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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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MORTE PESCINI, GALLETTI E NOFERI (M5S):
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di Gianluca Gambini
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LISTA FORZA ITALIA - NOI MODERATI - PLI COMUNICATO STAMPA
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Dichiarazione della candidata a Sindaco di San Giuliano Terme Ilaria Boggi.
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A cura di Annalisa Girardi
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Ylenia Zambito
Cariche studenti: intervento Zambito relazione Piantedosi 29/2 Senato

29/2/2024 - 18:57


Cariche studenti: intervento Zambito relazione Piantedosi 29/2 Senato Cariche al corteo di Pisa, Zambito (Pd):

 

“Il ministro dell’Interno non ha convinto, è in completa contraddizione con i suoi alleati di Governo: andremo avanti con le nostre azioni per avere chiarezza su questi fatti”.La Senatrice Pd rincara dopo l'intervento di Piantedosi in Aula: “Piuttosto riceva gli studenti che manifestavano pacificamente e che sono stati manganellati, ascoltandoli e chiedendo loro scusa”. Poi mostra la foto dei ragazzi con le mani alzate in segno di pace e parla di Dora, la tredicenne picchiata con i manganelliRoma, 29 febbraio 2024 - A seguito delle cariche delle forze dell’ordine durante la manifestazione pacifica degli studenti a Pisa, la senatrice Pd Ylenia Zambito è intervenuta al Senato dopo la relazione del ministro dell’Interno Piantedosi nella giornata di giovedì 29 febbraio. Il risultato delle cariche del 23 febbraio scorso è stato di 17 feriti, 11 di loro minorenni.

“L’intervento del ministro dell’Interno Piantedosi non ha convinto per niente – afferma la Senatrice –, non tanto per le cose che ha detto oggi, ma per quello che è successo in questi mesi ponendolo in contraddizione con le parole dei principali esponenti dei partiti che sostengono il Governo. Dice che è stata avviata un’indagine interna, ma è in ritardo, la realtà è che il Governo ha perso l’occasione di denunciare subito, senza tentennamenti, la gravità delle immagini di Pisa”.“Studentesse e studenti presi a manganellate, colpiti a terra e feriti mentre protestavano pacificamente – ricorda la parlamentare dem –. Ne abbiamo lette e sentite di tutti i colori, ma la realtà nella foto che gira da giorni in rete e sui media, dei ragazzi minorenni con le mani alzate, pacifici, che sono stati caricati dalla Polizia, alcuni di loro costretti anche al ricovero in ospedale, come Dora, 13 anni, caricata dalla Polizia.

Ho detto al Governo di andarsi a leggere la sua intervista: altro che antagonisti, questi sono studenti e molti alla loro prima manifestazione”.“Il Ministro avrebbe dovuto agire subito – prosegue –, proprio a garanzia delle forze dell’ordine e del compito che svolgono per cui li ringraziamo ogni giorno: individuare le responsabilità senza rincorrere in giustificazioni e senza cercare capri espiatori, sarebbe servito a ricostruire l’autorevolezza delle forze dell’ordine, evitando di rompere il patto tra cittadini e istituzioni”.“Mi hanno colpito le parole dei professori di quegli studenti – ricorda –: ci si lamenta sempre dell’indifferenza dei giovani e poi quando scendono in piazza per manifestare le proprie idee lo Stato reagisce con i manganelli”.

“Dopo quello che è stato detto da Piantedosi andremo avanti con le nostre azioni per chiedere chiarezza su questi fatti, che si sono tenuti in un clima, formatosi nel Paese, che mette in discussione i nostri principi democratici e costituzionali. Quando si identifica chi grida “Viva l’Italia antifascista” e viene identificato, come chi ha deposto un fiore in memoria di Navalnj, quando nei cortei si reprime la protesta con i manganelli, significa una cosa chiara: si sta alzando nel Paese un vento repressivo che rischia di indebolire, prima di tutto, la credibilità delle nostre istituzioni e delle forze dell’ordine”. “Sono stata di persona al Pronto Soccorso – ricorda –, ho raccolto l’incredulità ed il dolore degli studenti e delle loro famiglie. Ho visto con i miei occhi ragazzi giovanissimi feriti, i volti insanguinati, le fratture alle mani per difendersi dai manganelli. Questo è il fallimento del Governo”.

“Come ho detto, quei ragazzi li ho incontrati e ci ho parlato. Lo faccia anche il ministro Piantedosi, li inviti al Viminale, ci parli e poi faccia l'unica cosa che doveva fare venerdì scorso: chieda loro scusa. Solo così potrà tentare di ricostruire quel patto tra lo Stato e quella bellissima piazza che a Pisa, nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, si è riempita in modo fermo e pacifico”, ha concluso Zambito.

