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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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. . . quello che si crede sempre il migliore, ora .....
. . . la merxa più la giri, più puzza e te lo stai .....
. . . camminerebbe meglio se prima di fare il tetto .....
Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
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VECCHIANO E I TEMPLARI
di Agostino Agostini e Sandro Petri

25/2/2024 - 13:01

 
Il precedente articolo di Franco Gabbani sul Castello di Vecchiano e la Chiesa di Santa Maria ha riscontrato un successo di lettura senza precedenti, con oltre 1400 letture sulla Voce e 1000 utenti singoli che lo hanno raggiunto su Facebook nella pagina dell'Associazione.
Ovviamente non conosciamo le letture su altre pagine su cui è stato condiviso, ma questi dati indicano con chiarezza il gradimento nei confronti dei temi storici del territorio.
Interesse dimostrato anche da Agostino Agostini, rappresentante della famiglia Agostini Venerosi Della Seta, attuali proprietari del castello, che ci ha proposto alcuni argomenti correlati.
Sono quindi molto lieto di iniziare una nuova serie di articoli per approfondire le vicende storiche di Vecchiano e San Giuliano.
Sandro Petri
 
VECCHIANO E I TEMPLARI
di Agostino Agostini
 
Alla fine del cinquecento gli studiosi francesi hanno fatto proprio il "mito" di Hugh II de Payn (Ugo II dei Pagano in italiano) e l'esegesi della fondazione dell'Ordine Templare; viene infatti attribuito a loro anche dagli storici accademici, senza documentazioni storiche certe.
Negli ultimi anni però sono emersi documenti ed ipotesi che potrebbero collocare Ugo II dei Pagano in Italia: l’ipotesi di questo articolo sarebbe legata alla famiglia pisana dei Pagano, detti Eburiaci da Vecchiano.
 
Ovviamente è solo una ipotesi, quella accredita dagli accademici sappiamo essere solo quella del (falso?) “mito" francese.
 
Riteniamo a questo proposito anzitutto fare riferimento a quanto emerge dagli studi del professor Mario Moiraghi: “(..) in epoca crociata molti stesero resoconti e cronache.
Uno dei più famosi fu Guglielmo di Tiro, monaco e studioso francese. Nella sua versione originale della Historia rerum inpartibus transmarinis gestarum, afferma che i fondatori dell’ordine furono:

Hugo de Paganis et Gaufridus de Sancto Aldemaro. (Ugo dei Pagano e Goffredo di Santo Audemaro).

Una versione tradotta dal provenzale nel cinquecento (ed utilizzata dagli studiosi accreditati accademicamente), aggiunge arbitrariamente un dettaglio.
Li uns ot non Hues de Paiens delez Troyes; li autres Giefroiz de Saint Omer. (L’uno ha nome Hues de Paiens presso Troyes, l’altro Giefroiz di Saint Omer)
Quel “delez Troyes” potrebbe aver falsato tutte le successive ricerche storiche e attributo ad Ugo dei Pagano degli impropri natali francesi.”L’ipotesi pisana nasce nel saggio di Paolo Rumor (L'altra Europa: miti all'ombra dell'unificazione europea, 2017), il quale sostiene che “(…) Jean de Gisors (1187-1220), presunto primo Gran Maestro del Priorato di Sion, signore di Gisors nell’Eure, nota per il cosiddetto “taglio dell’Olmo” del 1188 (antico simbolo di discendenza genetica del lignaggio Merovingio) sarebbe documentato che fosse di famiglia normanna, bisnipote di Adelaide bar Joseph (1036-1098), sorella di Pagano (1035-1094) degli Eb(u)riaci da Vecchiano; quest’ultimo sarebbe il padre di Ugo I dei Pagani, fondatore dell’Ordine di Montbart, nonno di Ugo II dei Pagani ( 1070-1136)”, la cui traduzione in francese è: Hugh II de Payns.
Gli Eb(u)riaci da Vecchiano, normanni, discendevano dai signori di Evry (oggi Ivry) nell’Eure; infatti nel Cartulaire de l’abbaye de Saint-Père de Chartres (Autori vari, Collection des Cartulaires de France de l’Imprimerie de Crapelet, 1840, Tomo I: Par M. Guerard, Cartulaire de l’abbaye de Saint-Père de Chartres) conferma infatti l’origine normanna della famiglia, specificamente dai signori di Ivry,
 
