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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Circolo ARCI Migliarino- 13 giugno ore 21
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Di Claudia Fusani
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Comune di Vecchiano
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Ripetere 1000 volte la verità assoluta dei fatti con .....
. . . storia non la cambio di certo io.
La prima .....
. . . non si cambia a piacimento.
Poi vedi Mattarella .....
. . . che un disegnino ti serve un corso di lettura/ .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Tirrenia, 17 giugno
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di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
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Villa di Corliano, 27 giugno
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Pugnano, 22 giugno
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Tirrenia, 15 giugno
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Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Mario Lavia (a cura di Bruno Baglini, red VdS)
Campo libero-Invece di sognare un nuovo Ulivo, Schlein dovrebbe rubare gli elettori a Conte

31/1/2024 - 9:16

Campo libero- Invece di sognare un nuovo Ulivo, Schlein dovrebbe rubare gli elettori a Conte

Il leader grillino è un politico di destra e la sua piattaforma è incompatibile con una politica progressista, riformista, europeista, garantista. La segretaria dem deve prenderne atto e mostrare una linea chiara per recuperare i tanti voti persi dal Partito democratico in questi anni

È ora che la figlia lasci la casa del padre.

Che Elly Schlein si emancipi dagli schemi di Romano Prodi (e da quelli di Pier Luigi Bersani ma questo per lei è meno problematico). Prodi, coerentemente con la sua storia, è tuttora incapace di svincolarsi dallo schema dell’Ulivo, cioè una coalizione di buoni per battere nelle urne i cattivi: ieri Silvio Berlusconi, oggi Giorgia Meloni. Ma il problema non è nell’idea della coalizione in sé, ma nel tipo di coalizione.
La situazione è molto cambiata dal 1996 e dal 2006 (le due vittorie di Prodi) perché lui come Schlein presuppongono che il piatto forte della coalizione sia l’alleanza tra il Partito democratico e Giuseppe Conte. Che non è Fausto Bertinotti, che pure costituiva un bel problema. 
No, Conte è un uomo di destra. Siccome egli vela questa sua collocazione con uno spesso strato di opportunismo, la cosa si vede di meno ma la sostanza è questa. Basta guardare le sue ultime uscite: nessuna preferenza tra Joe Biden e Donald Trump (anzi, semmai sulla pace forse è meglio quest’ultimo); niente armi a Israele (questione inesistente, ma che la dice lunga) e il terrorismo è figlio della politica di Israele (così ieri la contiana Stefania Ascari); no allo Ius soli motivato con una supercazzola incomprensibile; no a protestare contro lo strapotere del governo sulla Rai. E prima c’era stato il no al Mes, il no alle armi all’Ucraina, il manettarismo sulla giustizia. Tutta roba incompatibile con una politica progressista, riformista, europeista, garantista cioè incompatibile con ciò che il Pd afferma di voler essere e infatti su tutte queste questioni in Parlamento Pd e M5s votano sempre in modo diverso, salvo certe furbate parlamentari. 

Dunque Elly Schlein dovrebbe mobilitare i suoi dirigenti, il suo partito, in coerenza con quello che dice sull’Ucraina, sulla Rai, sugli Stati Uniti, contro Conte. Facendo appello a quegli elettori anche genericamente di sinistra che hanno votato Movimento 5 stelle per protesta, per disaffezione, per noia.

È lì una bella parte del serbatoio di voti da cui il Pd può attingere se vuole risalire la china, visto che di riffa o di raffa non sta risalendo affatto, anche perché non sa parlare agli elettori più moderati.
Ci vuole dunque una linea politica chiara che punti alla ripresa dei consensi finiti a Conte, il grande imbonitore che ha saputo ergersi a paladino dei deboli con misure clientelari come il reddito di cittadinanza e il Superbonus che pesano sul debito pubblico. Che senso ha, ormai, chiedere a Conte da che parte sta, come ha detto Prodi? Gli ha risposto facile Carlo Calenda: «Mi pare che Conte abbia già deciso da che parte stare: con Trump e con Putin. Prenderne atto e voltare pagina sarebbe già un inizio».
Sulla Rai, l’ultimo sgambetto che ha praticamente umiliato la leader del Pd: «I Cinquestelle difendono il governo anche sulla Rai. E la cosa incredibile è che anche il Pd finalmente se ne sta accorgendo. Ci hanno messo tre anni, ma adesso ci arrivano anche loro, eccome se ci arrivano», ha osservato Renzi. Ma davvero se ne stanno accorgendo? A dire il vero, porgono l’altra guancia. 

Il problema è sempre lo stesso da mesi: cosa vuole essere il Pd?

Se ambisce a essere un partito di sinistra di governo allora non può intendersi con il M5s che non è né di sinistra né di governo (l’abbiamo visto all’opera nella scorsa legislatura). Dice benissimo il direttore del Regno, Gianfranco Brunelli: «Parlare di campo largo che raduni il maggior numero di soggetti è già di per sé una definizione politicamente poco connotativa rispetto a definizioni come centro-sinistra (con o senza trattino).

