none_o


In questo nuovo articolo di Franco Gabbani viene trattato un argomento basilare per la società dell'epoca, la crescita culturale della popolazione e dei lavoratori, destinati nella stragrande maggioranza ad un completo analfabetismo, e, anzi, il progresso culturale, peraltro ancora a livelli infinitesimali, era totalmente avversato dalle classi governanti e abbienti, per le quali la popolazione delle campagne era destinata esclusivamente ai lavori agricoli, ed inoltre la cultura era vista come strumento rivoluzionario. 

. . . mia nonna aveva le ruote era un carretto. La .....
. . . la merda dello stallatico più la giri più puzza. .....
. . . ci siamo eruditi, siamo passati da Rametti a .....
Ripetere 1000 volte la verità assoluta dei fatti con .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
per scrivere alla rubrica: spaziodonnarubr@gmail.com
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Tirrenia, 17 giugno
none_a
di Alessio Niccolai con Alma Pisarum APS
none_a
Villa di Corliano, 27 giugno
none_a
Pugnano, 22 giugno
none_a
Tirrenia, 15 giugno
none_a
Le cose andrebbero meglio
se non bene
se si procedesse
tutti quanti insieme. . .
rispettando modi, tempi, capacità
valorizzando le competenze .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Lepore, in nome di chi?
Al limite avrebbe potute esporle ambedue contestando nel contempo sia Hamas che Netanyahu.

29/5/2024 - 23:13

Lepore, in nome di chi?

 

Il Comune di Bologna espone la bandiera della Palestina.

Capisco le buone intenzioni di Matteo Lepore, la rabbia e la doverosa solidarietà per tutti gli innocenti, vittime civili degli attacchi a Gaza.

Ma le bandiere sono simboli potenti, vanno maneggiate con cura. Perché, per dirne una, non ricordo bandiere israeliane appese ai balconi del Comune di Bologna dopo il massacro, gli stupri e i rapimenti del pogrom del 7 ottobre.

C’è un pensiero, in questo diverso approccio, dal quale dissento con forza: che esistano vittime e vittime. Che, come scriveva Orwell, siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri.

Fonte: Ivan Scalfarotto
+  INSERISCI IL TUO COMMENTO
Nome:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
EMail:

Minimo 0 - Massimo 50 caratteri
Titolo:

Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
Testo:

Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri