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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

La carriera politica personale dell’Onorevole Mazzeo .....
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Il mare
con le sue fluttuazioni e il suo andirivieni
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Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Danilo Loria STRETTOWEB » IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
Ponte sullo Stretto, Giuseppe Palamara: “è un’opera da Guinnes che fa invidia al mondo”

16/12/2023 - 17:41

STRETTOWEB » IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
Ponte sullo Stretto, Giuseppe Palamara: “è un’opera da Guinnes che fa invidia al mondo”


Il messinese Giuseppe Palamara è esperto del progetto del Ponte sullo Stretto: "è un’opera da Guinnes che fa invidia al mondo"
In un’intervista a “L’Identità Sicilia”, il messinese Giuseppe Palamara, esperto del progetto del Ponte sullo Stretto, ha affermato: “il primo concorso di idee internazionale è stato indetto dal ministero dei Lavori pubblici nel 1969.

L’opera nella sua soluzione definitiva viene individuata nel 1992. Nel 2003 viene approvato il progetto preliminare e nel 2006 la Società Stretto di Messina affida la progettazione definitiva al consorzio Eurolink, di cui è leader il Gruppo Webuild. Il 20 dicembre del 2010 Eurolink consegna il progetto e il 29 luglio del 2011 la Stretto di Messina approva il progetto definitivo”.

“Il fatto che ci sia un progetto definitivo e anche un progetto esecutivo approvato – evidenza – significa che il ponte è fattibile perché hanno preso parte cento tra i più grandi ingegneri al mondo come Daniel Libeskind di New York, William Brown, che ha progettato ponti in tutto il mondo e creato il famoso punto ferroviario di William Brown che è proprio quello che consentirà ai treni che transiteranno sul ponte sullo Stretto di viaggiare in totale sicurezza. Ma è talmente faraonico che si stenta a crederlo realizzabile”.
“Essendo lungo 3300 metri, supererà del 63% il precedente record di luce libera (2300 metri) attualmente detenuto dal Çanakkale Bridge in Turchia, ma questo non ci deve assolutamente preoccupare. Si tratta di normale progresso tecnologico. Nel 1929 ricordo che il ponte più lungo al mondo misurava 500 metri e mai si sarebbe pensato di arrivare agli oltre tre chilometri di oggi. Poi è sorto il Golden Gate Bridge e non mi pare che la Baia di San Francisco sia meno ventosa dello Stretto di Messina, anzi le dico il contrario. Il Ponte sullo Stretto eguaglierà un primato assoluto dal punto di vista ingegneristico, cosa che vediamo dall’innovativo sistema di impalcato aerodinamico che è molto più stabile al vento rispetto a quello utilizzato nei ponti realizzati in passato”, sottolinea l’ingegnere.
“I materiali? In acciaio e non in calcestruzzo. L’impalcato ha nome ed un cognome e si chiama “Messina Type Deck”: è stato studiato e testato (in forma indipendente per conto del contraente generale Eurolink e del verificatore Parson) nei più autorevoli centri di ricerca internazionali su vari modelli fisici in galleria del vento (Italia, Inghilterra, Canada, Germania e Danimarca). Il concetto di impalcato aerodinamico “semitrasparente” studiato per Messina vale attualmente per i nuovi ponti a grande luce in tutto il mondo. La sua forma ad ala d’aeroplano, con spazi vuoti interni, gli permetterà di resistere a raffiche di vento fino a 270 km/h e a terremoti di magnitudo 7.1. Ricordo che il vento massimo registrato in quella zona è stato di 180 km/h. Da paura”, rimarca Palamara.
“Paura? Mi fa più paura il Burj Khalifa di Dubai, un grattacielo altro oltre 800 metri che il Ponte sullo Stretto. Basta vedere anche in Cina dove si sta realizzando un ponte di 2300 metri per capire che si tratta solamente di tecnologia e progresso. Le posso garantire che con gli attuali strumenti a nostra disposizione potremmo presto arrivare a realizzare, in totale sicurezza, ponti lunghi fino a 5mila metri“, spiega Palamara.
“Il cronoprogramma? Di sei anni circa, compresa la realizzazione di tutte le strutture secondarie come viadotti, svincoli e gallerie. Stando al progetto, le torri sullo Stretto di Messina alte 399 metri verrebbero posizionate a terra tra Ganzirri e Punta Pezzo ed è qui che inizia la prima fase con la costruzione dei blocchi di ancoraggio del cavo e dei blocchi dove poggeranno le torri. Subito dopo si inizierà con l’innalzamento delle torri composte da 44 conci prefabbricati altri 20 metri e pesanti 1200 tonnellate. Completate queste, si procederà al montaggio di sistema di sospensione con il passaggio dei quattro cavi principali composto da 349 funi e decine di altri cavi al loro interno. Per evitare l’ossidazione del metallo dei cavi, oltre ad un processo di deumidificazione, i cavi saranno anche avvolti da un ulteriore filo metallico. Infine verrà montato l’impalcato: il famoso “Messina Type Deck”. Un prefabbricato di strada dalle dimensioni di 60x60x4 metri che sarà posizionato tramite gru costruite ad hoc per il Ponte di Messina. Questo processo avverrà partendo dal centro del ponte fino a terminare alle due estremità. A quel punto il ponte sarà completato“, conclude Palamara.


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