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Una vicenda tutta personale viene descritta in questo nuovo articolo di Franco Gabbani, una storia che ci offre un preciso quadro sulla leva per l'esercito di Napoleone, in grado di "vincere al solo apparire", ma che descrive anche le situazioni sociali del tempo e le scorciatoie per evitare ai rampolli di famiglie facoltose il grandissimo rischio di partire per la guerra, una delle tante. 

La carriera politica personale dell’Onorevole Mazzeo .....
Bonaccini ha dato le dimissioni da presidente della .....
. . . c'è più religione ( si esce un'ora prima). .....
. . . uno sul web, ora, che vaneggia che la sua .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Mauro Pallini-Scuola Etica Leonardo: la cultura della sostenibilità
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Domenica 7 Luglio mercatino di Antiqua a San Giuliano T
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Ripafratta, 12 luglio
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Il mare
con le sue fluttuazioni e il suo andirivieni
è una parvenza della vita
Un'arte fatta di arrivi di partenze
di ritorni di assenze
di presenze
Uno .....
Nel paese di Pontasserchio la circolazione è definita "centro abitato", quindi ci sono i 50km/ h max

Da dopo la Conad ci sono ancora i 50km/ h fino .....
Di Umberto Mosso
Frammenti

16/6/2024 - 10:07


FRAMMENTI.

Se ambisci a fare la terza forza un sistema bipolare è l’opposto di quello che ti serve. Perché il bipolarismo radicalizza gli elettori su due posizioni e chiunque si ponga tra i due resterà minoritario e sarà costretto ad allearsi  con uno dei due oppure sarà spazzato via come un impaccio inutile.

L’establishment economico, col supporto del mainstream mediatico, è in cerca soprattutto di stabilità, non è più neanche questione di statalismo e liberismo. Il mondialismo e la pandemia hanno fatto saltare tutti gli schemi e gli aggiustamenti tra stato e capitale si adottano nel merito luogo per luogo e tempo per tempo.  

In Italia è andata così, dimostrando che il bipolarismo, dopo trenta anni di vita, si è talmente radicato nella cultura politica e nei comportamenti elettorali da essere applicato nel voto anche in una elezione col sistema proporzionale. Un paradosso assoluto. Nell’era digitale non esistono aghi della bilancia.  

Ci si può sorprendere dell’entità del fenomeno, ma da mesi sapevamo che Meloni e Schlein si erano scelte reciprocamente come principali contendenti.

In particolare Meloni aveva visto in Schlein l’avversaria migliore, quella più facile da battere, per la sua politica incerta e velleitaria e per le sue alleanze poco affidabili. 

Schlein, senza strategia e per ambizione, aveva accettato questo tacito accordo che le dava il vantaggio di sottrarsi, almeno mediaticamente, alla concorrenza di Conte. Meglio migliore attrice non protagonista che comparsa tra Landini e Conte. 

Il mainstream mediatico, infatti, ha trasformato la campagna elettorale in un confronto esclusivo tra Meloni e Schlein. I comportamenti delle TV, di Stato o private, sono stati scandalosi, soprattutto nei TG. Sembrava che ci fossero solo due partiti da votare: Fd’I e PD.

Gli unici che sono riusciti a raschiare il fondo del barile sono stati FI, che giocava con la buonanima e il supporto delle reti Fininvest, e AVS che si giocava il poco, maledetto e subito con Salis e al diavolo l’Europa. 

La tattica di Meloni è stata intelligente. Ha vinto la coppa della polarizzazione, ma lasciando crescere, pur se a distanza di sicurezza, anche l’avversaria per darle l’impressione che quella diarchia funzioni e vada conservata.

Governo più forte, opposizione inutilmente irrobustita e stabilità assicurata. Ora sono tutti contenti.  

Meloni va studiata meglio. Credo non sappia neanche lei fino in fondo dove voglia andare. Ha un passato irrisolto che pesa più di quanto voglia far credere. E un entourage pessimo, ignorante e provinciale, inadeguato alle sue ambizioni .