Si cerca un qualche accordo a geometria variabile, elezione per elezione, viste le diverse regole della competizione, piuttosto che una definizione politico-simbolica e politico-programmatica. Il paradosso è che, mentre le opposizioni si dividono in nome della retorica dell’unità, la coalizione di governo sta unita al potere in nome delle divisioni».
Dunque è possibile che si avvicini il tempo di una verifica di fondo sulla natura del M5s contiano e sulla impossibilità di insistere con la linea della generosità e si comprenda che la sconfitta del camaleontico avvocato e della sua linea è una precondizione per ragionare di alleanze. O al Nazareno vogliono aspettare la vittoria di Trump per capire che con questo Conte l’alleanza è impossibile?

Prima bisogna batterlo, poi si vede.

C’è tempo, Elly.

 














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1/2/2024 - 10:22

AUTORE:
BdB-sempre amico di Enzo Rametti

...Han mandato a casa Matteo Renzi e Draghi Mario x avere Lameloni.
Bella chiappa che avete fatto🤣😂😅

1/2/2024 - 9:09

AUTORE:
Dispetto

Ma che stai a di ? Marchionne era AD della Fiat, non del governo. Renzi non mandava a casa nessuno, qualcuno, me compreso, ha mandato a casa lui. Prosit

31/1/2024 - 18:37

AUTORE:
Amico di Enzo Rametti

Volendo fare un "dispetto" agli operai Renzi gli disse li in fabbrica: volete che mandi via Marchionne? Così voi 1200 di Melfi ritornate sul divano di casa?
Risposta: Egua'

Anche Mikail Gorbaciov, capo dei comunisti dell'URSS in gita a Roma ci disse: averli avuti anche noi i vostri valorosi e bravi imprenditori, non avremmo avuto i banconi dei supermercati vuoti.

31/1/2024 - 18:29

AUTORE:
Osservatore 1

Nei comuni dove si presentano 4/5 e più liste, le opposizioni (minoranze) son tutte di un seme?)
Ripeto il partito o movimento dei Giuseppi-Grillo e Conte non hanno a che fare niente con chi vuole "campo largo" ed il presidente del movimento 5 stelle ha detto più volte che non si riconosce in quel campo; vedi anche posizioni molto diverse anche negli atti parlamentari e sugli aiuti al popolo ucraino.

Come spari L'uomo Qualunque che non serviva a niente, anche il movimento di Grillo deve sparire dalla scena politica e poi si ragiona seriamente.
Vedi nei comuni non hanno nessun rappresentante e tolto il 110x100 ed il reddito di nulla facenza spariscono anche in Parlamento.

31/1/2024 - 18:17

AUTORE:
dispetto

...prendendo per buono il metodo oss1, affermare che Renzi non è di sinistra va bene. Di fatti a domanda disse che lui stava con Marchionne e non con sindacato e lavoratori.

31/1/2024 - 18:07

AUTORE:
Tommaso

Certo che quanto a comprendonio pure lei è messo bene. " prendere voti ad altri, vuol dire prendere la maggioranza che hanno altri ". Liscio come l'olio, ammesso che i voti li prendi a Fdi, Fi o Lega. Se togli voti a chi sta all'opposizione come te, sempre opposizione farai. Questo è : se vuoi diventare maggioranza per governare voti a destra devi pigliare. Le ho fatto anche la rima così magari capisce meglio.
Povero sleape Joe, credo che se sapesse che da noi lo consideriamo di sinistra, avrebbe un mancamento.

31/1/2024 - 15:06

AUTORE:
Osservatore 1

Ho capito che non hai capito....niente e purtroppo siete un fottio ed ecco perché un comico riuscì ad essere il capo del primo partito italiano.

Prendere i voti ad altri, vuol dire prendere la maggioranza che hanno altri.
ps,
La DC "rubava" i voti al PCI, partito dei lavoratori perhè i lavoratori capirono che con la libera iniziativa si viveva meglio che con un economia pianificata tipo piani quinqennali
sovietici che poi furono la rovina di mezzo mondo.

...rubare voti ad un partito come il tuo dice Tommaso; anche il MSI era all'opposizione come il mio PCI epperò niente vietava che si tirasse a convincere anche i missini a saltare il fosso.
Giuseppe Conte a differenza di quello che vogliono farci credere i vari Bettini della "ditta PD" è un uomo di destra altrimenti non firmava i decreti "sicurezza" del suo ministro Matteo Salvini. Ed alla domanda di Gruber avrebbe risposto: sto con Biden come tutta la sinistra e/o centrosinistra mondiale e non con Trump.

31/1/2024 - 14:36

AUTORE:
Tommaso

Strana teoria quella di rubare voti a un partito che sta all'opposizione come il tuo. Questo è quello che il fine politologo Lavìa propone alla Schlein. In genere si cerca di recuperare voti togliendoli ai partiti di opposizione, di recuperarli tra gli astensionisti, gli indecisi. No, ora si tolgono a chi fa opposizione con te e come te.
Se guardo le percentuali dei voti elettorali mi vien da sorridere : Pd intorno al 20%, 5Stelle intorno al 15%. Direbbe Totò, è la somma che fa il totale, 35%. Da notare poi che gli altri partitini che danno lezioni di politica al Pd e alla sua segretaria viaggiano a cifre da operetta : Azione 3,5%, Iv 3,1% altri poco sotto. Tornando al consiglio dato a Schlein, se anche il Pd togliesse un 5% di voti ai 5Stelle, e sarebbe già tanto, la somma di prima farebbe sempre 35%. Il centro destra ringrazia e saluta.
Ora capisco perchè Bersani a suo tempo sfanculò Lavìa...