 

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 Signor Presidente,
Onorevoli colleghe e colleghi,
Signor Ministro, il suo intervento non ci ha convinto.
Non tanto per le cose che ha detto oggi, ma per quello che è successo in questi mesi, che la smentisce. Per le parole dei principali esponenti dei partiti che sostengono il Governo, in contraddizione con la sua informativa.
Ci viene a dire che è stata avviata una indagine interna, ma è in ritardo. La realtà è che avete perso l’occasione di denunciare subito, senza tentennamenti, la gravità di quelle immagini.
Studentesse e studenti presi a manganellate, colpiti a terra e feriti mentre protestavano pacificamente. Ne abbiamo lette e sentite di tutti i colori – sovversivi, antagonisti, black block - ma la realtà sta in questa foto (MOSTRA FOTO) che le voglio mostrare: ragazzi minorenni con le mani alzate, pacifici, che sono stati caricati dalla Polizia, alcuni di loro costretti anche al ricovero in ospedale.
Tra loro c’era anche Dora, 13 anni, caricata dalla Polizia. Andatevi a leggere la sua intervista. Altro che antagonisti, questi sono studenti e molti alla loro prima manifestazione.
Quale Stato può vedere queste immagini senza reagire?
 Quale Governo può far finta di niente?
Come può la Presidente Meloni tacere?
 
Cerchiamo di essere un po' onesti, l’immagine della nostra Repubblica è stata salvata ancora una volta dalla saggezza del Presidente Mattarella che ha sentito il bisogno, in modo irrituale, di intervenire.
Quei manganelli, ci ha detto, sono il fallimento dello Stato.
Il vostro fallimento, Signor Ministro, perchè invece di affrontare di petto la situazione cercate scuse e giustificazioni.
Addirittura con fake news: abbiamo letto che i ragazzi volessero assaltare la sinagoga, ma basta aprire google maps per capire che sta dall’altra parte della città!
Mi hanno colpito le parole dei professori di quegli studenti: ci si lamenta sempre dell’indifferenza dei giovani e poi quando scendono in piazza per manifestare le proprie idee lo Stato reagisce con i manganelli.
Avreste dovuto agire subito, proprio a garanzia delle forze dell’ordine e del compito che svolgono per cui li ringraziamo ogni giorno.
Individuare le responsabilità senza rincorrere giustificazioni e senza cercare capri espiatori, sarebbe servito a ricostruire l’autorevolezza delle forze dell’ordine, evitando di rompere il patto tra cittadini e istituzioni.
 
Non siamo soddisfatti della sua informativa, signor Ministro, e andremo avanti con le nostre azioni per chiedere chiarezza su questi fatti. Lei si affanna a ribadire che non sono state modificate le modalità di gestione dell’ordine pubblico, ma il problema è il clima che si è formato nel Paese, che mette in discussione i nostri principi democratici e costituzionali.
 
Quando un uomo grida “Viva l’Italia antifascista” e viene identificato,
quando uomini e donne si riuniscono per deporre un fiore in memoria di Navalnj e vengono identificati,
quando nei cortei si reprime la protesta con i manganelli, e lei sa bene che i fatti del 23 febbraio non sono i primi,
Quando accade tutto questo significa una cosa chiara: si sta alzando nel Paese un vento repressivo che rischia di indebolire, prima di tutto, la credibilità delle nostre istituzioni e delle forze dell’ordine.
 
Il risultato delle cariche delle forze dell’ordine a Pisa è stato di 17 feriti, 11 di loro minorenni.
Sono stata di persona al Pronto Soccorso, ho raccolto l’incredulità ed il dolore degli studenti e delle loro famiglie. Ho visto con i miei occhi ragazzi giovanissimi feriti, i volti insanguinati, le fratture alle mani per difendersi dai manganelli.
Ho visto con i miei occhi il fallimento del Governo.
Questo mi porta a dirle una cosa chiara: non siamo qui solo per chiedere chiarezza sui fatti.
Non ci basta.
Siamo qui a chiederle di fermare questo clima di repressione, questa idea che lo Stato si deve occupare dei giovani solo quando sbagliano. Non lo abbiamo visto solo nei cortei, questo Governo sta conducendo politiche repressive ad ogni livello. Lo abbiamo visto con la riscrittura del codice penale fatta con il decreto Caivano e lo vediamo con le proposte sulla condotta e sulle punizioni a scuola che arrivano dal Ministro Valditara.
Un clima che ritroviamo nelle parole di ieri della Presidente Meloni.
Questo continuo gioco di contrapposizione,
questo voler mettere sempre gli uni contro gli altri,
è un gioco pericoloso per la nostra democrazia.
 
Signor Presidente, mi rivolgo per suo tramite al Ministro: come le ho detto, li ho incontrati quei ragazzi, ci ho parlato. Lo faccia anche lei, li inviti al Viminale, ci parli e poi faccia l'unica cosa che doveva fare venerdì scorso, chieda loro scusa. Solo così potrà tentare di ricostruire quel patto tra lo Stato e quella bellissima piazza che a Pisa venerdì scorso si è riempita in modo fermo e pacifico.
 

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