Ma fosse per lei ho l’impressione che salterebbe il passaggio del partito conservatore novecentesco per andare dritta alla versione 5.0 della CDU di Merkel e fare la leader europea della tendenza più a destra del PPE. 

E in Italia diventare una sorta di nuova DC, un partito Stato, che a differenza di quello originale che guardava a sinistra, ora guarderebbe a destra. E avere di fronte una sorta di nuovo Pci che, a differenza del vecchio, oggi si agita rincorrendo ogni sorta di velleitarismo minoritario, garantendo indirettamente a Meloni una stabile maggioranza elettorale, in cambio della sopravvivenza del proprio, sempre agitato, gruppo dirigente. 

In tutto questo l’idea della grande prateria al centro mi pare un sogno ad occhi aperti. Oggi non c’è uno spazio “naturale” tra sovranismo di destra e populismo di sinistra, entrambi in evoluzione. Quello spazio va creato solo rompendo questo sistema bipolare che ingessa tutto.

Per questo appare intempestivo il problema della leaderschip di una area liberaldemocratica che non esprima, innanzitutto, una strategia su questa esigenza di rottura. E non è questione di quorum, dato che col  4,1% avremmo vivacchiato, ma non cambiato l’Europa e l’Italia.

La leaderschip che serve ora non è quella che rincolla i vecchi cocci, ma è quella che sappia indicare perché e come uscire da questo sistema bipolare conservatore in entrambe le versioni.

O in alternativa dove andare a fare il lievito, se qualcuno se la sente. 

Abbiamo enormi problemi irrisolti, economici e sociali, che sono taciuti da Meloni e maldigeriti da Schlein. Bisogna battere su quelli. Ma, intanto, se fossimo d’accordo a rompere quel bipolarismo vizioso, senza immaginare di correre a destra o a sinistra, avremmo fatto un passo avanti.

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Minimo 3 - Massimo 50 caratteri
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Minimo 5 - Massimo 10000 caratteri

17/6/2024 - 14:46

AUTORE:
Amico di Enzo Rametti

...qualifica come furummista libero.
Dire: io lo avevo detto son capaci tutti.
Però diceva Giancarlo Pajetta: non bisogna mai mettere i limiti alla Divina Provvidenza.
Vedi Meloni che vince su tutto e tutti partendo da un 3,08% ed è stata la prima donna a vincere sugli uomini di destra (Salvini e Berlusconi) e nella cosiddetta sinistra di Letta, Fratoianni&, Conte e compagnia cantante.
Altri in passato volevano pieni poteri e pochi giorni dopo si ritrovarono con "i comunisti" al governo con la "mossa del cavallo".

Del: Se perdo lascio la politica si parte da Berlusconi, Grillo e poi Conte seguito da altri.
Non sarà la fine della storia come si prospetta in Russia e Cina con il partito unico realizzato in Corea del Nord.

Il mio amico Enzo Rametti ha già dato e non può vincere tutto con le bottigline di polonio da versare nei cappuccini del competitor astioso Garlo Galenda che verrà battuto dalla politica come Di Maio e Gonte Ciuseppi.
Riguardo al già dato alla nuova abitante del Nazareno è stata inviata questa mailing: riesci a governare l'Italia per tre anni, portare il PD al 41%, indicare per due volte il Capo dello Stato, mandare a casa Salvini e Conte e poi si comincia a ragionare.

17/6/2024 - 0:18

AUTORE:
Dispetto

...a indicare nuove strade, vie d'uscita, strategie un tanto al kg. Ma un pensiero sull'essere un po' deficitario in materia non le viene mai? Le ricordo che un annetto fa parlava di grande successo alle future europee. L'abbiamo visto. Le consiglierei un vecchio film del 1961, diretto anche da Indro Montanelli. I sogni muoiono all'alba...