Conosciamo inoltre che le origini documentate del castello di Vecchiano (da Velano, Venuleiano, terra dei Venulei) risalgono al 1120, allorché Guido di Ungarello, della famiglia dei San Casciano (provenienti dalla omonima località dove è l'Abbazia di San Savino, avente numerose croci templari incise nelle rocce), donò all'arcivescovo di Pisa, Azzone II, «suam portionem integram de castello, podio di Velano (Vecchiano)». Della chiesa si conserva un antico documento del 1134, con cui il figlio di Ugo I di Pagano, Pietro da Parlascio, lascia in eredità ai suoi nipoti (figli del fratello Ugo II, detto l'Eburiaco), la «ecclesiam de Velano, cui vocabulum est Sante Marie».
[Da Rodolfo Malquori, Santuari Toscani, 2013].


Mario Caravale (dal Dizionario Biografico degli Italiani: LVII, Roma, 2001) scrive su Ugo II di Pagano da‭ Vecchiano, ‭”(…) morto il 30‭ ‬ maggio 1136, (…) i documenti pisani dicono in realtà assai poco, come se la sua attività si fosse svolta prevalentemente lontano dalla città. Chiamato nei documenti con il soprannome di "Eb(u)riaco", egli era figlio di un altro Ugo‭ ‬che,‭ ‬nel‭ ‬penultimo‭ ‬decennio‭ ‬del‭ ‬secolo ‭ ‬XI, ‭ ‬aveva ‭fatto‭ parte‭ della‭ schiera‭ dei‭ ‬principali sostenitori pisani di Enrico IV. Intorno al 1090, però, aveva aderito all'azione pacificatrice esercitata dal‭ ‬vescovo‭ di‭ ‬Pisa,‭ ‬ ‭ ‬Daiberto (Lanfranchi, vescovo di Gerusalemme, al termine della prima Crociata), sostenitore‭ ‬e‭ ‬collaboratore‭ ‬ di‭ ‬Urbano‭ ‬II‭ ‬e‭ ‬Matilde‭ di‭ ‬Toscana (duchessa di Lorena, figlia di Berta di Lotaringia, sepolta a Lucca nel 925, e zia di Goffredo di Buglione) e da allora era tornato a intrattenere ottimi rapporti con il vescovado, che fino a tutta la prima metà del secolo XII fu il primo centro d'autorità della civitas, della quale era il rappresentante istituzionale verso l'esterno”.


Chi era dunque Ugo II dei Pagano (Hugh II de Payns in francese), feudatario del castello di Vecchiano, detto l'Eburiaco da Vecchiano, secondo fonti accreditate accademicamente?
 
Ugo II di Pagano non era certamente un povero cavaliere dalle origini nobiliari sconosciute (come affermato nel “mito” francese) ma un influente banchiere ed armatore di Pisa; il padre Ugo I è ricordato come l’ammiraglio ed armatore che mise a disposizione la sua flotta per la crociata delle Baleari nel 1115 sia da Paolo Tronci in “Annali Pisani” (ed. Vannucchi, Pisa, 1829), sia nel “Liber maiolichinus de gestis pisani populi”, (traduzione di Pietro Loi di un manoscrittoconservato presso la Biblioteca Universitaria di Pisa, ed. Giardini, Pisa, 1964).
Fu inoltre colui che fece edificare a sue spese (tra il 1127 ed il 1137) il Castello di Burgos, un edificio accademicamente accertato di epoca normanna, molto simile a quello di Vecchiano, situato su una rupe sopra il paese di Burgos in Sardegna, nella sub-regione storica del Goceano, ai confini tra il regno del Logudoro e quello di Arborea.

