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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Pisa, 12 febbraio
WEB TAX
Novità e prospettive della tassa sul digitale

10/2/2024 - 12:20

L'associazione di categoria Confesercenti Toscana porta al tavolo di discussione anche tre eurodeputati: Ceccardi, Danti e Covassi

Con il 2024 scatta in Italia la tassazione per i colossi del web che prevede che nessuna multinazionale operante nel nostro Paese che fattura oltre 750 milioni paghi meno del 15% di tasse; una operazione che secondo il governo porterà nelle casse italiane circa 3 miliardi.


Sempre di quel 3% che per anni le multinazionali del web hanno pagato ma sicuramente lontanissima dalla tassazione che gli imprenditori italiani devono subire.


I numeri forniti da Mediobanca sono impietosi: nel 2021 il 30% dell’utile delle 15 principali operatori mondiali del web è stato tassato in Paesi a fiscalità agevolata con il risultato che nel triennio 2019-2021 sono riusciti a non pagare 36,3 miliardi di tasse dovute all’Italia.


Di questo si parlerà a Pisa lunedì alle 10 nella Sala della Baleari in occasione del convegno sulla web tax organizzato da Confesercenti Toscana.
Dopo il saluto del sindaco Michele Conti, si apriranno gli interventi del presidente regionale Nico Gronchi e degli europarlamentari Susanna Ceccardi (Lega), Nicola Danti (Italia Viva) e Beatrice Covassi (Pd).


“L’iniziativa promossa da Confesercenti Toscana nasce dall’acclarata sperequazione delle condizioni tra le imprese del mercato ‘fisico’ e quelle del mondo web in generale – spiega Nico Gronchi -. La questione che poniamo non è ovviamente quella di limitare le vendite online, o di restringere il campo delle attività digitali, ma è la necessità, non più differibile, di garantire un mercato realmente concorrenziale e in grado di superare il gap tecnologico nel rispetto delle stesse regole normative e fiscali.

Per questo si è posto da tempo, un problema di politica fiscale e di Web Tax che per le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno non può che essere di politica europea prima e di armonizzazione a livello globale poi.

Nel frattempo, alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, hanno intrapreso un percorso di tassazione dei ricavi dei giganti del web, tra non poche difficoltà e con risultati comunque ancora al di sotto delle aspettative. In ballo – conclude il presidente regionale di Confesercenti Toscana – ci sono importanti disparità concorrenziali con le imprese domestiche dei mercati nazionali sottoposte a regimi fiscali più stringenti, anche quando operano con le medesime modalità on line, con un doppio impatto negativo sulle imprese tradizionali in sede fissa e sulle entrate degli Stati”.

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