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Il 2025 si chiude anche per la Pro Loco Ripafratta "Salviamo La Rocca", e come da tradizione l'associazione incontra i propri soci, sostenitori e amici dalle 18 alle 20 per un brindisi di auguri, per tirare le somme dell'anno appena concluso e per presentare le attività del 2026.
Il 5 gennaio pomeriggio aprirà la Casa della Befana, presso l’ex Asilo Villa Danielli Stefanini, con musica, luci, biscotti e bevande calde.

Alle 18 circa l’arrivo della Befana dal campanile 

Noi Europei e noi Italiani abbiamo storia e tradizioni .....
Più che nostre, sono debolezze di chi ci governa, .....
La vera forza di deterrenza della Russia sta nello .....
Senza offesa, se lei non riesce a capire la differenza .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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L'ASS PONTASSERCHIO E DINTORNI HA PROMOSSO L'EVENTO
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Il nuovo romanzo di Silvia Conforti
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Pisa, 14 dicembre
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La IV edizione del Pranzo Solidale
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Ponte sullo Stretto di Messina
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O quanti spiritelli nei talk show
quotidiani e giornalieri
radiofonici e televisivi
insopportabilmente pettegoli e ciarlieri
volutamente provocatori .....
Nessun colpevole, per quel povero ragazzo che si e tolto la vita a causa del bullismo, chi sapeva ha taciuto e non vuole responsabilita; dico questo .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
Dal paese alla città

6/11/2024 - 8:10


 Attraverso gli scritti di Serena, ripresi dopo le vacanze estive, getteremo uno sguardo sulla vita di una liceale a Pisa sempre con attento sguardo di genere…
Con lei e le sue eventuali collaboratrici a poco a poco. 
 
Ho da poco iniziato le superiori in città e mi sono accorta da subito di quanto la vita cittadina sia molto diversa da quella a cui sono abituata, cresciuta in un paesino.


In paese è tutto più semplice. Ci conosciamo tutti o almeno di vista e sappiamo chi, è figlio di chi, chi frequenta, chi è il fratello o la sorella etc…praticamente è impossibile rimanere sconosciuti.
Ci vediamo ogni giorno perché la piazza di paese è il nostro ritrovo, grandi e piccini.


I ragazzi tendono a fare dei gruppetti in base alle amicizie che si sono formate nel tempo e fra di loro vivono in competizione costante alla ricerca del leader. 


Conoscendosi da quando sono piccoli sanno i pregi e difetti dell'altro, soprattutto dove infliggere per emergere, ma la battuta nasce e muore il giorno stesso. Anche se si scontrano e si deridono rimangono amici per la pelle perchè sono legami profondi, basati sulla confidenza consolidata da anni passati insieme e dalla quotidianità.


A noi ragazze basta stare insieme e raccontarci le nostre giornate, non importa se siamo uscite in ciabatte o con il maglione della mamma.
La città invece è sempre in movimento.

Le persone s’incrociano, ma spesso non si conoscono e ognuno vive la sua vita pensando per sè.
Le ragazze di città sembrano più indipendenti, più abituate a muoversi in spazi più ampi e sono disinvolte nel prendere il pullman, andare a fare shopping in centro o al cinema. Prestano molta attenzione nel vestirsi sempre alla moda, mirate molto al loro aspetto fisico. Sembrano più attente alle apparenze, come se ogni possibile interazione fosse una piccola performance da perfezionare.


I ragazzi di città non hanno il bisogno di emergere sugli altri, non necessitano d’imporsi come maschio alfa, forse perché essendo in tantissimi non sarebbe possibile una competizione. Sono liberi di essere se stessi senza il peso di una comunità che li osserva costantemente. 
In città, ovviamente, questa familiarità mi è venuta a mancare. Mi aspettavo un approccio più diretto come quello a cui sono abituata ma ho capito che in città i rapporti s’instaurano con più calma. Per conoscere una persona ci vuole molto tempo e il tempo disponibile, visti i tanti impegni, è sempre meno, come del resto le occasioni per poterti fermare a parlare ore con una persona. Quindi i rapporti che si creano sono solo inizialmente più formali e come primo approccio è importante come ti presenti, non come sei caratterialmente.


Tuttavia, con il tempo, sto capendo che dietro quest’aria di indifferenza, c'è comunque il bisogno di socializzare, solo che le relazioni si costruiscono in modo diverso, molto più lentamente, perché è tutto più dispersivo e frammentano. Non dico sia peggio, ma sicuramente è un'esperienza diversa, a cui sto cercando di abituarmi.
 
Serena Corti



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