ancora "crepi il lupo"), non mi vergogno di quello che ha fatto Colombo (se ha fatto qualcosa) e non mi sento responsabile per i poveri pellerossa, per i Maya, gli Incas ed Atzechi ! Figuriamoci se mi sento in colpa per quello che hanno fatto i crociati (tanto più da ateo).Non provo sensi di colpa per la storia, nessuna storia, di nessun tempo.Il washing di qualsiasi tipo lo odio. Vivo il presente, senza pregiudizi (neppure positivi), senza razzismo e senza sentire il bisogno di cambiare nulla del passato, men che meno frasi, termini, colore dei protagonisti.Il racconto di una bambina che soffre (e tanti bambini ci sono passati, ci stanno passando e ci passeranno) e si inventa un piccolo gesto per raccontare a se stessa che può esistere ancora una possibilità non mi mette contro il divorzio, o contro chi lo affronta ! Non mi racconta la destra o la sinistra, mi racconta il dolore di quella bambina e basta, una storia tanto piccola quanto dolce.

.......................................................................................................................

Iolanda Sasso

Hanno rotto le balle con questa pesca addirittura la tizia di sinistra ne ha fatto un trattato di psicologia sulla famiglia dei divorziati.

+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

29/9/2023 - 14:39

AUTORE:
DISPETTO

I commenti servono, o dovrebbero servire, a sviluppare il/un dibattito. Come in questo caso. Mi permetta però, il lettore attento, di dissentire sulla questione discount, o bassi prezzi. I prodotti che vengono dalla terra, così come dagli allevamenti, mi riferisco alla filiera italiana, hanno alla fonte più o meno lo stesso prezzo, di solito verso il basso perchè la GDO la fa da padrone. Quello che cambia il prezzo sullo scaffale, di discount, supermercati o mercatini rionali, è il numero di passaggi tra il produttore e il consumatore ( ci sarebbe anche l'onesta del venditore a dirla tutta ma, per ora, lasciamo perdere). In più a questo concorrono vari aspetti tra cui la pubblicità, il canale di vendita e il trasporto merci, vedi costi carburante. Quindi, in sostanza, comprare il prodoto più caro perchè può essere garanzia di qualità elevata, o pensare che il produttore ne ricavi di più, è sbagliato. Piccolo esempio : nei supermercati di solito il costo dei vari prodotti a marchio, siano Coop, Conad o Esselunga, è più basso rispetto a quelli di marca. Ma se ci mettiamo a leggere la confezione 9 volte su 10 il prodotto a marchio è fatto dalle aziende di marca. Lo scorso anno, per dire, il panettone e il pandoro Conad sono stati prodotti da Paluani, l' anno prima da Bauli. E alla vendita costavano 2 euro di meno rispetto ai loro " fratelli ".
Altro discorso è per i prodotti esteri. O per quelli esteri spacciati, poi, per italiani. Quando si trova un litro di latte a 68 centesimi di euro, o anche meno, il risparmio è assicurato, ma il prodotto è 11volte su 10 estero.Se si è informati si compra meglio.

29/9/2023 - 9:06

AUTORE:
Lettore attento

...legge tutte le pagine di questo giornale e fatto questo le argomenta a piacere e fa bene; così oltre movimentare, da spunti per delle risposte utili anche per lui medesimo che fa parte a pieno titolo del "popolino" come direbbe Beppe Calesse.
Ed infatti il popolino come ha risposto?
La spesa si fa dove conviene di più.
Ma, un ma c'è sempre!
Non tutti seguono quel filone popolaresco della convenienza immediata.
Tirando sempre a risparmiare sul prodotto finito, a monte può succedere che anche i grossi produttori tirino al risparmio per battere la concorrenza ed i primi a farne le spese sono la povera gente di bassa istruzione impiegati nella semina e nella raccolta dei vari prodotti che vediamo ammassati sui banconi.

