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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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MORTE PESCINI, GALLETTI E NOFERI (M5S):
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di Gianluca Gambini
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LISTA FORZA ITALIA - NOI MODERATI - PLI COMUNICATO STAMPA
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Dichiarazione della candidata a Sindaco di San Giuliano Terme Ilaria Boggi.
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A cura di Annalisa Girardi
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Mario Lavia
Con Conte o senza Conte - Gli strappi interni al Pd e la rottura, forse solo temporanea, del campo largo

13/4/2024 - 9:02

Con Conte o senza Conte - Gli strappi interni al Pd e la rottura, forse solo temporanea, del campo largo

L’organizzazione delle liste per le Europee sta portando grande nervosismo ai vertici del partito, con Schlein che ormai parla solo con pochi fedelissimi. Sarebbe il caso di tagliare una volta per tutte i ponti con i Cinquestelle, ma la segretaria proprio non ci riesce

Chiusa nel bunker, Elly Schlein parla solo con i due-tre fedelissimi del Nazareno e con il “consigliere politico” Francesco Boccia, alla ricerca di una linea di resistenza davanti all’offensiva di Giuseppe Conte in mezzo al marasma pugliese. La rottura del campo largo è ormai evidentissima ma quello che non è chiaro a nessuno, nemmeno a lei, è se si tratti di uno strappo definitivo o di una frizione, per quanto seria, destinata a essere superata. Per parafrasare il celebre verso di Ovidio, Schlein non può stare con Conte ma neanche senza di lui.
Quanto può durare questo struggimento? I teorici dell’alleanza strategica, quelli della sinistra dem, sono molto irritati con l’ex punto di riferimento fortissimo: «Il Movimento 5 stelle, che era nato per rinnovare la politica, nella scorsa legislatura ha subito il più grande fenomeno trasformistico della storia repubblicana. Quasi metà dei parlamentari ha cambiato casacca. E una parte importante dei loro ex deputati e senatori ora fanno i lobbisti. Tutto il contrario di quello che il Movimento 5 stelle si proponeva», nota adesso Andrea Orlando.
La segretaria sarebbe tentata di rompere non tanto con l’avvocato quanto con Michele Emiliano, ma è frenata da Boccia e anche da un elemento di realismo: può permettersi il Partito democratico di scaricare un portatore di voti come il presidente della Puglia e magari, a cascata, con Vincenzo De Luca? Tra queste domande amletiche il gruppo dirigente è fermo in attesa di notizie. La segreteria non si riunisce da un po’ di tempo, la direzione sarà solo a fine mese par varare le liste.

Schlein vuole aspettare la mossa di Giorgia Meloni, che scioglierà la riserva (in senso positivo, obiettivo un milione e mezzo di preferenze) alla assemblea nazionale di Fratelli d’Italia che si terrà a Pescara dal 26 al 28 aprile. La direzione del Partito democratico potrebbe dunque riunirsi il 29, proprio a ridosso della presentazione formale delle liste.
La leader è anche alle prese con questo che si sta rivelando un rompicapo più arduo del previsto, anche se la segretaria ha siglato un accordo con Stefano Bonaccini. Secondo quanto risulta a Linkiesta, Schlein dovrebbe essere capolista nel Nord Ovest, al Centro e nelle Isole. Nel Nord Est il numero uno sarà appunto Bonaccini, al Sud Lucia Annunziata. Tutta la storia della candidatura al terzo posto, dunque, non esiste e alla fine emerge una soluzione a metà: né candidata ovunque né solo in una circoscrizione. Vai a capire quale sia la logica. In ogni caso, secondo le “voci di dentro”, Schlein non resterà a Bruxelles, contrariamente a quello che predica Romano Prodi, contrario a candidature «finte».
Le novità più evidenti sono dunque che al Nord Ovest Cecilia Strada sarà numero tre (il secondo è Giorgio Gori): forse è stata spostata più in basso per evitare che venisse sorpassata da qualcuno, cosa non bellissima per una capolista. Dietro lottano, tra gli altri, Brando Benifei e Irene Tinagli, importanti europarlamentari uscenti.

Al Nord Est dietro Bonaccini ci sarà Annalisa Corrado, della segreteria nazionale, in lotta con Alessandra Moretti, Alessandro Zan, Elisabetta Gualmini.
Grande bagarre al Centro dove Schlein (e ovviamente la Comunità di Sant’Egidio con cui c’è stato un incontro) vuole Marco Tarquinio numero due, mentre Nicola Zingaretti sta lottando per essere lui il numero due dietro Elly, poi Camilla Laureti anche lei della segreteria e europarlamentare uscente; poi ci sono Dario Nardella, Matteo Ricci, Alessia Morani, Francesco De Angelis.

Al Sud Annunziata, Antonio Decaro, Pina Picierno, Sandro Ruotolo e via via gli altri. Schlein capolista nelle Isole seguita da Pietro Bartolo. Ma ci sono ancora molti giorni per cancellare nomi e aggiungerne altri, in un clima di grande nervosismo.





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