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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
. . . non siamo sui canali Mediaset del dopodesinare .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
E'Pievano della chiesa di San Michele in Pontasserchio
DON MARCO TEODOSIO GIACOMINO E' IL NUOVO PARROCO DELL'UNITA PASTORALE DI PONTASSERCHIO, SAN MARTINO ULMIANO, PAPPIANA, LIMITI.

9/3/2024 - 12:35

E' Don Marco il parroco dell'Unità Pastorale di Pontasserchio, Pappiana, San Martino Ulmiano e Limiti.

 

DI MARLO PUCCETTI

Sono passati 20 giorni dall’insediamento di Don Marco come parroco dell’Unità pastorale composta dalle parrocchie di Pontasserchio, Pappiana, San Martino Ulmiano e Limiti e ho colto l’occasione per chiedergli come sono trascorsi questi giorni e che sensazioni ha provato. La risposta di Don Marco Teodosio Giacomino è stata serena intrisa di amore verso il prossimo: “Le mie sensazioni sono di serenità affetto e gratitudine. L’affetto dimostrato da parte delle persone è stato ed è notevole. L’ho potuto constatare anche nelle benedizioni delle case che in questi giorni mi vedono in giro nei paesi. Ho ricevuto un’accoglienza calorosa e per alcuni è stato un modo per conoscermi meglio e per me è stata l’occasione per avvicinarmi ai miei parrocchiani e in ognuno di loro ho trovato qualcosa di esclusivo e unico. I giovani sono al mio fianco, I ragazzi e le ragazze mi sostengono e mi aiutano in questo cammino dando il meglio di sé. Certo la pastorale giovanile ha seminato bene ed ora stiamo raccogliendo i frutti. Mi sono accorto dei grandi carismi che le nostre comunità hanno. Molto spesso mi trovo a pregare per tutti come facevo già prima ma con una sensazione diversa, proprio paterna.
Insieme allora ripercorriamo la sua storia più recente. Ai più attenti non sembrerebbe una novità considerato che Don Marco era già a Pontasserchio dal 2018 in aiuto al Parroco Don Davis che L’Arcivecovo di Pisa ha scelto di trasferire alla Parrocchia di San Pietro in Palazzi. Don Davis ha già preso l’incarico dal 4 febbraio in quel di Cecina con tanto di folla al seguito proveniente dalla Val di Serchio. L’Unità pastorale era diventata sede vacante. A questo punto Sua Eccellenza ha disposto che il nuovo Parroco fosse Don Marco anche in considerazione della sua conoscenza del territorio e soprattutto dei fedeli. Don Marco è stato consacrato sacerdote il 24 giugno 2018 e la sua prima messa è stata officiata il 4 luglio a Ripa (comune di Seravezza) sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio Abate. Ripa l’ha visto bambino e poi adolescente e dove ha frequentato la parrocchia e conosciuto Don Roberto Buratti che possiamo considerare il suo mentore. E’diventato responsabile della pastorale giovanile e supporta anche gli scout di Pisa 4 che hanno scelto Pontasserchio come sede.
Sabato 17 febbraio nel pomeriggio un corteo festante è stato aperto da una rappresentanza in costume storico degli sbandieratori che fanno parte del Gioco della Torre di Ripa di Seravezza il paese che lo ha accolto in tenerà età dopo essere nato a Firenze nel 1992. Subito dietro le autorità: Il Presidente della Provincia Massimiliano Angori, Il Sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio accompagnato dalla Vice Sindaco Lucia Scatena, al centro il Gonfalone del Comune, I bambine e le bambine prossimi alla Prima Comunione; Il Diacono Don Simone Giachetti nativo di Pontasserchio e i tanti sacerdoti del vicariato e della Diocesi di Pisa fra cui il Rettore del Seminario interdiocesano Don Francesco Bachi nativo nella parrocchia di Limiti e al centro Don Marco che non faceva mancare un sorriso alle persone che lo salutavano dai marciapiedi. Il corteo ha raggiunto la chiesa di San Michele Arcangelo percorrendo la navata è arrivato all’altare Maggiore. La Santa Messa è stata