Disse una sig.ra. Io che sono benestante cerco di acquistare la passata di pomodoro più costosa anche se credo poco dissimile al gusto di quella "andate" e sol perchè così facendo do modo al produttore di pagare di più i lavoranti.
Discaunt che più discaunt non si può alle volte è segno di maggior sfruttamento di tempo e soldi di chi ci deve servire.

Dal campo ci deve sortir la fossa diceva mì pà.
Altro detto di mio cognato: se ci pagano meno, si lavora di più e si fa pari!
Osservazione: i sinistri-sinistri; salvo eccezioni sono stati i primi a dire che lo spot era contro la legge salvata nel /74 dai Pannella-Gaslini ed altri.
Ma tutto non è per sempre ed il "moltiplicatore" è li a dimostrarlo; dal crescete e moltiplicatevi che andava bene nei secoli scorsi e non ora soprattutto la dove la moltiplicazione maggiore avviene in terre riarse con poi grandi fughe disastrose.
Ergo: divorziare per una baggianata e riappaiarsi 3/4 volte come fanno "i grandi" siano essi attori, giocatori di palle a mano o con i piedi e/o politiconi per farsi leggere sulle riviste dal popolino curioso...maanche no.
La vita liè un gramma diceva Orestino😒 e se si fa ammodo è mellio ed il mellio sta a noi fallo, speriamo di riescicci 🤗😊

29/9/2023 - 7:54

AUTORE:
Dispetto

Ma non è che la presunta " intellighenzia " italiana si sta facendo delle seghe mentali su questo spot ?
Lo dico perché questo è uno spot pubblicitario, tecnicamente fatto bene ma sempre pubblicità è. E non è nemmeno originale, ricalca un po' il filone degli spot della Conad di pochi anni fa, lì addirittura in uno, si facevano partorire le donne direttamente in negozio. Un segno che la sanità pubblica non funzionava ?
Se questo spot voleva far discutere l'opinione pubblica ha centrato il bersaglio, se doveva invogliare le persone ad andare a fare la spesa da Esselunga mi sa che, opinione personalissima, il bersaglio non l'ha colto.
La spesa si va a fare, almeno di questi tempi ma anche prima, dove conviene. Non c'è pubblicità che tenga. Offerte straordinarie escluse, of course...

29/9/2023 - 0:40

AUTORE:
Marcella B Serpi ha lasciato un commento.

...mi passa davanti uno dei mille post di critica contro la Esselunga.
Che pesantezza. Ora oltre alla protesta per questo spot che io trovo invece delicato e gentile, senza volgarità, senza violenza
e che si capisce il senso dall'inizio alla fine senza bisogno di fare giravolte mentali per essere compreso, siamo arrivati al punto che molti stanno facendo pubblicità negativa. Cioè consigliano di non andare più all'esselunga, vendicandosi in questo modo di avere questa sfrontatezza di parlare di sentimenti in una famiglia tradizionale. Certo ero consapevole del livello di follia che ha ormai superato il livello medio, però ho ancora un enorme capacità di sorprendermi...
Io ho visto lo spot una volta sola, mi è piaciuto e non ho bisogno di guardarlo un altra volta, perché io odio la pubblicità, ma non in quanto tale, bensì perché odio le interruzioni se sto guardando un film. Questo non mi impedisce di dire il mio pensiero e lo dico perchè un questo marasma incomprensibile, mi chiedo perché sia così difficile avere la mente libera da pregiudizi, dalla contaminazione del pensiero altrui per cui tutti ci dobbiamo adeguare. Non mi adeguo, chi sta facendo la guerra allo spot della pesca ( intesa come frutto) ha qualche problema da risolvere. Mi hanno detto che non mi deve piacere perché piace a Salvini e Meloni.
A parte il fatto che ancora non hanno capito che infilarsi in queste diatribe se non si è capaci va tutto a loro danno, ma soprattutto devo dire che di ciò che pensano Meloni e Salvini non me ne frega un emerita cippa. Io guardo, ascolto e poi decido quello che mi pare, ciò che sta succedendo però mi tocca dirlo, non è che ci fa fare poi questa bella figura.