Il castello era ancora considerato nel XVI secolo “un del pus forts e honrats castel de Sardegna” contro l’espansione mussulmana. La figlia di Ugo II (Maria) sposò il re di Sardegna, Gonario II Lacon Gunale, morto nella abbazzia di Clairvaux nel 1182, abbazia fondata proprio da Bernardo di Chiaravalle.
Il castello di Burgos sarà ricordato nel poema in dodici libri sulla storia delle crociate di Pietro Angeli da Barga (detto il Bargeo), stampato a Firenze da Giunti nel 1591: Syrias hoc est expeditio illa celeberrima christianorum principum, qua Hierosolyma ductu Goffredi Bulionis Lotharingiae ducis à Turcarum tyrannide liberata est.

 

Nello stesso periodo, l'editore Giunti pubblicò la storia del castello pisano di Burgos in "Chorographia Sardiniae", scritta dal padre della storiografia sarda, Giovanni Francesco Fara. Sempre nello stesso periodo il pittore Andrea Boscoli, autore degli affreschi della villa di Corliano, accademico degli Svegliati di Pisa, fu incaricato di illustrare alcune scene della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.
Il castello, oltre ad essere ricco di storia, nel 1985 è stato oggetto delle riprese cinematografiche del film “King David” con Richard Gere e Alice Krige. (vedi immagine di Burgos)
A questo proposito dobbiamo anche ricordare che nel maggio-giugno 1135, negli ultimi tempi della vita di Ugo II di Pagano (Hugh de Payns in francese), a Pisa avviene un concilio, alla presenza di 113 vescovi e abati di varie parti d'Europa, in cui Innocenzo II (della consorteria dei Frangipane) su suggerimento di Bernardo di Chiaravalle, inasprisce le misure da attuarsi contro gli alleati del suo avversario, Anacleto II (della consorteria dei Pierleoni) ed il suo Re normanno (Ruggero II) "mezzo pagano" ma nel quale vengono assunte determinazioni storicamente fondamentali a favore dei Templari e della loro regola, entrambe volute e patrocinate da Bernardo.

Bernardo proprio in questa occasione fa inoltre tornare all'obbedienza cistercense dei "monaci bianchi" il famoso "notarius et scriniarius sacri palacii" Pietro Da Pisa, che amico e consigliere di Gelasio II (al secolo Giovanni di Crescenzio di Giovanni di Teperto di Ugone Gaetani, eletto Papa il 24 gennaio 1118) in occasione dello scisma del 1130 seguì la consorteria dei Pierleoni dell'antipapa Anacleto II e l'obbedienza clunicense dei "monaci neri".


Chi volesse approfondire legga il lavoro di ricerca di Massimo Agostini nel libro "Et in Arcadia Ego: i miti dei Popoli del Mare" (Tipheret Editore - Gruppo Bonanno 2017) nel quale, attraverso copie di documenti, offre suggestive ipotesi sull'origine dell'Ordine dei Templari a Vecchiano e sul ruolo di Pisa nelle Crociate.
Recentemente era stata anche creata una pagina Facebook per dare impulso ad un dibattito assolutamente inedito: il contesto storico ed una serie impressionante di altri indizi e coincidenze suggeriscono plausibile che il fondatore dei Pauperes commilitones Christi templique Salmoni ed un importante personaggio pisano possano essere la stessa persona. https://www.facebook.com/first.templar.in.vecchiano
 
Invitiamo tutti quanti a dare il proprio contributo anche in termini documentali e/o di ricerca, ringraziando anticipatamente tutti quanti vorranno dedicare un po’ del loro tempo; la storia ripaga i territori e le collettività che hanno il coraggio, la passione e la voglia di disseppellirla!

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