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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . altrimenti in Italia tutto il potere centrale .....
Sei fuori tema. Ma sappiamo per chi parli. . .
. . . non so se sono in tema; ma però partito vuol .....
Quelle sono opinioni contrastanti, il sale della democrazia, .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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MORTE PESCINI, GALLETTI E NOFERI (M5S):
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di Gianluca Gambini
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LISTA FORZA ITALIA - NOI MODERATI - PLI COMUNICATO STAMPA
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Dichiarazione della candidata a Sindaco di San Giuliano Terme Ilaria Boggi.
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A cura di Annalisa Girardi
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Nei tuoi occhi languidi
profondi, lucenti
piccolo mio
inestimabile tesoro
vedo il futuro
il tuo
il presente
quello del tuo babbo
il passato
quello .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
L'opinione di Fulvio Giuliani e di Carlo Calenda-in video
Mario Draghi è l’italiano più ascoltato, influente e “potente” e anche - fra le personalità più in vista

18/4/2024 - 23:34

Mario Draghi è l’italiano più ascoltato, influente e “potente” e anche - fra le personalità più in vista, si intende - uno dei meno popolari.

Non che susciti antipatie o addirittura repulsione, specialità della casa dei leader politici schiettamente divisivi. Non è popolare nel senso etimologico del termine, viene percepito come distante, autorevole, di indiscutibili capacità e qualità professionali ma in qualche misura alieno. Per dirla tutta, ben poco italiano. Si badi, la relativa “italianità” del personaggio Draghi non è questione solo interna, se non altro per il riflesso di antichi tic sul nostro Paese. All’estero, chiunque esca dal cliché tricolore viene da sempre percepito come “lontano” dal classico italiano. Tanto per cominciare Mario Draghi è e resta un banchiere e i banchieri molto di rado sono simpatici alle masse.

Figurarsi quelli “centrali” a cui anche una lettura un po’ semplicistica dei media finisce per ascrivere ogni responsabilità quando mutuo e prestiti diventano più cari.Da presidente del Consiglio, per quanto tecnico che più tecnico non si poteva, Draghi si trovò come unica oppositrice Giorgia Meloni e se è vero che i rapporti fra i due sono improntati a un’intelligente collaborazione, l’elettorato della presidente del Consiglio segue percorsi quantomeno differenti e di sicuro Draghi è antropologicamente distante dal centralismo e dallo statalismo che nella destra italiana sono durissimi a morire.Fiero avversario da sempre di bonus e prebende varie, il grado di popolarità è nullo nelle fasce di elettori conquistati da anni di politica delle mani bucate.

Aggiungete le furibonde polemiche sui vaccini, che nessun dato oggettivo sugli straordinari risultati raggiunti riuscirà a cancellare e il disinteresse personale per la costruzione di un consenso e capirete il grado di “impopolarità” (sempre etimologica) di Mario Draghi.Non ci sfugge certo la contraddizione fra le caratteristiche dello statista che sembrano perfette per i destini dell’Unione europea e questa assenza pressoché totale di base popolare e consenso elettorale. Il fatto che Draghi non abbia mai pensato a candidarsi a qualsiasi carica elettiva e che la presidenza della Commissione europea sia stata disegnata come il frutto di un accordo fra i capi di Stato e di governo non è sufficiente a cancellare alla radice questa contraddizione. L’ex presidente del Consiglio non ha e non avrà masse di cittadini che premano perché si occupi del futuro dell’Unione.

Potrebbe però avere alle spalle dei leader e dei capi di governo capaci di comprenderne le qualità e di decidere che sia giunta l’ora di sfruttarle fino in fondo. Questi leader il consenso e la legittimazione popolare ce l’hanno eccome. Dovessero decidere di muoversi non risolverebbero in toto la nostra contraddizione ma ci darebbero una prospettiva.


https://youtu.be/TBwtb0b-eDM

 
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