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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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MORTE PESCINI, GALLETTI E NOFERI (M5S):
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di Gianluca Gambini
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LISTA FORZA ITALIA - NOI MODERATI - PLI COMUNICATO STAMPA
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Dichiarazione della candidata a Sindaco di San Giuliano Terme Ilaria Boggi.
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A cura di Annalisa Girardi
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
di Mario Lavia
Socialisti liberali - I riformisti del Pd potrebbero andare in Europa, ora non resta che fare politica

15/4/2024 - 9:15

Socialisti liberali - I riformisti del Pd potrebbero andare in Europa, ora non resta che fare politica

Dopo una lunga trattativa, il partito sembra pronto a sostenere Irene Tinagli, Giorgio Gori, Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti al Nord e Pina Picierno e Antonio Decaro al Sud

Tira e molla sulle liste alla sede del Partito democratico, mentre giustamente tutto passa in secondo piano a causa della crisi in Medio Oriente. Ieri sera c’è stata una riunione della segreteria nazionale ma già Elly Schlein, che aveva sentito Giorgia Meloni per garantire «collaborazione», aveva dettato la linea: «L’attacco iraniano a Israele va condannato con forza. L’impegno della comunità internazionale dev’essere tutto teso a evitare l’escalation, far cessare il fuoco e a costruire la pace in Medio Oriente». Naturalmente su questa posizione tutto il partito è d’accordo, e ci mancherebbe pure.
Non è così invece sulle liste per le europee, dove la trattativa tra le varie anime e la segretaria ha fatto passi avanti con un accordo di massima tra Schlein e il presidente Stefano Bonaccini, ma il quadro è sempre complicato. Ritorna la richiesta di Schlein di essere candidata in tutte le circoscrizioni magari – novità assoluta – in posizione corrispondente all’ordine alfabetico, il che, chiamandosi lei Schlein e non Abate, significherebbe finire in fondo alle liste: che senso ha?
Eppure si era capito che avesse accettato la richiesta di Bonaccini di non candidarsi dove ci sono gli “esterni”, anzi le”esterne”, Cecilia Strada al Nord ovest e Lucia Annunziata al Sud e tantomeno al Nord est dove c’è in pole position lo stesso Bonaccini. Il quale, a quanto pare, ha strappato garanzie per un pacchetto di riformisti scongiurando quel pericolo di una pulizia interna che qualcuno temeva. Infatti dovrebbero essere eletti, oltre al presidente del Partito democratico, Irene Tinagli e Giorgio Gori (Nord-ovest), Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti (Nord-est), Pina Picierno e Antonio Decaro (Sud). Al Centro, potrebbe farcela Alessia Morani, e comunque Dario Nardella, anche se non organico alla corrente tanto che è stato portato da Dario Franceschini, è considerato un riformista.

Salvata dunque sulla carta la rappresentanza, resta il fatto che se vogliono prendere un po’ di preferenze i riformisti dovrebbero caratterizzarsi più chiaramente. Lo fanno sull’Ucraina e Israele. Non molto però su un tema squisitamente europeo come quello della governance e del Patto di stabilità sul quale ci sono state chiare diversità di vedute tra Schlein e Paolo Gentiloni.
Comunque vada il voto di giugno, l’area riformista dovrà rivedere tutto a partire dalla struttura (la bonacciniana “Energia popolare” è una roba troppo interna e chiusa) per finire alla guida dell’area che con Bonaccini a Bruxelles potrebbe aver bisogno di un cambio. Tutto questo al netto del risultato: è evidente che se dal combinato disposto Europee-Piemonte-Comunali dovesse uscire un brutto o bruttissimo risultato per i riformisti si tratterebbe di chiedere una discussione generale, su tutto.





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