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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Nelle discussioni dei candidati per l'europa non si .....
. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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“anche il ritardo nella giustizia è di per se ingiustizia”
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Editoriale di Christian Rocca (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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di Stefano Ceccanti, costituizionalista (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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REDAZIONE - de Il Foglio
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Gianluca Cordella
Russi, il disastro di Avdiivka

29/1/2024 - 10:39

Russi, il disastro di Avdiivka: soldati sterminati mentre tentano di conquistare la città come “regalo elettorale” per Putin
Oltre 13mila tra morti e feriti e 200 mezzi distrutti: la folle strategia dell'esercito di Mosca prima della rielezione dello Zar



Un traguardo da esibire trionfalmente prima delle elezioni presidenziali che si sta invece trasformando in una ossessione che sta richiedendo alla Russia un tributo altissimo di vite umane.

 Avdiivka, la città che non vuole cadere. E che secondo gli analisti sta catalizzando gli sforzi militari di Mosca – come fece Bakhmut a suo tempo – senza alcuna logica di strategia militare. La guerra in Ucraina, ormai è chiaro, è diventata una guerra di logoramento. Sia l'Ucraina che la Russia, lungo la linea del conflitto che attraversa il Paese per oltre 900 chilometri nella parte sud-orientale, conoscono alla perfezione la posizione di tutte le postazioni nemiche e possono attaccarle (e difenderle, ovviamente) senza troppi sforzi. Naturale dunque pensare che l'ago della bilancia bellica penderà alla fine dalla parte di chi avrà più uomini e mezzi da spendere.

Proprio in quest'ottica l'accanimento di Avdiivka, a nord-ovest di Donetsk in mano ai russi, appare privo di senso. Fateria e artiglieria di Mosca insistono per sfondare ma con linee di attacco ampiamente prevedibili per le truppe di Zelensky che, arroccate nella città, stanno infliggendo gravi perdite al Cremlino.

Si parla di 200 carri armati distrutti e di 13mila soldati uccisi o feriti in modo permanente. Secondo il ministero della Difesa britannico, la battaglia per Avdiivka «ha provocato un aumento del 90% delle vittime russe». Che, tuttavia, non hanno fatto guadagnare un solo metro sul campo ai russi.






















 


























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