presieduta da Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto. Ha preso la parola Paolo Basile come rappresentante dell’Unità Pastorale portando i saluti dei vari gruppi all’interno delle parrocchie come il tradizionale  coro presente alla cerimonia. Coinvolgenti le parole di saluto di Don Marco. Ha esordito dicendo: Dio è colui che nutre, che si prende cura di noi che ha un nome quello di Padre, di Figlio,  di amore. Poi i ricordi vanno ai primi approcci che ebbe con questi luoghi. Aggiunge:” dopo una sessione di esami al seminario Don Francesco Bachi decise per una gita fuori porta a Pontasserchio. Chi l’avrebbe mai detto che qualche anno dopo sarei stato nominato parroco di quella chiesa dove andai il giorno del mio compleanno il primo febbraio. Sono stato da seminarista anche a Pappiana”. In una visita a San Martino la profezia quando Don Marco disse: “chissà come sarà fare il parroco qui”. Da ragazzi si sogna ma poi questi sogni si realizzano. Ho qui davanti ai miei occhi tutti i miei parroci, di Ripa e qui ho Don Roberto che disse alla mia mamma che mi avrebbe accompagnato in parrocchia quando sarei diventato parroco e anche questo è successo Poi Don Marco ha sillabato per l’emozione “Grazie a tutti e tutte”. Sua Eccellenza l’Arcivescovo vedendo tutto il popolo che ascoltava attento in una chiesa gremita che non era riuscita ad accogliere tutti, ha detto che tanta presenza aveva un significato di riconoscenza a Don Marco per suo impegno svolto fino ad ora e quindi era ancora più convinto della scelta fatta. E’ stato anche un modo per dare continuità alla Pastorale Giovanile rivitalizzata da Don Marco.
Dopo la Messa ancora saluti. Sono intervenuti Il Presidente della Provincia Angori e il Sindaco Di Maio che hanno evidenziato come la presenza di Don Marco sia un valore aggiunto per i valori sociali e spirituali che esprime e che anche per la sua giovane età potrà essere una guida per tanti ragazzi e ragazze. Dopo la benedizione dell’Arcivescovo Benotto sono ripresi i ringraziamenti e i saluti. Per l’associazione sociale e culturale “Pontasserchio e dintorni” ha portato i saluti Marlo Puccetti anche a nome del Presidente Giuseppe De Angeli dicendo:” Abbiamo il privilegio di avere ancora tra di noi Don Marco che da subito, appena arrivato aveva voluto conoscere le realtà del territorio intervenendo con i ragazzi, con simpatica ironia,  anche al nostro Carnevale che ogni anno organizziamo in paese” Poi ha preso la parola la Presidente della Casa del Popolo Arci di Pontasserchio Angela Ferretti che ringraziando per la permanenza di Don Marco sul territorio si è sentita onorata della collaborazione del “Pievano” ma da lei chiamato affettuosamente Marco, per le iniziative sociali in atto all’interno del Circolo e quelle parrocchiali, fra le ultime la condivisione della “Marcia Pace”. Ha portato il saluto anche Caterina Campera brillante rappresentante dell’equipe della Pastorale giovanile Val di Serchio. Marta Braccini a nome del gruppo giovani con tono coinvolgente e affettuoso verso il parroco ha detto di quanto sarà complesso ma entusiasmante il cammino da fare insieme.
E’ stato consegnato il dono al nuovo Pievano con una apprezzabile condivisione della Comunità di Ripa e l’Unità Pastorale locale. Don Marco ha alzato in alto a due mani un bellissimo Calice che ha simboleggiato anche una continuità spirituale fra le due comunità.
Alla fine Don Marco si è avvicinato ai suoi genitori con amore e riconoscenza per averlo seguito e supportato in tutti questi anni. La gente in fila per salutarlo con strette di mano, abbracci e qualche occhio lucido. Alla casa Caritas era stato allestito un buffet in una atmosfera gioiosa ed entusiasta. Applausi scroscianti al taglio della torta come nelle migliori occasioni.
 

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