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E' comparso su una importante giornale online nazionale, Citynews, nel suo supplemento Cibonews, un articolo a firma di Cristina Rombolà su una recente realtà gastronomica ideata e gestita da personaggi operanti nel nostro territorio grandemente apprezzati.A novembre scorso ha aperto a Pisa BONA, gastronomia con pizza del maestro Stefano Bonamici, in collaborazione con l'azienda PachinEat.Riportiamo l'articolo, certi di fare cosa gradita ai tanti cittadini che apprezzano le creazioni e i prodotti conosciuti a Vecchiano e a San Giuliano in Agrifiera.

Un amico ha mandata questa risposta data alla domanda .....
Ma i vari Mosso, Lavia e compagnia al seguito non .....
Si vede che ieri sera era capodanno, ancora non ha .....
Sapete perché alla Elly non riesce mancopegnende a .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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din Juri Sbrana
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Afganistan
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OCCHI, OCCHIALI E LENTI A CONTATTO
di Venanzio Fonte
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AMARSI

Amarsi è scendere nei ricordi,
festeggiare i momenti .....
Non ascoltare tutti i
consigli degli anziani,
anche gli imbecilli
INVECCHIANO.
Comitato-Coltano
UN DESERTO ASSEDIATO DAI RIFIUTI

19/2/2025 - 16:27

Comitato per la difesa di Coltano (Parco MSRM)
Comitato difesa Alberi Pisa
La Città Ecologica (APS)
 
UN DESERTO ASSEDIATO DAI RIFIUTI
 
Un deserto assediato dai rifiuti. L’immagine desolata di un giovane alberello stroncato su uno sfondo di rifiuti, triturati e non, è oggi l’icona di Coltano.
Perché non bastava la distruzione di una pineta, attuata con una operazione scriteriata e senza controlli, che lo stesso parco ha giudicato in parte sbagliata pur scaricando la responsabilità sulla ditta tagliaboschi da lui stesso incaricata. E non bastava neanche che durante la serie contigua di tagli a raso (contrari allo stesso piano di gestione) si siano triturati e ridotti in cippato, insieme ai pini ed altri alberi, rifiuti di vario genere. E non è neanche sembrato sufficiente stroncare la rinascente e estesa vegetazione di rinnovo (“impossibile fare altrimenti con grandi mezzi meccanici”, dice il Parco), lasciando in piedi accanto a spettrali cumuli di rami, fogliame e aghi di pino appena 10 (si dica dieci) dieci sole piante su tre ettari.
No, perché al danno, e che danno!, si è aggiunta la beffa. Come prevedevamo, i grandi piazzali creati al posto della pineta sono diventati aree appetitose per l’abbandono dei rifiuti. E si ricomincia il calvario: è appena stata scaricata una catasta di stampanti, poco più avanti un megafrigorifero da bar, e poi casse, borsoni, scatole, copertoni di auto, enormi sacchi neri pieni di chissacché.
E poi c’è il campo Rom. “Non è mai stato così pieno”, dicono gli abitanti, e non è mai stata così fitta la fila di rifiuti e di auto abbandonate, a volte bruciate. “Arrivano fin sulla strada” dice la Presidente del Comitato di Coltano Anita Faccendoni.
I rifiuti vengono abbandonati anche in pieno giorno, e cosa succede la notte, solo la fauna rimasta lo sa.
Sono stufi e demotivati i coltanesi e anche i componenti del Comitato. Alla porta del Sindaco Conti hanno bussato decine di volte, le sue promesse di installare le telecamere se le sono segnate in agenda, e si tratta di agende di due e più anni fa (le prime promesse risalgono al Conti uno). Ma telecamere e controlli non sono mai arrivati. Sono anche stufi di chiedere appuntamenti all’assessora Gambini, che dichiara di aver inviato mail di risposta mai ricevute da nessuno e rifiuta gli appuntamenti.
Sono stufi e arrabbiati, molto arrabbiati, perché non sanno più a che santo votarsi. “Adoro questo posto - dice un ragazzo - ma me ne andrò. E’ troppo difficile vivere qui”. E l’impressione netta è che si tratti di un’area da sfruttare con i tagli da utilizzo e poi abbandonare.
C’era una volta Coltano, verdeggiante, fiorente, popolata, con edifici del Seicento, nel Parco.
Nei libri di storia.


 

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