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In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . mia nonna aveva le ruote era un carretto. La .....
. . . la merda dello stallatico più la giri più puzza. .....
. . . ci siamo eruditi, siamo passati da Rametti a .....
Ripetere 1000 volte la verità assoluta dei fatti con .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Tirrenia, 17 giugno
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di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
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Villa di Corliano, 27 giugno
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Pugnano, 22 giugno
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Tirrenia, 15 giugno
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Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Valdottavo, 17 maggio
ALFONSINA
LA DONNA CHE ARRIVAVA SEMPRE ULTIMA
al Teatro Colombo di Valdottavo

16/5/2024 - 12:05

 
‘’Alfonsina. La donna che arrivava sempre ultima’’, lo spettacolo nato dalla penna sensibile e attenta di Stefano Benedetti, continua a macinare chilometri su chilometri.


Venerdì 17 maggio ore 21,00 sarà in scena al teatro Colombo di Valdottavo ( Borgo a Mozzano, LU),  nell’ambito della rassegna ‘Chi è di Scena!’ organizzata dal Comitato Provinciale Lucca della F.I.T.A. in collaborazione con l’Associazione Filodrammatica di Valdottavo.
Alfonsina perciò continua a pedalare e a raccontare la sua storia, in occasione dei Cento Anni dal Giro d’Italia del 1924, a cui Alfonsina, unica donna nella storia del Giro, prese parte.
 
Lo spettacolo porta in scena la vita della famosa ‘’Regina della pedivella’', racconta la sua passione per la bici, grandissima e importante, fin da bambina, le sue difficoltà in quanto femmina a vedere accolta la sua scelta di correre in bici, questa sua passione che la accompagnò per tutta la vita, fino a quando aprì una bottega di riparazioni a Milano.

E la protagonista è proprio una bottega di riparazioni di biciclette: un luogo di ricordi, dove il racconto si snoda in un modo che potremmo azzardare a definire ‘brechtiano’.

L’attrice è talvolta narratrice, talvolta personaggio; potrebbe essere una sorta di fantasma di Alfonsina, che torna nella sua bottega e ritrovando i suoi attrezzi, i fascioni, la sua bicicletta, si accende nel racconto che non è lineare, ma costruito per flashbacks che attraversano gli episodi più significativi della sua vita, personale e sportiva.


Fatica, sudore, cadere, rialzarsi, sporcarsi le mani: ecco, la metafora della vita ciclistica di Alfonsina è la stessa che ha vissuto l’attrice: Daniela ha fatto pratica di riparazioni di biciclette presso una ‘bottega’, dell’amico Francesco Longo, e l’ha portato in scena,  con la guida del regista Federico Meini, con la stessa determinazione e volontà di essere in grado di affrontare questa sfida di portare sul palcoscenico, dopo anni (più di trenta!) di teatro comico, di spettacoli per l’infanzia e di teatro di strada, un monologo intenso ed originale, scritto con la profondità e la cura che caratterizza i testi del Benedetti (che ha curato una seguita e apprezzata rubrica di biografie su www.lavocedelSerchio).

 

Un testo e quindi uno spettacolo che racconta sì la storia di Alfonsina ma soprattutto ci fa scoprire le sue paure, i suoi tormenti, le sue lotte, le sue sconfitte e le sue rivincite interiori, tra corse, polvere, saliscendi, fatica e forza di volontà. 

 

Ce la racconta proprio lei, Alfonsina, portandoci nella sua bottega, a Milano, tra ruote di bicicletta, camere d’aria da riparare e la ‘’morca’’ sugli attrezzi e sulle mani.

E ci ricorda che nessun sogno è troppo grande per essere inseguito, ci ricorda che con l'impegno e una passione sconfinata, l'impossibile diventa possibile, per chiunque, uomo o donna.
 Insieme a Daniela, sul palco,  di volta in volta, Matteo Marranini e il giovanissimo Francesco Giacomelli, che interpreta un piccolo affezionato cliente di Alfonsina, insieme ad alcuni attori e attrici di AtTieSse teatro Spettacolo.


Informazioni di servizio
Il biglietto d’ingresso costa € 8,00 (ridotto, per ragazzi fino a 14 anni e persone sopra i 65 anni, € 6,00).
Per informazioni e prenotazioni, si può contattare Rita al 320/6320032 o alla casella di posta elettronica, fitalucca@gmail.com.
Tutti i programmi delle rassegne e dei festival teatrali organizzati dalla F.I.T.A. Lucca sono consultabili sulla Pagina Facebook @fitalucca.
 
Testo originale di Stefano Benedetti
Con Daniela Bertini,
Francesco Giacomelli, Matteo Marranini, Michelangelo Roncella
Regia di Federico Meini
Disegno luci Antonio Vettraino
Aiuto regia/fonica/luci Alessandro Braccini
Scenografia di Associazione Il Gabbiano  e Simone Pallini


Si ringrazia per gli oggetti di scena CicliMoto Francesco Longo  e Eraldo Baglini
Consulenza musicale Sara Nannipieri
Foto di scena Francesco Sinni
Videoriprese Mario Russo
 
 

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