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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Umberto Mosso
CHI HA MESSO LA MOSCA NEL BRODO?

5/3/2024 - 14:04

CHI HA MESSO LA MOSCA NEL BRODO?

 

Se un gioielliere rivende preziosi rubati può giustificarsi dicendo che quei gioielli sono veri e che il suo mestiere è vendere comunque gioie? Se poi si scoprisse che qualcuno dei furti è stato fatto su sua richiesta a quali principi dell’etica professionale potrebbe appellarsi quel gioielliere?Le informazioni sono oro. Ma a tutela della privacy dei cittadini, che è un diritto democratico non una concessione del potere, c’è la legge che consente solo alla magistratura di raccogliere informazioni sensibili sui cittadini ai fini di una indagine. E anche questo potere è regolamentato per legge. Non solo a tutela della vita privata delle persone, ma per non compromettere le indagini eventualmente in corso.

Raccogliere senza autorizzazione quelle notizie e fornirle al loro “rivenditore” è un reato. Ma se le notizie sono coperte dal segreto istruttorio, o sono carpite entrando illegittimamente in una banca dati riservata agli inquirenti o agli organi di vigilanza a prevenzione di reati, non c’è diritto di cronaca che tenga, come non c’è diritto di vendere merce trafugata, ancorché autentica.

Nel caso, poi, che si tratti di informazioni che non riguardano nessuna indagine in corso e che non contengono alcuna notizia o prova di reato, al punto che i magistrati competenti negano di averne ordinato la raccolta e men che meno la distribuzione ai media, tutto diventa più grave.

Si parla di 800 dossier con informazioni riguardanti altrettante persone raccolte negli anni da un ufficiale della Finanza, operativo presso la DIA, che per questo avrebbe usato le tecnologie a lui affidate in modo sistematico. Per ordine di chi e a quale scopo?La querelle su cosa possa essere definito un dossier e cosa no è del tutto oziosa. Un fascicolo di notizie riservate allestito senza autorizzazione è un fatto grave in sé, comunque lo si definisca. La disquisizione lessicale mi sembra fuorviante, per distrarre l’attenzione che un gran numero di spiati siano politici, al più di centro – destra, ma anche molti di minoranza.

Una prova evidente di ciò che già sappiamo da un pezzo, cioè che il finto bipolarismo che blocca il Paese vede all’interno di maggioranza e minoranza divisioni e inimicizie intestine che si combattono senza esclusione di colpi.Semmai la pericolosità della vicenda, tutta ancora da chiarire nei mandanti e negli scopi, riguarda il nesso tra pezzi di magistratura e alcuni media che avrebbero utilizzato un tale sistema per condizionare il corso di indagini e influenzare l’opinione pubblica per orientarla politicamente nel modo più conveniente agli interessi, ancora non confessati perché confessabili, di chi ha organizzato il dossieraggio. O se si preferisce la fascicolatura, insomma la raccolta sistematica e sistematizzata delle informazioni comunque carpite.Anche questo si sapeva da tempo.

La vicenda simil giudiziaria di Matteo Renzi lo testimonia. Il leader di Italia Viva ci ha scritto su due libri circostanziati con fatti, date, nomi e cognomi, che nessuno ha smentito, né ha querelato. Solo chi non vuole prendere atto della verità fin qui conosciuta può dire di non sapere.Per chi non è vittima dei media truffaldini e dei politici acquiescenti col pessimo sistema mediatico – giudiziario tutto questo non è un giallo, ma la prova dell’esistenza di un uso distorto di funzioni fondamentali della democrazia che vengono deviate a fini politici non dichiarati.Chi fa parte di questo sistema? Basta leggere alcuni giornali e ascoltare le dichiarazioni di certi politici che all’unisono minimizzano o nascondono questi fatti e si capisce chi ha messo la mosca nel brodo.

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Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
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Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

5/3/2024 - 15:34

AUTORE:
dispetto

...che ner brodo te c'hanno messo del Guttalax. E sta facendo effetto da cosa scrivi. Tutti i giornali, ma proprio tutti tutti, parlano de sto fatto. E quasi tutti i partiti tranne quelli più piccoli si lamentano. Quindi chi è stato ?