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Nei giorni 26-27-28 aprile verranno presentati manufatti in seta dipinta: Kimoni, stole e opere pittoriche tutte legate a temi pucciniani , alcune già esposte alla Fondazione Puccini Festival.Lo storico Caffè di Simo, un luogo  iconico nel cuore  di Lucca  in via Fillungo riapre, per tre mesi, dopo una decennale  chiusura, nel fine settimana per ospitare eventi, conferenze, incontri per il Centenario  di Puccini. 

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Pisa, 17 marzo
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Comune di Vecchiano
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. . . quello che si crede sempre il migliore, ora .....
. . . la merxa più la giri, più puzza e te lo stai .....
. . . camminerebbe meglio se prima di fare il tetto .....
Ad un grosso trattore acquistato magari con l'aiuto .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Colori u n altra rosa
Una altra primavera
Per ringraziarti amore
Compagna di una vita
Un fiore dal Cielo

Aspetto ogni sera
I l tuo ritorno a casa
Per .....
Oggi è venuto a mancare all’affetto di tutti coloro che lo conoscevano Renato Moncini, disegnatore della Nasa , pittore e artista per passione. .....
Bientina, 1 marzo
L’associazione Culturale Il Gabbiano torna in scena a Bientina

1/3/2024 - 10:08

                                                       
L’Associazione il Gabbiano continua ad andare in scena con la sua ultima produzione, lo spettacolo ITALIA DONATI – ALLA RICERCA DELLA QUIETE.

Dopo il debutto, apprezzatissimo, al Circolo il Fortino, lo spettacolo arriva in teatro con una piccola ma significative tournée che lo porterà da Bientina  a Vaiano (PO), da Marti a Calci: questo venerdì 1 marzo sarà in scena nell’ambito della Rassegna TEATRO IN MOVIMENTO, organizzata da Fita Pisa e UILT, presso il teatro Don Bosco di Bientina (via XX Settembre) h 21.00, dove già  l’Associazione ha messo in scena con successo ‘Alfonsina. La donna che arrivava sempre ultima ‘ di Stefano Benedetti.


Ancora una storia di una donna, una storia con una conclusione tragica, questa volta. Una storia attuale seppur ambientata a fine 1800.
A Porciano,  nel 1886,  una giovane maestra di nome Italia Donati si tolse la vita gettandosi nella gora di un mulino.

La triste storia di Italia divenne, nei mesi successivi, un caso nazionale, in grado di suscitare pietà e orrore nell’opinione pubblica, ma anche di dare vita alle prime rivendicazioni sulle condizioni delle donne nel mondo del lavoro.
Italia era una giovane di umili origine, nata a Cintolese, in Toscana. La sua intelligenza viva e curiosa fu immediatamente notata dai suoi maestri, che convinsero la famiglia a farle proseguire gli studi, nonostante le difficoltà economiche.

Ottenne così la patente di maestra e, nel 1883, il primo incarico, nel comune di Porciano.

Ma la nuova opportunità si trasformò presto in un incubo.

Com’era consuetudine, si sottopose immediatamente al giudizio del sindaco del paese, Raffaello Torrigiani.

Il primo cittadino era noto nel circondario come un dongiovanni, come lo si definiva allora; un molestatore, come lo chiameremmo noi.
Perché Torrigiani sembrava essere abituato a sfruttare il proprio potere per minacciare le sfortunate maestre che gli resistevano.

Così era accaduto all’insegnante precedente, costretta a lasciare il posto; così accadde a Italia.

Il sindaco fece immediatamente pressioni affinché la ragazza si trasferisse da lui, piuttosto che prendere un alloggio autonomo.

Questa locazione, insieme alla voci messe in giro dallo stesso Torrigiani a scopo di vanto, le attirarono presto i lazzi e le maldicenze dell’intera comunità.
Così la povera Italia si trovò presa tra due fuochi: da un lato, le molestie del sindaco, dall’altro, il disprezzo e le aggressioni dei cittadini “per bene”.

La conseguenza, alla fine, fu il suicidio di Italia Donati: nel proprio biglietto di addio, si preoccupava di dimostrare la propria “innocenza”, e si dichiarava convinta che il suo suicidio avrebbe ripristinato l’onore familiare.


Un gesto che non ci suona nuovo, se pensiamo a quante donne, anche in tempi più recenti, siano state letteralmente distrutte da accuse simili; o anche a quante donne subiscano quotidianamente comportamenti inopportuni, se non addirittura esplicitamente violenti, sul posto di lavoro. In questo, la storia di Italia ci ricorda che, purtroppo, ancora qualcosa deve cambiare.


In scena,  Massimo Canneti, che è anche autore del testo e  la ‘nostra’ Daniela Bertini, che, dismessa la tenuta da ciclista (per poco- ndr - in quanto il 10 marzo tornerà a pedalare e raccontare la storia di Alfonsina in teatro, a Vicarello),  in questo lavoro teatrale interpreta diversi personaggi femminili.
La regia è affidata a Mike Ricci, inoltre Arianna Priami, attrice dell’Associazione Il Gabbiano, presta la sua voce proprio a Italia Donati e Alessandro Braccini si occupa della fonica e delle luci di scena.


Info e prenotazioni : 3384040270
Contributo spettacolo  8 Euro  euro intero, 5 Euro ridotto, under 8 anni gratuito
 
‘’ITALIA DONATI . ALLA RICERCA DELLA QUIETE’’
Testi originali di Massimo Canneti
Rielaborazione drammaturgica Daniela Bertini e Massimo Canneti
Con Daniela Bertini e Massimo Canneti
Voce fuori campo di Arianna Priami
Fonica/Luci Alessandro Braccini
Regia di Mike Ricci
TEATRO DON BOSCO
VIA XX SETTEMBRE 72 BIENTINA
VENERDI’ 1 MARZO H 21,00

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