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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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IMMAGINA San Giuliano Terme
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di Umberto Mosso
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di Riccardo Maini (vedi risposta al sig. Bertelli)
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Comunicato congiunto FdI, Lega, FI.
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“Interrogazione del consigliere provinciale Roberto Sbragia”
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Ripafratta, 25 maggio
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di Fabiano Corsini
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Prato
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Dal 17 al 19 Maggio ore 10.00 - 20.00
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Forum Innovazione di Italia Economy" II EDIZIONE
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Calci, 10 marzo
L’associazione Culturale Il Gabbiano chiude la tournée di Italia Donati

9/3/2024 - 17:50

                                                       
L’Associazione il Gabbiano continua ad andare in scena con la sua ultima produzione, lo spettacolo ITALIA DONATI – ALLA RICERCA DELLA QUIETE.

Dopo il debutto, apprezzatissimo, al Circolo il Fortino, lo spettacolo ha fatto tappa a Bientina, al teatro Don Bosco, poi a Vaiano (PO) nella suggestiva Badia di San Salvatore, poi a Marti al Circolo Arci ( sabato sera segnato dal sold out!)  e domenica 10 marzo chiude questo giro apprezzatissimo di repliche al Circolo casa del Popolo La Pieve di Calci.
Uno spettacolo che pur raccontando una storia lontana è ancora, purtroppo molto attuale nei contenuti e nella denuncia. Una storia di una donna, una storia con una conclusione tragica.
A Porciano,  nel 1886,  una giovane maestra di nome Italia Donati si tolse la vita gettandosi nella gora di un mulino. La triste storia di Italia divenne, nei mesi successivi, un caso nazionale, in grado di suscitare pietà e orrore nell’opinione pubblica, ma anche di dare vita alle prime rivendicazioni sulle condizioni delle donne nel mondo del lavoro.


Italia era una giovane di umili origine, nata a Cintolese, in Toscana. La sua intelligenza viva e curiosa fu immediatamente notata dai suoi maestri, che convinsero la famiglia a farle proseguire gli studi, nonostante le difficoltà economiche. Ottenne così la patente di maestra e, nel 1883, il primo incarico, nel comune di Porciano.

Ma la nuova opportunità si trasformò presto in un incubo. Com’era consuetudine, si sottopose immediatamente al giudizio del sindaco del paese, Raffaello Torrigiani. Il primo cittadino era noto nel circondario come un dongiovanni, come lo si definiva allora; un molestatore, come lo chiameremmo noi.
Perché Torrigiani sembrava essere abituato a sfruttare il proprio potere per minacciare le sfortunate maestre che gli resistevano. Così era accaduto all’insegnante precedente, costretta a lasciare il posto; così accadde a Italia. Il sindaco fece immediatamente pressioni affinché la ragazza si trasferisse da lui, piuttosto che prendere un alloggio autonomo.

Questa locazione, insieme alla voci messe in giro dallo stesso Torrigiani a scopo di vanto, le attirarono presto i lazzi e le maldicenze dell’intera comunità.
Così la povera Italia si trovò presa tra due fuochi: da un lato, le molestie del sindaco, dall’altro, il disprezzo e le aggressioni dei cittadini “per bene”.

La conseguenza, alla fine, fu il suicidio di Italia Donati: nel proprio biglietto di addio, si preoccupava di dimostrare la propria “innocenza”, e si dichiarava convinta che il suo suicidio avrebbe ripristinato l’onore familiare.
Un gesto che non ci suona nuovo, se pensiamo a quante donne, anche in tempi più recenti, siano state letteralmente distrutte da accuse simili; o anche a quante donne subiscano quotidianamente comportamenti inopportuni, se non addirittura esplicitamente violenti, sul posto di lavoro. In questo, la storia di Italia ci ricorda che, purtroppo, ancora qualcosa deve cambiare.


In scena,  Massimo Canneti, che è anche autore del testo e  la ‘nostra’ Daniela Bertini che in questo lavoro teatrale interpreta  i diversi personaggi femminili, dalla contadina pettegola alla perpetua, dalla giovane amante del sindaco alla matta del paese…
La regia è affidata a Mike Ricci, inoltre Arianna Priami, attrice dell’Associazione Il Gabbiano, presta la sua voce proprio a Italia Donati e Alessandro Braccini si occupa della fonica e delle luci di scena.
 
‘’ITALIA DONATI . ALLA RICERCA DELLA QUIETE’’
Testi originali di Massimo Canneti
Rielaborazione drammaturgica Daniela Bertini e Massimo Canneti
Con Daniela Bertini e Massimo Canneti
Voce fuori campo di Arianna Priami
Fonica/Luci Alessandro Braccini
Regia di Mike Ricci
 
Domenica 10 marzo h 21.15
CIRCOLO ARCI LA PIEVE  Via roma 15
CALCI
Ingresso libero  (riservato soci Arci)
Fino ad esaurimento posti
 
 

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